Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post 10a giornata di Bundesliga

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Piatek ha toccato nel derby di Berlino il suo punto più alto da quando è all’Hertha.


Un derby senza tifosi, si sa, è comunque meno derby. Specialmente quello di Berlino, visto il significato dell’avere una squadra dell’ovest e una dell’est contro. Alla terza edizione della sfida in Bundesliga, si sono accesi e scaldati anche gli animi in campo. La rivalità si sta infiammando. Rimane un peccato che l’Olympiastadion non abbia ancora ospitato l’Union con gli spalti pieni e colorati di blu e rosso. Per ora è successo solo all’Alte Försterei;

Piatek finora nell’Hertha è stato più impattante dalla panchina piuttosto che a gara in corso, in controtendenza con quanto visto in Italia, almeno nella sua prima stagione. La doppietta nel derby è certamente il suo punto più alto e forse anche quello d’inizio, per lui come per tutto l’Hertha, che finora non ha mai trovato costanza a livello di squadra;

– Il Lipsia per la terza partita consecutiva riesce a evitare una sconfitta contro il Bayern Monaco. Da quando c’è Nagelsmann, tre pareggi. Ora parlare di nuovo Klassiker, come qualcuno ha già fatto in Germania, è prematuro. Se però dovessero arrivare anche dei trofei e una concorrenza più solida di quella del Dortmund di quest’anno e dello scorso, lo scenario potrebbe diventare più realistico. Già il fatto che il Lipsia non prenda abitualmente goleade a Monaco è una buona differenza;

– L’immagine più imbarazzante del weekend è quella di Silas Wamangituka, attaccante classe 1999 dello Stoccarda, che nel recupero prima umilia (con scaltrezza) Pavlenka e Toprak soffiando la palla su una dormita generale, poi decide anche di umiliarli (con stupidità) aspettando la pressione di Pavlenka prima di calciare in porta, con fare arrogante che poco si confa alla sportività. Ammonito dall’arbitro e redarguito prepotentemente da Selke. Matarazzo lucidamente lo ha tolto dal campo per evitare guai peggiori. Ha imparato la lezione di sportività;

– Dopo il sesto e il settimo posto nelle ultime due stagioni, al Wolfsburg è stato chiesto di fare un altro passo avanti: provare a inserirsi davanti e lottare anche per la Champions. Colmare il gap tra le ‘prime cinque’ delle ultime due stagioni e le altre. Ecco, Glasner ha iniziato a ragionare nei giusti termini: iniziare a non perdere le partite. Se i lupi sono l’unica imbattuta insieme al Leverkusen, in fondo, un motivo dev’esserci. E pensare che stava per essere licenziato.


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