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, 6 Dicembre 2020

Considerazioni sparse post Verona-Cagliari (1-1)


Ritmi altissimi in quel di Verona e pareggio tutto sommato giusto. 


- In uno scenario contraddistinto dalla pioggia battente del Bentegodi, è andata in scena una gara divertente e dai ritmi alti, con due combattenti come Verona e Cagliari che non hanno badato troppo a difendersi. E due allenatori come Juric e Di Francesco che continuano a plasmare le loro formazioni a loro immagine e somiglianza, lanciando sul grande palcoscenico del campionato italiano tanti under 23 nostrani. Il sipario al 93’ si abbassa giustamente sull’1-1;

- La prima parte del copione non prevede grossi lambiccamenti delle due squadre che si affrontano vis-à-vis in maniera spregiudicata. I padroni di casa colgono due pali nel giro di pochi secondi sugli sviluppi di un corner con Di Carmine e Faraoni. E proprio dal fluidificante ex Udinese – a proposito, da più di un anno regala grandi gioie ai suoi tifosi – proviene l’assist perfetto per l’inserimento vincente di Zaccagni, l’uomo copertina di questo periodo veronese. Il Cagliari comunque non si fa disprezzare, Joao Pedro tesse bene il gioco sulla trequarti e su una girata al volo di Pavoletti è ancora Faraoni a salvare Silvestri;

- Partenza del lato B della sfida e i sardi rimettono i conti pari. Grande sponda della boa Pavoletti per l’inserimento perfetto di Marin – fin quel momento migliore dei suoi – che realizza la prima rete in Serie A. I rossoblù sono padroni del campo e sono i primi ad arrivare su tutte le seconde palle. Ci vuole un riflesso felino di Silvestri per alzare la testata di Pavoletti sulla traversa. Juric cambia gli interpreti offensivi puntando sulla freschezza di Colley, Favilli e Salcedo. La gara non si sghiaccerà più dall’1 a 1 che è il risultato più opportuno, dato che il primo tempo l’ha vinto il Verona, il secondo il Cagliari;

- In casa scaligera Juric – col suo calcio che ormai abbiamo imparato a conoscere – non ha da recriminarsi troppo, nonostante si sia visto un Hellas stanco nella ripresa. Ad ogni modo il Verona continua a non perdere e la classe operaia veneta non ferma la sua ascesa verso il Paradiso. Zaccagni è un inno alla bellezza quando parte in progressione, Dawidowicz ha retto da bastione difensivo e Dimarco sta ancora pasturando la fascia sinistra. Sottotono rispetto ai soliti standard Lazovic e Di Carmine ok che si sbatte come un ossesso, ma è appannato quando deve piazzare la zampata vincente;

- Sulla sponda cagliaritana ottime notizie. Di Francesco era senza Godin, Nandez, Ounas e Simeone, tuttavia non si sono percepite le loro assenze in campo. Joao Pedro sta diventando il cultore della materia del collante del gioco spostandosi a trovare la posizione ideale, la difesa alta con Walukiewicz funziona bene e Sottil in Sardegna si sta trasformando da bruco a crisalide. Zappa ha ben impressionato anche da esterno alto e siamo contenti di osservare un Pavoletti così solido e nel centro del gioco. Palma di mvp a Marin, non solo per il gol ma per l’ottima prestazione bidimensionale – attacco e difesa – quest’oggi, inoltre due giovani come Carboni e Tripaldelli si sono comportati egregiamente sotto il diluvio veronese.

  • Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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