
Considerazioni sparse post Sampdoria-Milan (1-2)
Vince la concretezza dei rossoneri.
- Il manto del Ferraris di questa sera non è proprio di quelli che fanno esprimere il calcio migliore possibile, col pallone che in alcune zone del campo pare difficile da dosare per i giocatori di entrambe le squadre. Ciò nonostante, fin dalle prime battute le squadre riescono a mettere in mostra le proprie caratteristiche distintive e la Sampdoria, schierata benissimo come sempre da Ranieri, riesce a coprire bene tutte le zone del campo costringendo il Milan ad un lungo possesso palla per cercare qualche varco;
- È curiosa la scelta di Pioli di non schierare Hauge dall’inizio, dopo la prestazione di alto livello con cui aveva trascinato la sua squadra alla vittoria in Europa League e Diaz, il giocatore scelto al suo posto, con Calhanoglu spostato a sinistra, aumenta i rimpianti con una prestazione da dimenticare. L’impressione è che ci sia tanta volontà, ma poca testa nel prendere le decisioni e trasforma in un pasticcio tutte le azioni in cui viene coinvolto. Bocciato no, ma rimandato si: è un giocatore da ultima mezz’ora?;
- Chi scrive è il primo ad avere sempre avuto perplessità sulla profondità della rosa rossonera, in particolare per la mancanza di un vice – Ibra e un vice – Kessié, oltre che a quella nota di un difensore centrale. Fatto sta che questa sera il Milan s’è presentato in campo senza la sua spina dorsale (Kjaer, Bennacer, Ibrahimovic) e non ha fatto una piega, facendo di necessità virtù e adeguando il proprio gioco agli interpreti, con un Tonali visto in grande crescita. Parlare di casualità, a questo punto, sarebbe malafede;
- La Sampdoria ha comunque il merito di tenere sempre sulle spine gli avversari che, privi di un punto di riferimento offensivo per lanciare lungo e respirare, sono costretti ad abbassare il ritmo per gestire il risultato e provare a pungere in contropiede. La squadra di Ranieri ci prova in tutti i modi, alzando il baricentro e spaventando a più riprese la difesa rossonera, trovando anche le forze di reagire dopo avere subito quello che pareva essere il colpo del KO, arrivato nel suo momento migliore;
- In conclusione si può parlare di un match vissuto a strappi dalle due squadre, con lunghi tratti di studio ai limiti della noia alternati a fasi ricche di occasioni per l’una o per l’altra squadra. Il risultato finale premia i rossoneri, che quest’anno sembrano avere trovato la concretezza tipica delle grandi, ma la Sampdoria esce tutt’altro che ridimensionata nelle sue ambizioni di una salvezza tranquilla. L’impressione è che ci siano parecchie squadre inferiori ai blucerchiati, in questa Serie A.
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