Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Marvin Vettori vs Jack Hermansson

LAS VEGAS, NEVADA – DECEMBER 05: Marvin Vettori of Italy reacts after his unanimous-decision victory over Jack Hermansson of Sweden in a middleweight bout during the UFC Fight Night event at UFC APEX on December 05, 2020 in Las Vegas, Nevada. (Photo by Chris Unger/Zuffa LLC)


Ormai nessun dubbio: Marvin Vettori è un contendente molto serio nella middleweight division della UFC. “The Italian Dream” può sognare davvero il top nelle Mixed Martial Arts.


Non c’è nulla di più illuminante di una verità finalmente rivelata. Agli occhi di chi, anche in buona fede, non credeva e di chi non voleva crederci, Marvin Vettori ha dimostrato con incontrovertibili fatti perché ritenesse di essere un top fighter nell’Ultimate Fighting Championship. Qualsiasi dubbio a riguardo è stato ormai spazzato via da “The Italian Dream” dopo ieri sera;

– La sfida a Jack Hermansson, lanciata con breve preavviso e nello slot di main event mai raggiunto da un italiano in UFC, non è stata approcciata con approssimazione da Marvin, tutt’altro. A dispetto del poco tempo a disposizione, il nativo di Mezzocorona ha costruito e applicato fin da subito un gameplan intelligente e senza forzature, riuscendo ad accorciare la distanza senza troppi problemi a fronte dell’allungo superiore in dote allo svedese;

– Il knockdown messo a segno nel primo round (rapida combinazione di jab destro e sinistro a seguire, non l’unica vista nel corso dell’incontro) è stato accompagnato in seguito da una gestione sempre accorta delle fasi a terra da parte di Vettori. Non si è creato grandi varchi per una sottomissione, è vero, ma il controllo della top position da parte sua non è mai stato messo in discussione da un pur vivace Hermansson, costretto a lavorare sempre con la schiena a terra. Puntuale anche la difesa dei takedown per il nostro portabandiera in UFC, che ha perso l’equilibrio solo su tentativi concatenati del rivale e senza concedergli successivamente alcun margine per iniziative pericolose al tappeto;

– Solo nel terzo round Hermansson ha trovato le misure ideali per impegnare col suo striking in piedi Vettori, altrimenti sempre molto reattivo in replica a qualsiasi iniziativa di “The Joker” o con movimenti del busto a far andare a vuoto le sue insidiose bordate. Nella quarta e quinta ripresa, territori inesplorati da lui in carriera a differenza del suo diretto avversario, Marvin ha scacciato via qualsiasi fantasma di crollo improvviso rispondendo colpo su colpo ai numerosi scambi frenetici in giro per la gabbia. A dispetto delle incognite maturate alla vigilia del match, “The Italian Dream” ha retto fisicamente e mentalmente il ricorso ai championship round per decretare il verdetto della contesa, in realtà mai apparso davvero in bilico per tutti i 25 minuti;

– E ora, qual è il limite attuale di Vettori nella middleweight division? Se non è ancora il cielo, su cui volteggia solitario quell’Israel Adesanya già affrontato da lui nell’aprile 2018, è sicuramente qualcosa che gli va molto vicino. Aver battuto il numero 4 del ranking di categoria gli varrà certamente un bel balzo in alto nelle gerarchie. Un match contro il #1 Robert Whittaker può apparire molto ambizioso ma non impossibile, quello contro il #2 ed ex contendente al titolo Paulo Costa quanto di più concreto e meritato possibile per il miglior fighter di MMA proveniente dal nostro paese.


 

Classe ’90, giornalista pubblicista e collaboratore per testate locali, scrive e vive di sport: popolari, minori, americani, di combattimento, di lotta e di governo. Ha scritto su Fox Sports fino alla sua chiusura, sviscera il mondo delle Mixed Martial Arts sul podcast di MMA Talks.