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- di Marco Maso

È l'anno della maturità per Devin Booker ed i Phoenix Suns


Viaggio tra le squadre più interessanti della prossima stagione NBA. Episodio I, si vola a Phoenix.


phoenix suns

Devin Booker, nella stagione NBA che si è da poco conclusa, ha dimostrato di essere uno dei migliori talenti nel panorama cestistico mondiale ma ora, anche grazie all'arrivo di Chris Paul a Phoenix, è arrivato il momento giusto per il definitivo salto di qualità.

Facciamo un piccolo gioco: nella vostra testa, provate a nominare i tre migliori compagni di squadra con cui Devin Booker ha condiviso il parquet nelle sue prime cinque stagioni NBA a Phoenix. Sul serio, provateci!

Se le nostre risposte si assomigliano, significa che i nomi a cui avete pensato sono quelli dell'eterno sopravvalutato Eric Bledsoe, del Tyson Chandler di fine carriera, del fantasma di Jamal Crawford, del P.J. Tucker pre-esplosione o del giovanissimo Deandre Ayton.

Dei cinque giocatori nominati, due sono free agent sulla via del ritiro che nella stagione appena conclusasi hanno giocato soltanto una e soltanto ventisei partite (in ordine, Jamal Crawford ai Brooklyn Nets e Tyson Chandler agli Houston Rockets); Eric Bledsoe è appena stato spedito da Milwaukee a New Orleans, dopo aver nuovamente mostrato di faticare ad inserirsi in un contesto ben organizzato; Deandre Ayton, pur facendo intravedere sprazzi di talento cristallino nei primi due anni tra i professionisti, ha spesso evidenziato quanto ancora ha da imparare (prima di saltare quasi un terzo della sua stagione a causa del mancato rispetto del regolamento anti-doping NBA); infine, l'allora P.J. Tucker non era nemmeno un lontano parente del giocatore che tutti oggi rispettano, visto che solo in maglia Rockets ha dimostrato di poter essere un ingranaggio vitale in una macchina quasi perfetta.

Menzioni d'onore (e nomi che potreste aver pensato) per Markieff Morris, Kelly Oubre Jr. e Ricky Rubio.

Possiamo quindi affermare che, in tutto il corso della sua carriera, il supporting cast di Devin Booker in maglia Phoenix Suns sia stato tutt'altro che di supporto.

Devin Booker ha dimostrato di avere un grandissimo talento nonostante il suo supporting cast.

Eppure, in qualche modo, la costante mancanza di aiuto al prodotto di Kentucky University è stata in realtà una specie di benedizione sotto mentite spoglie per i Phoenix Suns; la costante incapacità della franchigia dell'Arizona di circondare la propria stella con compagni di squadra validi e/o funzionali ha permesso al 24enne di diventare uno dei venti migliori giocatori della lega, sviluppando al massimo le sue abilità e permettendogli di diventare un realizzatore di primissimo livello, oltre che un ordinato regista ed un grandissimo uomo spogliatoio. Dall'altro lato della medaglia, però, i Suns non sono mai riusciti a raggiungere la post-season in nessuna delle prime cinque stagioni giocate dalla loro giovane superstar.

Alla luce di tutto ciò, è quindi lampante che i Phoenix Suns abbiano sprecato l'intera prima parte della carriera del loro miglior giocatore con delle decisioni societarie discutibili, a tratti surreali, ma al tempo stesso ne abbiano aiutato la crescita e la conseguente esplosione affidandogli le chiavi della squadra pochi mesi dopo il suo approdo tra i grandi.

A causa, dunque, degli innumerevoli errori commessi a livello organizzativo dalla franchigia di Robert Sarver, accompagnati dalla grandissima paura di rimanere ancora a lungo fuori dai playoff e perdere così il loro miglior giocatore (via richiesta di trade o, peggio, in free-agency) i Phoenix Suns ed il loro GM James Jones hanno messo da parte tutta la loro inettitudine manageriale ed hanno, finalmente, provato ad allestire una compagine competitiva in aiuto del loro capitano.

Risultato: Chris Paul.

In una situazione simile a quella che ha trovato la scorsa stagione ad Oklahoma City, Chris Paul è stato scelto per fare ciò che poche superstar NBA sono disposte a fare nella seconda parte della loro carriera: portare una squadra tanto giovane ed inesperta quanto talentuosa al livello superiore. Se la scorsa stagione è stata infatti la prova inconfutabile che il nativo di Winston-Salem può ancora dare davvero moltissimo, la prossima stagione sarà caratterizzata da grandissime aspettative verso i Phoenix Suns che, dopo aver chiuso la regular-season all'interno della bolla di Orlando con il record perfetto di 8 vittorie e 0 sconfitte, avranno gli occhi addosso di moltissimi appassionati, giornalisti ed addetti ai lavori.

Fortunatamente per i Suns (che hanno rinunciato a Ricky Rubio, Kelly Oubre Jr., due giovani e due future scelte pur di portare un futuro Hall-of-Famer in Arizona) Chris Paul ha dimostrato nelle ultime tre stagioni di poter modellare il suo gioco in funzione degli altri 'pesi massimi' con cui condivide il parquet, riuscendo allo stesso tempo ad elevare il livello di gioco della sua squadra.

Devin Booker non sarà la prima superstar a beneficiare di Chris Paul.

In termini di efficienza, in quel di Houston, si è senza alcun dubbio ammirata la miglior versione di James Harden quando sul parquet vi era anche Chris Paul. Certamente il loro rapporto fatto di amore ed odio non ha reso il clima leggero all'interno dello spogliatoio, ma ci sono tutte le condizioni per affermare che, se Chris Paul non si fosse infortunato nel corso delle Western Conference Finals del 2018, gli Houston Rockets sarebbero stati la squadra più accreditata per la vittoria del titolo, guidati dal duo JH13-CP3.

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Più tardi, alla guida degli Oklahoma City Thunder, Chris Paul è riuscito a migliorare giocatori come Shai Gilgeous-Alexander e Dennis Schroder. Prima dell'inizio della seconda fase della stagione NBA (la bolla di Orlando, ndr) il quintetto di OKC, composto da Chris Paul-Shai Gilgeous Alexander-Dennis Schroder-Danilo Gallinari-Steven Adams, ha segnato esattamente 268 punti in più dei quintetti avversari nei 401 minuti trascorsi assieme sul parquet. Lo stesso trio di esterni è stato il migliore per quanto riguarda il Net-Rating tra coloro che hanno disputato assieme almeno 200 minuti.

Chris Paul è riuscito, come aveva già dimostrato di saper fare nel corso della sua lunga carriera, a trasformare Shai Gilgeous-Alexander in una stella emergente, dare nuova linfa alla carriera di Dennis Schroder e portare alla post-season una squadra che secondo la stra-grande maggioranza degli analisti NBA, a inizio stagione, aveva lo 0.2% di possibilità di andare ai playoff.

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Chris Paul può permettere a Devin Booker di fare il definitivo salto di qualità.

Con la quasi totalità dei compiti di playmaking affidati alle sapienti mani di Chris Paul, Devin Booker (che si è dimostrato essere molto efficace anche nelle situazioni off-the-ball) potrà beneficiare maggiormente del lavoro di Deandre Ayton e Jalen Smith come bloccanti. Se il nativo di Grand Rapids, finalmente libero di quei compiti che ne limitavano il contributo nella seconda metà campo, farà vedere di essere una versione offensivamente più versatile di Klay Thompson, il grande risultato di questa trade sarà il differente modo in cui le difese avversarie sceglieranno di comportarsi. Continueranno a difendere il 24enne in uno-contro-uno o passeranno a raddoppi sistematici su di lui? Molto probabilmente, nessuna delle sue soluzioni sarà in grado di limitare il peso offensivo di questi nuovi Phoenix Suns.

Un Devin Booker costantemente raddoppiato può aprire nuovi, e fino allo scorso anno impensabili, scenari per una squadra che ha già dimostrato di saper segnare (dodicesima nello scorso torneo per punti segnati a partita, ndr) senza avere a disposizione uno dei migliori playmaker della storia della pallacanestro. Questa soluzione offrirà cambi difensivi da sfruttare per Chris Paul e Deandre Ayton, punti facili al ferro per Jalen Smith e Mikal Bridges o più semplicemente tiri ad alta percentuale per le mani di Cameron Johnson, Langston Galloway, Jae Crowder o E'Twuan Moore. Per la prima volta dopo molti anni i Phoenix Suns hanno dato la possibilità al loro uomo chiave di trovare soddisfazioni anche sul piano della collettività.

Se le difese avversarie dovessero scegliere invece di non riservare trattamenti specifici a Devin Booker, beh... l'epilogo è tutt'altro che di difficile immaginazione.

L'ultima magia di Devin Booker.

La nuova imminente stagione si preannunciava già molto promettente per la franchigia dell'Arizona ma ora, con l'arrivo della nuova Point-God,  Devin Booker ed i suoi Suns hanno definitivamente allontanato le nuvole che li accompagnavano da tempo. Il futuro, per la squadra di Phoenix, è davvero splendente ed è tempo che le altre squadre se ne accorgano.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Marco Maso, classe 1997. Laureando in Scienze Motorie, nutre una sorta di ossessione verso tutti gli sport, in particolare verso la vena di Daniele De Rossi, la versatilità di Devin Booker, la mano sinistra di Rafael Nadal, l'eclettismo di Remco Evenpoel. Nel tempo libero ama allenare. Scrive della grandezza dell'NBA, dell'imprevedibilità del College-Basketball e del fascino dell'Eurolega.

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