Interventi a gamba tesa

La favola di Calafiori: dal “crack” al ginocchio al primo gol con la Roma

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Foto: Twitter @OfficialASRoma


Dopo il calvario seguito all’infortunio patito nel 2018, il gioiello giallorosso è riuscito a riprendersi la sua Roma, diventando protagonista nella vittoria di ieri sera con lo Young Boys.


Come può cambiare la vita in due anni. Chiedere informazioni, per conferma, a Riccardo Calafiori. Il 2 ottobre del 2018 usciva dal campo in barella nella sfida di Youth League contro il Viktoria Plzen. Il 3 dicembre del 2020 segna un gol strepitoso all’Olimpico nel successo per 3-1 con lo Young Boys che regala ai giallorossi il pass per i sedicesimi di Europa League. Il minuto è il 59′, un giro di lancette prima dell’ingresso in campo di quell’Edin Dzeko che, poche ore dopo l’infortunio ai legamenti del giovane romano, aveva dedicato una sua tripletta in Champions a quello sfortunato talento da tutti ritenuti purissimo. La chiusura di un cerchio.

“Non so da quant’è che sognavo di segnare un gol e farlo più bello di così era difficile. Dietro c’è tanto lavoro e impegno. Alla fine sono nato per giocare a calcio e ho coronato il mio sogno. Ho finito un percorso e spero di continuare il più possibile”, ha dichiarato ieri sera Calafiori ai microfoni di Sky Sport. Parole che racchiudono emozioni forti.

Lottare

Quello contro lo Young Boys è il primo gol in maglia Roma del classe 2002. Uno che i colori giallorossi ce li ha praticamente cuciti addosso. Come quello stemma, baciato con passione dopo il missile da 30 metri che ha freddato un incolpevole von Ballmoos nel vuoto teatro dell’Olimpico. Una rete che ripaga Calafiori dell’ottima prestazione messa in campo contro gli svizzeri, la seconda presenza consecutiva da titolare in Europa League dopo quella in casa del Cluj.

Ancora a caccia dei primi minuti in questo campionato dopo il recente stop forzato causa positività al Covid-19, l’esordio in Serie A del classe 2002 era comunque già arrivato il primo agosto scorso, nel 3-1 dei ragazzi di Fonseca in casa della Juventus. Una sfida dal sapore della liberazione dopo la grande paura scaturita da un altro brutto infortunio – stavolta al legamento collaterale mediale del ginocchio destro – rimediato nel derby di Primavera con la Lazio. L’ennesimo, grande ostacolo nel difficile percorso calcistico di un Calafiori che, tuttavia, non ha mai smesso di credere nella sua imminente affermazione in maglia Roma.

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Fiducia

“Mi è piaciuto molto, sta crescendo, è più pronto e per me è importantissimo saperlo”, ha commentato un soddisfatto Paulo Fonseca a proposito del suo gioiellino. Un giocatore impiegato finora nelle vesti di centrocampista di sinistra accanto a Villar nel 3-4-2-1 visto anche contro il Cluj. Una posizione che pare esaltare al meglio le doti di Calafiori, nato come terzino sinistro – ruolo ricoperto in 12 occasioni nella scorsa stagione tra le fila della Primavera – e il cui raggio d’azione è stato poi lentamente avvicinato alla porta avversaria. Secondo quanto raccolto dalla piattaforma WhoScored, nelle due presenze collezionate quest’anno con la prima squadra giallorossa, il diciottenne romano ha fatto registrare una media di 3 conclusioni a partita, un 77,9% di passaggi riusciti e un totale di 2,5 dribbling completati per gara. Numeri che si sommano ad una valutazione complessiva di 7,80.

Futuro

Che avesse la stoffa del ragazzo “che si farà” si era capito fin dalle prime uscite con l’under 17 giallorosso. Tecnico, rapido e difficile da superare nell’uno contro uno, il diciottenne mancino è un calciatore che abbina buone qualità atletiche e fisiche ad una grande personalità. Quella ammirata ieri sera all’Olimpico, quando davanti a un pallone invitante non ha esitato a colpirlo con un sinistro che non vedeva l’ora di riscattare un passato fatto di sofferenze e sogni quasi spezzati. Adesso, Riccardo si gode la piena fiducia del suo allenatore. E dopo il gol di ieri, potrebbe presto arrivare anche la firma sul tanto atteso rinnovo di contratto al momento in scadenza nel 2022.

Qualcuno si ricorderà di lui per il commovente abbraccio a De Rossi nel giorno del suo addio all’Olimpico. Una dimostrazione d’amore diventata virale verso chi, del club giallorosso, ha scritto pagine indelebili e indimenticabili. Ora, a distanza di più di un anno, tutto è cambiato. Calafiori ha superato difficoltà ed infortuni ed è pronto a prendersi la sua Roma. In poco tempo, la sua vita si è completamente ribaltata.


 

Cagliaritano, classe '96. Laureato in Scienze Politiche ed ex stagista alla Gazzetta dello Sport. Pallavolista da quando ho memoria, amo i libri, i viaggi, il mare e lo sport. Raccontarlo è la mia passione.