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2 min

- di Andrea Giachi

Considerazioni sparse post Roma-Young Boys (3-1)


Con il solito turnover europeo, la Roma conquista il primo posto nel girone.


- La Roma dimentica subito la disfatta di Napoli, fornendo un’altra prova europea convincente, in una gara valida soltanto per il primo posto nel girone, conquistato con una giornata di anticipo. I giallorossi si presentano in salsa spagnola (con 5 spagnoli contemporaneamente in campo), con la ormai consueta difesa incerottata e diverse riserve, ma non smarriscono i principi di gioco;

- Dopo un buon avvio della Roma con almeno 5 occasioni, passa a sorpresa lo Young Boys con Nsame, approfittando della scarsa dimestichezza di Cristante con le marcature da ultimo uomo. Gli uomini di Fonseca però non si scompongono, continuano ad aggredire alto e trovano il pari allo scadere dei primi 45’ dopo l’ennesima combinazione tra Pedro e Mayoral, riportando la gara in discesa;

- Ottima la prova del diciottenne Calafiori, appena alla terza presenza tra i professionisti: spinge per 90’ minuti sulla sinistra -mostrando gamba e una buona tecnica- e trova un gran gol dai 25 metri che consente ai suoi di ribaltare lo svantaggio. Bene anche Borja Mayoral, molto più nel vivo della manovra grazie all’intesa col connazionale Pedro. Bruno Peres è spesso coinvolto nelle azioni offensive e in fase di spinta è un fattore, purtroppo a frenarlo è spesso il suo rivedibile decision-making;

- Lo Young Boys è una buona squadra che la scorsa  stagione ha dominato il campionato svizzero. Mette in campo dei giovani interessanti ma anche degli evidenti limiti, soprattutto nel consolidare il possesso (solo il 37% nell’intero match) e nel difendersi a difesa schierata. Giornataccia per i due centrali Camara e Zesiger, decisivi invece il portiere Van Ballmoos e Nsame;

- Il girone non era certo dei più temibili, ma la Roma ha il merito di averlo passato da prima con grande nonchalance, coinvolgendo in ogni gara diversi giovani e risparmiando contestualmente diversi titolari. Anche oggi il turnover “scientifico” di Fonseca ha funzionato: 45’ a testa per Pedro e Mkhtaryan, la staffetta Mayoral-Dzeko e le chiavi del centrocampo a Villar, che si candida per una maglia di titolare in campionato.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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