Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Torino-Sampdoria (2-2)


Non le abbiamo viste proprio tutte, ma questa potrebbe essere stata la partita più divertente della stagione, almeno finora.


– Lunedì 30 novembre. Anno del Signore 2020. Torino e un campo verde che spurga sabbia. Alle 18.30 stacchiamo dallo smart working e ci troviamo di fronte Torino-Sampdoria. Se avessimo Alessandro Borghese di fianco direbbe che “non è un buon inizio” e in effetti il primo tempo lo guardiamo con gli occhi socchiusi convinti di non doverci aspettare nulla, con le due squadre che rispettano queste attese e una calma apparente di gioco posizionale che viene spezzata solamente da un lampo di Belotti su assist di Singo. Nel secondo tempo, però, è il Carnevale di Rio;

-D’altronde un tempo di gioco che comincia con Claudio Ranieri che ordina dalla tribuna al suo vice di cambiarne 4 tutti in una volta non può che essere la premessa a degli splendidi fuochi d’artificio. Non passano neanche quindici secondi e Quagliarella va vicino al pareggio, poi sono 20 minuti di “Candreva contro tutti” con l’ex Inter che prima triangola con Rincon e spara un mancino di potenza inaudita sotto le gambe di Sirigu, poi pesca Quagliarella per il gol del vantaggio con un pallone visionario che in Europa potrebbe mettere Kevin De Bruyne e pochi altri. Sì, okay, Candreva e De Bruyne nella stessa frase. Ma tanto è Torino-Sampdoria, chi vuoi che lo legga;

– È una partita strana e ce lo conferma il fatto che Simone Verdi riesca a essere incisivo entrando dalla panchina e che la partita la pareggi Soualiho Meitè. Per rendere tutto ancora più strano vorremmo affermare che se Meitè non avesse avuto quello specifico tipo di acconciatura, Bereszynski l’avrebbe salvata sulla linea, ma temiamo troppo la denuncia di qualche fisico teorico e non ci sbilanceremo oltre. La notizia comunque è che il Torino non perde la partita pur essendo stato rimontato, anzi, va addirittura vicino a ri-vincerla, ma trova Audero sulla sua strada;

– Sinceramente speriamo che questo che stiamo vivendo NON sia il prime della carriera di Andrea Belotti. Ci farebbe molto molto male al cuore sapere che il Gallo abbia buttato via “i migliori anni della sua vita” in una squadra tanto pedestre e disfunzionale. Se non ci fosse Belotti daremmo il Torino tra le serissime candidate alla retrocessione, invece la sua presenza ci fa propendere per il pensiero di una salvezza abbastanza sofferta. Poi però ci auguriamo che il martirio di Sant’Andrea (festeggiato oggi) da Calcinate possa finire;

– Le stagioni passano, le vite si evolvono, gli amori finiscono ma una cosa possiamo stare certi non cambierá mai. Fabio Quagliarella che fa gol. La Sampdoria si attacca ancora al suo capitano e prende un punto alla fin finediscreto. Occhi puntati su Damsgaard. Facciamo coming out e lo diciamo a denti stretti. Per noi è molto forte.

(In collaborazione con Matteo Orlandi)

Nato a Cremona il 23/11/1996. Conserva nell'armadio i pantaloncini del suo esordio in Serie D allo Stadio Euganeo di Padova. Non sa scegliere tra la parte sinistra e quella destra del proprio cervello e nemmeno quale sia il suo sport preferito. È fermamente convinto che il Paradiso sia un'Olimpiade che dura in eterno.