Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post 12a giornata di Ligue 1

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Anche in Ligue 1 domina l’equilibrio e la colpa è principalmente del PSG.


– Basta guardare le classifiche dei principali campionati europei per rendersi conto che c’è una tendenza in comune: un grande equilibrio diffuso. La Ligue 1 non fa dunque eccezione, soprattutto per (de)merito del Paris Saint-Germain, di cui abbiamo già detto il malessere derivare da un rapporto ai ferri corti nel triangolo società-giocatori-manager. È assai folto il primo blocco, comprendente nomi che ti aspetteresti e altri che invece avresti immaginato più in basso. I giornalisti locali lo hanno ribattezzato “Effetto Europa”;

– Ma torniamo a soffermarci su quelle squadre capaci di inserirsi tra le ramificazioni spinose delle zone nobili. Troviamo il Montpellier, tradizionalmente trascinato dai suoi attaccanti (anche ieri decisivo Skuletic a sessanta secondi dal suo ingresso in campo). Scorgiamo il Brest, la squadra che ha segnato più di tutte nella prima frazione di gioco (15 gol su un totale di 21) complice uno stile di gioco alquanto arrembante (è infatti anche la peggior difesa del torneo). Infiliamoci dentro anche l’Angers, matricola da trasferta con tre “W” consecutive marchiate a suon di gol (nove);

– Nessuno però riesce ad approfittare del passo falso parigino contro il Bordeaux, ovviamente propiziato dalla solita legge dell’ex di Hatem Ben Arfa. Il Lille chiude con l’amaro in bocca una settimana cruciale (doppio pari con il Milan e con i Verts), da dietro risalgono con prepotenza i due Olympique. Rudi Garcia ritrova anche il sorriso di Moussa Dembelé, dopo un’estate di mugugni e punta al sorpasso nello scontro diretto del 13 dicembre. Sul fronte marsigliese, si guarda praticamente solo al campionato dal momento che le figuracce in Champions sono quasi giunte al termine (fresco di stampa il record di sconfitte consecutive, a quota 13). Occhio anche al Monaco, con la squadra di Kovac che ha infilato un filotto di quattro vittorie, tra cui quelle nel derby con il Nizza e la rimonta sul PSG, capaci di dare quel boost psicologico finora nascosto;

– L’ultimo turno di campionato ha segnato un’inversione di tendenza per le squadre color amaranto, vale a dire Metz e Dijon. I Grenats vedono interrompersi una striscia di partite consecutive da imbattuti (8), semplicemente perché al cospetto di un undici ancora più in palla, quale il Brest. La classifica recita un ottimo dodicesimo posto, ottenuto senza l’apporto del bomber di squadra, Ibrahima Niane, ai box per la rottura del crociato. Il tanto (da me) bistrattato club della Borgogna passa sulle macerie di un Nizza parecchio sottotono, anche a causa del doppio impegno in Europa League, sfatando finalmente la maledizione della vittoria. Prosegue invece l’inerzia negativa per lo Stade Rennais, atteso dalla delicatissima trasferta di Krasnodar in Champions per determinare chi retrocederà al piano inferiore. I bretoni di Stephan hanno vinto appena una partita nelle ultime dieci, con un calendario tutt’altro che impegnativo in campo nazionale. Gli innesti del mercato hanno dato fin qui un apporto risicato, ma anche la gestione del 40enne tecnico non è sicuramente esente da responsabilità;

– Chiudiamo con la chicca statistica quotidiana. Con la rete segnata su rigore al Bordeaux, Neymar Jr entra nel club di coloro che hanno segnato almeno 50 gol nel nuovo millennio. Il brasiliano si posiziona terzo per numero di presenze totalizzate al raggiungimento del traguardo (58), appena davanti a chi lo aveva preceduto, ossia Zlatan Ibrahimovic. Se siete curiosi di sapere chi compone il resto della platea, sappiate che la Ligue 1 non ha paura di sfidarvi a indovinare la lista completa (62 nomi). Io mi sono fermato a 31, ma tra di voi c’è sicuramente chi può fare di meglio.


 

Milanese classe 1995, laureato in Marketing e Comunicazione sportiva presso l'Università IULM di Milano. Nei weekend sguazza nel torbido del calcio giovanile e del basket minors lombardo. Tifoso di talmente tante squadre che è difficile vederlo col broncio al lunedì mattina. I suoi idoli? Riccardo Cucchi e Jarno Trulli.