Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse sull’arrivo di Belinelli alla Virtus Bologna


La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno e alimenta come fuoco il derby dei tifosi sui social.


– Per descrivere al meglio la carriera NBA di Marco di Belinelli basterebbero solamente i numeri e i record stampati a fil di cotone dalla guardia di San Giovanni in Persiceto. Primo italiano a vincere una serie di playoff, primo italiano ad aggiudicarsi il Three-Point Contest e soprattutto primo azzurro di sempre a vincere l’Anello con i San Antonio Spurs nel 2014. Ha saputo lottare e sgomitare per uno dei ruoli più sottovalutati dall’opinione pubblica, ossia quello di “sesto uomo”, in un reparto denso di concorrenza come il settore delle guardie. Si è forgiato come tiratore eccezionale sia da fermo che nel fondamentale “catch and shoot”, divenendo risorsa utilissima per Gregg Popovich. Non gli si chiedeva di essere un campione ma nelle sue tredici stagioni sul legno americano si è dimostrato un eccellente co-protagonista;

– Si può essere più o meno d’accordo sulla scelta del ritorno a Bologna (ma se trovate un fortitudino che l’abbia presa con filosofia, contattatemi!) ma la cosa più difficile da comprendere credo sia la lungimiranza della decisione. Per come lo abbiamo conosciuto sul parquet, in particolare con la canotta della Nazionale, Marco è stato in grado di leggere la realtà come spesso gli è accaduto al momento di prendersi il tiro decisivo. Ha percepito di essere arrivato alla conclusione di un’esperienza che gli ha dato tanto (se non tutto) e non ha voluto rinunciare al fascino di una sfida ammaliante come quella che la Virtus gli ha proposto. Ha preso coscienza che il suo ruolo oltreoceano sarebbe divenuto troppo marginale anche in una franchigia con un briciolo di ambizione, e ha scelto, tra le altre cose, di dare la precedenza alla famiglia. Solo il tempo ci potrà dire se questo jumper troverà o meno il fondo della retina;

– L’unica certezza su come cambierà la Virtus riguarda la situazione economica del club. Complice la grande crisi che sta investendo lo sport italiano, basket incluso, l’approdo di Belinelli non può che essere riconosciuto come l’ennesimo gesto d’amore di Massimo Zanetti verso il popolo virtussino. Il patron della Segafredo non ha dunque esitato a farsi carico di un investimento rischiosissimo, per giunta pluriennale, alla luce del grande clima di incertezza che regna sovrano. Sotto il profilo tecnico non spetta certamente noi sottolineare come il suo innesto sia lo specchio lampante delle ambizioni societarie: vittoria del campionato e conquista del pass per l’Eurolega. Quello che però si può affermare con certezza è che gli si chiederà di essere semplicemente Belinelli, così come Teodosic sta facendo (alla grande) il Milos di sempre;

– Non si può glissare sull’impatto tecnico e mediatico di un ritorno del genere. La nostra massima serie di pallacanestro comincia sempre più a somigliare all’El Dorado (in senso metaforico) in vista del pensionamento. La lista di ultratrentenni dal glorioso passato si allunga dopo gli arrivi del “Chacho” Sergio Rodriguez, di Luis Scola, di Carlos Delfino, del già citato Milos Teodosic e di Gigi Datome. Ah, ci sarebbe anche un Toney Douglas che sembra essersi ricordato come si gioca a basket. A questo punto sembra che manchi solamente il Gallo all’appello. Magari vedremo più partite con scarti abissali ma perlomeno dovremmo avere l’imbarazzo della scelta per costruire la Top 5 del campionato;

– Come riportato dai principali portali del settore, i bookmakers non hanno perso tempo, modificando al ribasso la quota scudetto delle V Nere. Da appassionato e da tifoso neutrale, penso che pagherei oro per poter vedere dal vivo una finale Olimpia-Virtus.

Milanese classe 1995, laureato in Marketing e Comunicazione sportiva presso l'Università IULM di Milano. Nei weekend sguazza nel torbido del calcio giovanile e del basket minors lombardo. Tifoso di talmente tante squadre che è difficile vederlo col broncio al lunedì mattina. I suoi idoli? Riccardo Cucchi e Jarno Trulli.