
Considerazioni sparse post Inter-Real Madrid (0-2)
Se qualcuno si aspettava da questa serata la svolta in positivo dell'Inter, ne sarà stato profondamente deluso.
- L’Inter incontra il Real in una sfida evocativa, nel giorno più evocativo che vede la restituzione a nostro Signore della sua mano più ispirata, Diego Armando Maradona. I nerazzurri hanno un solo risultato a disposizione, i blancos hanno ranghi ridotti e il blasone. Il blasone vince dieci a zero e lascia l’Inter a piangere e leccarsi le ferite;
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Il nostro lavoro si basa sull'impegno e la passione di una redazione giovane. Tramite l'associazione ci aiuti a crescere e migliorare sempre la qualità dei contenuti. Associati ora!- Prestazione imbarazzante dell’Inter che esordisce con un calcio di rigore a sfavore al minuto 5 e prosegue col sequel di Vidal che calcia l’uomo invisibile prima di farsi cacciare dal campo. Distanze tra le linee siderali, condizione atletica inesistente, tasso qualitativo risibile e...l’ottusità di Conte;
- Real che gioca di fioretto e col blasone. Il centrocampo è pura poesia. La velocità a cui viaggia la palla pure. E parliamo del Real più depotenziato degli ultimi 15 anni. Altro livello;
- Dirigenti e allenatore nerazzurri andrebbero interrogati su mercato e preparazione perchè non si vede traccia di nessuno dei due. Gagliardini a certi livelli non può circolare ma in 90 minuti l’Inter non ha mai tirato in porta. Non s’incontra sempre il Torino. Che figura penosa;
-L’Inter uscirà da questa Champons League, giustamente. L’Inter non vincerà questo campionato, giustamente. E non c’è niente da aggiungere. Punto.
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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.
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