Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Spezia-Atalanta (0-0)


Il turnover di Gasperini proprio non funziona.


– Una a tratti pachidermica Dea impatta in un pareggio a occhiali (0-0) contro un mai domo Spezia, e ci sentiamo di dire che è il risultato che traccia giustamente l’andamento della partita. Si perché, sebbene i bergamaschi abbiano creato più occasioni da gol, i liguri emigrati a Cesena hanno tenuto testa alla fuoriserie di Gasperini, macchina che da qualche settimana va a marce stranamente basse;

– Nel lato A del match non si vede l’abituale luculliana Dea a cui siamo avvezzi. Gli ospiti non riescono mai ad alzare il ritmo, se non con le folate del rientrante Gosens. Il Papu è anestetizzato da Ricci, Ilicic non si accende e una sola grande occasione dell’Atalanta corrisponde al palo di Zapata. Dall’altra parte l’Italiano band continua a dimostrare perché tutti gli addetti ai lavori parlano bene dello Spezia: squadra aggressiva, pressing alto e poco tempo lasciato agli avversari per pensare. Inoltre, all’alba del match Farias colpisce un legno pazzesco con una sinuosa conclusione a giro;

– A inizio secondo tempo, Gasp si gioca la carta Pasalic per Gomez, ma è sempre Gosens a fare fuoco sulla sua fascia, tanto che solo un fuorigioco di Zapata può annullare il vantaggio siglato dal tedesco mancino dell’Atalanta. Da lì lo Spezia prende le redini del match cavalcando il suo regista scintillante Ricci e solamente negli ultimi minuti di gara Toloi e soci hanno tre ghiotte chance per segnare un benedetto gol. Ma sulla prima Provedel è miracoloso su Gosens, sulle altre due un inconcludente Pasalic non trova la via della rete;

– Di un altro passo indietro si può quindi parlare per l’Atalanta che accusa gli impegni dei vari nazionali in giro per il mondo. Per di più sono mancati come il pane Muriel e Hateboer – Depaoli e Piccini insufficienti – e anche un’alternativa come Malinovskyi. Aggiungiamo poi che Gasperini non sembra trovare un turnover adatto per i suoi interpreti, difatti oggi ha fatto riposare Freuler e tenuto in campo solo 45’ il Papu, che sono giocatori troppo importanti per le trame di gioco bergamasche. Così se nelle prime tre giornate la Dea estasiava la Serie A e timbrava 13 gol, nei restanti cinque turni di A ha all’attivo solo cinque reti e tanti punti persi;

– Dall’altra parte bisogna fare gli applausi a Italiano, nocchiero di un’imbarcazione che sa navigare nonostante sia una neopromossa. La formazione bianconera accetta gli uno contro uno a tutto campo e se ha spazi gira molto bene il pallone. Stasera è dura trovare qualche insufficiente tra i liguri, e diamo la palma di mvp al portiere Provedel, salvatore dei suoi nel finale. Ma l’intensità fisica degli spezzini è rimarchevole e Nzola si fa un gran bel mazzo lì davanti: Terzi e compagni, continuando così  possono sognare la salvezza.

Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.