Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Bosnia-Italia (0-2)


L’Italia è nelle final four della Nations League e noi siamo felici.


– Funziona tutto in quest’Italia. Tutto. Vittoria secca in Bosnia, mai in discussione. Primo posto nel girone e final four di Nations League contro l’elite europea, in casa nostra. Belgio, Spagna e Francia. Ce la andiamo a giocare. Siamo affamati di grandi partite dell’Italia;

– Parliamo un po’ di singoli. Il migliore in campo è stato Lorenzo Insigne, ciclonico oggi sulla sinistra. Il rendimento di questa squadra dipende molto da Insigne, un giocatore che spesso nei momenti più delicati è venuto un po’ meno. Speriamo all’Europeo non accada. Quando vuole è un giocatore eccellente e Mancini si fida ciecamente di lui. Questo è sicuramente il miglior Insigne di sempre;

– Hanno fatto effetto le parole di Belotti nella sfida post Polonia. “Tornare in questa nazionale fa l’effetto di un figlio che abbraccia un padre”. Parole di un ragazzo innamorato di questo gruppo e di questa maglia. Lo sappiamo, Belotti in Nazionale non è mai stato un goleador e si gioca sempre il posto con una Scarpa d’Oro. Tuttavia avere in rosa un attaccante così disponibile, generoso e forte è un piacere;

– Una volta si parlava di ItalJuve. Oggi nell’ undici non c’era neppure un giocatore bianconero. Ce ne erano peró due del Sassuolo. La bontà del lavoro di De Zerbi emerge dal salto carpiato qualitativo fatto da Berardi e Locatelli, due ragazzi che si stanno prendendo a forza di prestazione straordinarie non solo un posto nei ventitre, ma forse anche negli undici. Berardi puó essere l’arma letale di Mancini. Questo ragazzo ha ancora più margini di miglioramenti di quanto si possa pensare;

– Dietro invece lanciamo una provocazione. Queste due decisive partite di Nations League le ha giocate la coppia Bastoni-Acerbi, due giocatori non dai piedi raffinatissimi ma eccellenti in marcatura. Questa squadra è gonfia di tecnica e palleggiatori. Sicuri che servano i piedi di Bonucci  da titolare? Non è meglio pensare a due marcatori puri? Mancini ci pensi.

È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.