Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post GP di Turchia


Il Gran Premio della Turchia è stata la cosa più bella di questa stagione.


– Il Gran Premio della Turchia è stata la cosa più bella della stagione. Ci voleva l’acqua, il freddo, le sorprendenti qualifiche, con le Mercedes fuori dalle prime file, e le Ferrari in versione Dr. Jekyll and Mr. Hyde. Ci voleva per far pace – almeno per una domenica – con questo sport che troppo spesso ci fa addormentare sul divano. Ci voleva in un periodo di tribune vuote e persone chiuse in casa. Grazie Turchia, grazie pioggia, mai così benedetta;

– Nel pazzo weekend turco si rivedono le Rosse e soprattutto il valore dei suoi due piloti: il “bollito” Vettel è stato protagonista di una gara da campione, correndo in maniera superlativa e acciuffando il podio, sfruttando l’errore all’ultimo giro di Leclerc. Il monegasco, dal canto suo, ha corso 58 giri con il coltello tra i denti, recuperando posizioni su posizioni, a mano a mano che la pista si asciugava, e mancando per un pelo il secondo posto. Rimpiangeremo questa coppia: in condizioni normali (tecniche e gestionali), la più forte degli ultimi dieci anni;

– Gli bastava il minino (non perdere più di 7 punti rispetto a Bottas, praticamente un miracolo), poteva accontentarsi, stare fuori dai guai e guadagnarsi il settimo mondiale, invece Lewis Hamilton ha corso per il gradino più alto del podio, senza risparmiarsi. Ha rischiato e ha vinto ancora una volta, raccogliendo il massimo. Vi domandate ancora se i 7 titoli mondiali e il record di vittorie siano esclusivamente merito delle vetture?;

– Un encomio va a Sergio Perez che, da silurato di lusso, si porta a casa un secondo posto in una gara complicatissima. Nonostante tutte le attenzioni – e non solo in questo weekend -fossero per il compagno di squadra e poleman Stroll e soprattutto il desiderio del team, capeggiato da Stroll padre, fosse quello di spingere il canadese d’oro. Dai Checo, se da qualche parte una giustizia esiste, tornerai presto nel Circus;

Dal weekend in terra turca ne esce malissimo Max Verstappen che sembra esser tornato di botto il pilota immaturo d’inizio carriera. Sabato si è fatto “sfilare” la pole da Stroll e giustamente incazza; domenica è una corda di violino e inanella una serie di errori clamorosi. Correre oltre il limite non è mai una scusante. Forse tenendo a freno l’irruenza ci avrebbe fatto divertire di meno ma raccolto qualcosa di più.

Francesco Andreose, classe 1984, veronese di nascita, milanese d’adozione. Oggi si occupa di comunicazione e social media, ma la sua vera passione è il pallone, soprattutto quello che rotola in provincia. Più bravo con la penna che con i piedi, simpatizza con i perdenti e quando può non si esime dall’essere bastian contrario. All’aridità di numeri e statistiche preferisce la descrizione di un’emozione, la narrazione di un gesto che infiamma una curva. Il tifo per l’Hellas Verona gli ha insegnato a soffrire fin da piccolo.