Interventi a gamba tesa

Qualcuno fermi Lewandowski


Abbiamo scelto cinque gol per capire cosa si nasconde dietro Lewandowski, senza dubbio il miglior centravanti del momento


Con un gol nel tiratissimo Klassiker di sabato, Lewandowski è già saldamente in testa alla classifica marcatori della Bundesliga. Il polacco non sembra volersi fermare, in un 2020 in cui riesce letteralmente a trasformare in oro tutto ciò che tocca. Scegliere solo 5 reti, per descrivere un attaccante come Lewandowski, è stata davvero un’ impresa.

Vs Schalke 04, 19 Settembre 2010

Lewandowsi arriva al Borussia Dortmund abbastanza in sordina. Nel 2010 a 22 anni è già un attaccante “maturo”, con alle spalle appena un paio di stagioni da titolare in Polonia. Con il Lech Poznan ha segnato 32 gol in 2 stagioni di campionato, abbastanza per convincere i gialloneri della Ruhr a sborsare circa 4 milioni di Euro per il suo cartellino.

Nel Borussia parte per fare panchina. E’ infatti la riserva del titolare Lucas Barrios, che con 16 gol sarà determinante per la conquista del primo Meisterschale di Jurgen Klopp.

Pur in una stagione vissuta da comprimario, Lewandowski riesce a lasciare il segno, con 8 gol in 32 presenze (quasi tutte da subentrato). Il suo primo gol in maglia giallonera è solo all’apparenza un gol come un altro. Già qui si nota il suo tempismo sulle palle alte, una qualità che all’inizio gli viene riconosciuta molto raramente. Sul cross a uscire di Gotze, Lewandowski rimane in aria più di tutti, pur saltando praticamente da fermo. Riesce addirittura ad anticipare Subotic, partito dal limite dell’area con un terzo tempo pallavolistico. Solo un primo assaggio di una superiorità atletica a tratti al limite dell’umano.

Per un giocatore del Borussia poi, segnare il primo gol in maglia giallonera in un RevierDerby, non è proprio una cosa da niente.

Vs Friburgo, Settembre 2013

Nella sua esperienza con Jurgen Klopp al Borussia, Lewandowski subisce una trasformazione fuori dal comune. Arrivato al Westfalenstadion come seconda punta, abituato a giocare lontano dall’area, nel giro di 4 anni con Klopp ci troviamo tra le mani un numero 9 perfettamente a suo agio anche spalle alla porta. Ne sa qualcosa la difesa del Friburgo, che in una mite giornata di fine Settembre 2013, se ne esce da Dortmund con un rotondo 5 a 0. Il gol del 3 a 0 è un saggio perfetto di ciò che è diventato ormai Lewa.

Un controllo facile facile

Dal controllo perfetto girato spalle alla porta, allo scavetto per superare il portiere, è tutto opera di una prima punta ormai navigata. Il controllo spalle alla porta diventa poi in brevissimo tempo il marchio di fabbrica. Grazie alla quasi ambidestria e ad un uso del piede perno da judoka (sport che ha anche praticato da bambino), se riesce a prendere posizione e a ricevere palla è indifendibile. Non è solo una questione di strapotere fisico, ma anche e soprattutto di superiorità tecnica.

In una squadra che trasuda talento (vedi alla voce Mikhitaryan e Marco Reus), Lewandowski da il meglio di sé. Chiuderà la sua ultima stagione nella Ruhr segnando 20 gol letteralmente in tutti i modi, anche su punizione. Per Klopp diventa ben presto insostituibile. Arriva a giocare nel 2013/2014 47 partite complessive, appena due in meno del sempre presente Grosskreutz.

Vs Wolfsburg, 22 Settembre 2015

Prendetevi del tempo per godervi alcuni dei minuti più assurdi della storia della Bundes

L’immagine del Lewandowski sovrano assoluto della Bundesliga si cristallizza in un momento ben preciso. In realtà, in appena 9 minuti. Con il Bayern sotto in casa per 1 a 0 contro il Wolfsburg, a Lewa bastano 9 minuti (da subentrato), per disintegrare i Wolfe e, con loro, ogni record della Bundesliga. Al ‘51esimo gli ospiti sono avanti, con un bel gol di Daniel Caligiuri. Al ‘60 il Bayern comanda per 5 a 1. E tutti e 5 i gol (1 ogni minuto e 40 secondi) sono del polacco.

Parlare di Lewandowski senza citare la serata in cui si è rivelato come un bug statistico del gioco, è impossibile. I primi 4 gol sono sempre realizzati con eleganza, ma a tratti possono sembrare quasi banali. Segna da fuori, a porta vuota e al volo. Segna anche dopo aver sbagliato 3 volte la conclusione, nella stessa azione. Il quinto gol è quello che rimane più impresso, a suggellare una prestazione che ha fatto a pezzi qualsiasi statistica.

Il cross di Gotze è un po’ pigro, ma la sfera finisce comunque nel campo magnetico di Lewandowski. La palla però è un po’ arretrata e sembra esserci Naldo in facile anticipo sul polacco. Il centrale brasiliano si esibisce in un mezzo intervento, senza alcuna convinzione, lisciando malamente il pallone. Il centravanti del Bayern è già a mezz’aria, coordinato perfettamente per il tiro in porta. Nella perfezione del gesto tecnico, Lewandowski colpisce il pallone di stinco pieno. Ma in una sera in cui segni 5 gol in 9 minuti, non può sorprendere che vada tutto per il verso giusto. Palla all’angolino e, tra i pali, Benaglio immobile.

E Guardiola così

Ancora vs Friburgo, Gennaio 2017

La chiave di volta nel processo di costruzione di Lewandowski, è senza dubbio il suo arrivo al Bayern in contemporanea con Pep Guardiola. L’allenatore catalano capisce subito la completezza del repertorio tecnico del centravanti polacco. Non solo la capacità aerea, quella sul primo controllo o la padronanza del tiro con entrambi i piedi. Guardiola ne capisce appieno le potenzialità soprattutto a livello associativo. “Non voglio essere una punta che spende 90 minuti in area ad aspettare il pallone. Voglio essere parte della squadra, parte del gioco, voglio muovermi e passare il pallone, non soltanto aspettarlo”. Se oggi Lewandowsi definisce così al Guardian il suo stesso stile di gioco il merito è in buona parte di Pep.

Nel Bayern di Guardiola, Lewa non si limita più ai movimenti, in profondità o ad allargarsi, del più classico dei centravanti. Pep finisce per trasformarlo nella calamita a cui arrivano tutti i palloni giocati nella trequarti centrale del campo. Quando il Bayern fatica a trovare il cambio di gioco o non si vuole abusare della palla lunga, basta far ricevere Lewandowski. Avere un giocatore con la sua visione di gioco e con la sua capacità di lettura degli spazi è qualcosa di unico. Un giocatore che è allo stesso tempo prima e seconda punta. Come scritto da Daniele Morrone su un pezzo de l’Ultimo Uomo “fa da solo il lavoro che qualche anno fa faceva una coppia di attaccanti”.

La sua capacità quasi magnetica di attirare e controllare qualsiasi pallone diventa una risorsa formidabile per il Bayern. Non solo per costruire l’azione, ma anche in situazioni più borderline. Ne sa di nuovo qualcosa il Friburgo. Sotto la neve della Brisgovia, Lewandowski, con una doppietta, regala i tre punti al primo Bayern di Ancelotti, dopo una partita tiratissima, e giocata molto bene dai padroni di casa. La sua capacità (in pieno recupero) di controllare un pallone del tutto impreciso, correndo all’indietro e venendo ostacolato da almeno due avversari è irreale. Riuscire poi in mezzo secondo netto a coordinarsi e spedire il pallone all’angolino è fuori da qualsiasi categoria.

Dopo i tre anni con Guardiola, Lewandowski è già il migliore numero 9 al mondo.

Vs Borussia Monchengladbach, Marzo 2019

Miglior marcatore in Champions League di Borussia Dortmund (18 gol) e Bayern Moncaco (53 gol). Primo e unico giocatore nella storia della Bundesliga a segnare nelle prime 11 giornate di campionato e a segnare 5 gol entrando dalla panchina. Calciatore con più presenze (114) e col maggior numero di reti (63) nella storia della nazionale polacca. Se il calcio moderno è soprattutto numeri e statistiche (e record), Lewandowski è letteralmente un cannibale. Dominatore fuori questione della Bundesliga e, da quest’anno, trascinatore del Bayern anche in Champions League.

E se Gerd Muller è irraggiungibile (con 365 gol in poco più di 450 presenze in Bundes), Lewa intanto si è già preso un altro record che sembrava inscalfibile. Con una doppietta contro il Gladbach, nel marzo 2019, diventa il giocatore straniero con più gol nella storia della Bundesliga. Con questo tiro dal dischetto raggiunge a quota 195 gol un mostro sacro come Claudio Pizarro, uno che ha messo a ferro e fuoco mezza Bundesliga a suon di gol per due decenni.

Supererà subito Pizarro con una doppietta nel match successivo contro il Wolfsburg

L’esecuzione è pulita, nonostante lo stop alla rincorsa per far muovere Sommer. L’esultanza è sobria, quasi troppo. In perfetto stile Lewandowski, un automa che non si sorprende di aver frantumato l’ennesimo record.

Nel 2020 solo la pandemia è riuscita a fermarlo. Il brusco stop al calcio giocato e la (controversa) decisione di France Fotball di non assegnare il Pallone d’oro, lo hanno privato di un premio in cui era largamente favorito. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una stagione irripetibile. Lewa però non si è scomposto. Anche quest’anno è tornato al lavoro con la solita, a tratti inumana, professionalità. In Bundesliga è già in testa alla classifica marcatori con 11 gol, a +4 sul secondo. In Champions League il Bayern è anche quest’anno una seria candidata alla vittoria finale. Serve davvero altro per capire che abbiamo di fronte il miglior centravanti al mondo?


Studente di economia, classe '93, nato e cresciuto a Rimini. Si avvicina al calcio sin da piccolo, grazie ad un certo Roberto Baggio e ai Mondiali del 2002. Tifoso rossoblù per adozione, dopo aver vissuto per qualche anno a Bologna. Si limita a giocare a calcetto la domenica, data la poca qualità con il pallone tra i piedi, e a seguire qualsiasi campionato visibile in TV. Altre passioni: MLB, sci alpino e la settima arte.