Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post 8° turno di Premier League


“Ancora tu? Non mi sorprende, lo sai. Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?”.


Alzi la mano chi avrebbe mai pronosticato che alla seconda pausa autunnale del campionato inglese in testa ci sarebbe finito il Leicester? Forse qualche inguaribile romanticone memore dell’indimenticabile cavalcata delle Foxes di Ranieri nel 2016. Fatto sta che la “Rogers band” con la vittoria di ieri – firmata 1-0 tramite rigore dell’intramontabile Vardy – sui sempre insidiosi Wolves si è issata alla cima della Premier con 18 punti, segno che nelle Midlands orientali si tesse perfettamente la tela da anni e si valorizza esponenzialmente ogni giocatore (vedi l’ex Samp Dennis Praet);

– Ma se il Leicester non è più catalogabile come favola, il piccolo miracolo nella terra d’Albione lo sta concretizzando Ralph Haseünhuttl che nel giro di un anno ha metamorfizzato una compagine in piena “relegation” come il Southampton in una truppa dedita all’assalto di ogni milizia della Premier League. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: 16 punti ottenuti nelle ultime sei giornate e nel sud dell’Inghilterra si veleggia in quarta piazza tra gli iper colossi, sulle ali del solito Danny Ings e di un Ward-Prowse che a centrocampo si sta esprimendo a livelli celestiali. Anche se sabato per disfarsi del Newcastle sono serviti i gol di Adams e Armstrong;

– Accantonando il capitolo rivelazioni, soffermiamoci sui top teams del campionato. City e Liverpool nella supersfida domenicale si sono divise la pariglia (1-1), con la saga Klopp-Guardiola che sembra essere sempre l’epica attorno a cui si deciderà la contendente che alzerà la Premier a fine stagione. I Reds conducono la solita fuoriserie ad un gettone dal Leicester capolista, i Citizens sono leggermente sotto a 12 punti, bensì con un match in meno sul groppone. Tuttavia, c’è da annotare come le azioni difensive di Dias e co. siano in netto rialzo recentemente;

– Fra le due ormai canoniche litiganti, occhio alle terze incomode. La prima è il Tottenham di Mourinho che con il pragmatismo derivante dal suo manager ieri ha saccheggiato verso il crepuscolare del match il The Hawthorns di West Bromwich grazie alla zuccata di Kane (a proposito, per l’Uragano sono 150 reti in Premier League, mica male per un 27enne). Ora gli Spurs si arrampicano a -1 dalla cima e al ritorno dalla sosta per le nazionali ci attende un Tottenham-Man City tutto da gustare. Sempre a Londra, più a Ovest, si festeggia. Il Chelsea di Lampard pare aver trovato la quadratura del cerchio, in particolare in difesa con l’ergersi del bastione Thiago Silva-Zouma e il portierone Mendy; occhio alla risalita dei Blues sul “monte” inglese;

– Varie e particolari: purtroppo per i tifosi dell’Arsenal si prospettano ancora tempi bui. Il 3-0 a domicilio subito dai Villans – Watkins è un feticcio da amare – all’Emirates è eloquente per testimoniare come Arteta riesca ad accendere solamente ad intermittenza la luce del “football” dei Gunners. L’Everton senza James e Richarlison continua a sgonfiarsi e a farsi beffa dei Toffees l’ultimo weekend ci ha pensato lo United, altro team troppo ondivago. In zona rossa Burnley e Sheffield United non riescono a districarsi da un vortice sempre più stritolante. E per favore, abbiate pietà di Lookman che al 97’ ha deciso di tentare dal dischetto un inopportuno cucchiaio che non ha dato al Fulham un ossigenante pareggio col West Ham.

Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.