
Considerazioni sparse post Sassuolo-Udinese (0-0)
Una partita che si sarebbe potuta benissimo giocare senza portieri.
- 1 tiro in porta, tra l’altro centrale e scoccato dai 30 metri, in 90 minuti. E le nostre considerazioni sparse potrebbero benissimo fermarsi qui. Ma seppur non è stato sto gran spettacolo, proveremo comunque a scrivere qualcosa di sensato;
- E lo facciamo partendo dall’Udinese di Gotti. Perché seppur i bianconeri si trovino al momento al penultimo posto in classifica con soli 4 punti, la squadra sembra godere di buona salute. Non concedere al Sassuolo un’occasione da gol è sinonimo di solidità e grande applicazione difensiva. Appena i vari Pereyra, Deulofeu e compagnia cantante, riusciranno a mettere il loro talento al servizio della squadra, i ragazzi di Gotti inizieranno a ingranare. E magari a portare a casa punti;
- Il Sassuolo gioca una buona partita fino agli ultimi 25/30 metri di campo. Poi il nulla. Delle combinazioni tra attaccanti che tanto ci avevano fatto godere fino ad oggi neanche l’ombra. E anche sugli esterni raramente i neroverdi son riusciti ad arrivare sul fondo. Come sempre difficile capire fino a dove arrivano i meriti dell’Udinese e i demeriti del Sassuolo: di sicuro, dei giocatori d’attacco di De Zerbi, nessuno stasera si porta a casa la sufficienza;
- A tal proposito: Caputo irriconoscibile, Berardi impreciso, Boga svagato. Traore è un buon giocatore ma non è Djuricic. I subentrati Raspadori e Defrel non incidono manco un po’. L’unico che in fase offensiva ha provato a saltare l’uomo e mettersi in mostra è Muldur. Troppo poco per tentar l’assalto al primo posto;
- Non è stato comunque tutto da buttare per i neroverdi. Maxime Lopez gioca a calcio divinamente e diventerà presto uno degli intoccabili di De Zerbi. Marlon si conferma di gran lunga il miglior difensore centrale in rosa: partita sontuosa la sua;
- Nell’Udinese, Becao è il migliore in campo. De Paul lotta come un leone, ma quanto ci piacerebbe vederlo giocare all’interno di un sistema più propositivo. Bene Arslan. Dal “Tucu” Pereyra, ci aspettiamo molto di più.
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