Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Spezia-Juventus (1-4)


A Cristiano Ronaldo sono serviti circa 3 minuti per risolvere una partita che la Juventus si stava complicando. 


La Juventus porta via da Cesena (casa lontano da casa dello Spezia) tre punti pesanti che hanno l’effetto dell’aloe vera sulla pelle quando si è vittima dell’orticaria. Lo fa al termine di una partita che è stata più faticosa di quanto il risultato finale possa comunicare, ma che dal 56′ in poi ha visto l’ingresso in campo di un alieno che ha scelto come meta di atterraggio della sua astronave l’isola di Madeira, il cui tampone si è negativizzato in settimana e a cui sono bastati meno di 3 minuti per indirizzare l’esito finale del match. Scommettiamo che il nome di questo alieno lo conoscete pure voi;

– Dopo la negativa performance contro il Barcellona, Pirlo sceglie la linea della prudenza, ribaltando il triangolo di centrocampo con Arthur in mediana in fase di impostazione e la maglia da titolare per un muscolare come McKennie a cui si chiede di non far mancare le incursioni. Il disegno tattico ha l’obiettivo chiaro di liberare porzioni di campo a Dybala, evitando che l’argentino si pesti continuamente i piedi con qualcun altro. Il problema è che Dybala gioca una partita pressoché nulla e blocca la fluidità di manovra di una Juventus che ha nelle giocate di Demiral l’altro grosso punto debole della fase di sviluppo. Le occasioni arrivano grazie alle idee sopraffine di un Danilo completamente rigenerato e allo splendido stato di forma che vive Alvaro Morata, che oggi è riuscito a sconfiggere il fantasma del VAR. Ma al 56′ si è fermi sull’1-1 e la Juventus inizia a fare gli incubi;

– Quando un bambino fa un incubo, dopo essersi svegliato urlante e sudato nel cuore della notte, la prima cosa che fa è chiamare i propri genitori. Non sappiamo come sia Cristiano Ronaldo nella vita privata con Cristiano Jr. e i suoi fratelli, ma per questa Juve è di sicuro il miglior genitore possibile, perché, analogamente a quanto fatto da Ibra nel primo pomeriggio, è uno che come Mr.Wolf in Pulp Fiction “risolve problemi”. L’ingresso in campo del portoghese “aggiusta” la mentalità di tutti gli altri e, combinato con il sistema difensivo di Italiano, che dopo aver camminato in equilibrio su un filo per tutto il primo tempo mette male un piede e cade a fondo, porta al risultato finale di 1-4;

– Non vogliamo comunque puntare il dito contro lo Spezia solamente per una fase difensiva saltata completamente nell’ultima mezz’ora di gara, perché siamo tra quelli che vogliono sperare che in Serie A ci si possa ancora salvare seguendo dei sani principi di gioco e la squadra di Italiano pare una squadra decisa a non snaturarsi in base all’avversario che ha di fronte. L’organizzazione del pressing è veramente invidiabile e a centrocampo ci sono una serie di individualità interessanti, oggi si è messo in luce Pobega. La salvezza passerà dalla maturità che saprà dimostrare negli scontri diretti;

– Nella prima conferenza stampa da allenatore Andrea Pirlo ha dichiarato alla stampa le tre squadre che sarebbero state il suo modello come allenatore: Juve di Conte, Milan di Ancelotti, Barcellona di Guardiola. Dopo un paio di mesi di lavoro, in campo si vedono effettivamente barlumi di idee di tutte e tre, ma è nettamente più evidente in cosa questa Juve difetti rispetto alle “formazioni modello”. Non c’è ancora la ferocia sui 90′ che sapeva esprimere la Juventus di Conte, non c’è la capacità di gestire i ritmi della gara che aveva il Barcellona di Guardiola e manca la capacità di essere sempre in controllo delle fasi di transizione (difensiva-offensiva e offensiva-difensiva) che ha fatto grande il Milan di Ancelotti. Ferencvaros e Lazio sono due step importanti per capire meglio che direzione prenderà la Juventus 2020-21, che da oggi però torna ad avere Cristiano Ronaldo all’interno dello spogliatoio. Abbiamo visto che può fare la differenza.

Nato a Cremona il 23/11/1996. Conserva nell'armadio i pantaloncini del suo esordio in Serie D allo Stadio Euganeo di Padova. Non sa scegliere tra la parte sinistra e quella destra del proprio cervello e nemmeno quale sia il suo sport preferito. È fermamente convinto che il Paradiso sia un'Olimpiade che dura in eterno.