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, 1 Novembre 2020

Considerazioni sparse post Sampdoria-Genoa (1-1)


Anche senza i tifosi, un derby è sempre un derby.


- Non si può che dare ragione a chi dice che un derby senza pubblico non è un vero derby. Nonostante un paio di razzi fumogeni paracadutati sul campo da chissadove, la mancanza di coreografie, cori, bandiere, grida e ululati lascia un silenzio pesantissimo. Ciononostante, i ventidue in campo sembrano non percepire troppo la differenza e giocano - almeno finché ne hanno - il più classico dei derby: una partita combattuta palla su palla, molto tesa e dura, a volte quasi grezza;

- La Sampdoria si presenta con l'ormai più che classico 4-4-2 con Candreva lasciato in panchina e Ramirez ancora preferito a Keita Balde. Maran invece decide di cambiare strategia e adattarsi alle caratteristiche dell'avversario schierando un inedito albero di natale, probabilmente dopo avere visto come il 3-5-2 dell'Atalanta fosse stato messo in difficoltà dai raddoppi sulle fasce dei blucerchiati;

- Nel primo tempo l'aggressività dei rossoblù la fa da padrone. La partita è estremamente spezzettata, moltissima intensità, moltissimi errori individuali, ma pochissime emozioni. Nel secondo invece, comprensibilmente, il Genoa cala il ritmo e si assesta dietro la linea del centrocampo facendo densità al centro. Alla fine, la strategia conservativa di Maran ha pagato: nonostante la precaria condizione fisica, il Genoa porta a casa un ottimo punto;

- I cambi fanno la differenza, ma non bastano a piegare la partita in favore di una delle due squadre. Resta il fatto che la Samp ha molta qualità a disposizione - Candreva, Verre, Keita e Adrien Silva subentrati dalla panchina - e questa, sul lungo, può fare la differenza per puntare a qualcosa in più di una salvezza raggiunta nelle ultime giornate come accaduto l'anno scorso;

- Guardando ai singoli, grandissima partita di Goldaniga, che annulla gli attaccanti blucerchiati con il giusto mix di anticipi e marcature attentissime: 6 intercetti, 5 duelli vinti e 4 spazzate per il centrale del Genoa. Bene anche Scamacca, che oltre al gol prova a fare reparto quasi da solo. Nella Samp ottima seconda ottima prestazione consecutiva di Jankto, mentre ancora disastroso Bereszinski, su cui gravano - un'altra volta - gravi responsabilità sul gol del pareggio.

  • Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce in ritardo per lo scudetto ma in tempo per la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio nel 1998, puntuale per la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua imperterrito a seguire il calcio e a frequentare Marassi su base settimanale. Oggi è interessato agli intrecci tra sport, cultura e società.

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