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2 min

- di Andrea Giachi

Considerazioni sparse post Roma-Fiorentina (2-0)


La miglior Roma della stagione domina una Fiorentina vittima dei suoi equivoci tattici.


- La Roma ci mette 10 minuti a ingranare, poi Spinazzola la sblocca e da quel momento i giallorossi dominano la Viola in lungo e in largo. Gli uomini di Fonseca mettono in mostra le loro migliori qualità: pressing alto efficace, centrali in marcatura sempre aggressiva, rapidità nelle transizioni e le solite combinazioni di qualità tra i 3 davanti. Sicuramente la prova più completa e convincente da inizio stagione;

- La Fiorentina si presenta col solito 3-5-2, senza una vera punta ma con Callejon e Ribery che nelle intenzioni dovevano dare pochi riferimenti ai difensori avversari per aprire spazi a Castrovilli a Bonaventura. Il piano però non funziona mai, complice il ben organizzato pressing avversario che non consente ai viola di far uscire palla da dietro;

- Difficile scegliere un migliore in campo per la Roma: Spinazzola risulta spesso incontenibile e servirebbe un suo clone anche a destra, per quanto persino Kardsorp non abbia sfigurato; Dzeko, Myktharyan e Pedro parlano lo stesso linguaggio, giocando una grande gara con l’unica pecca di essere un po’ spreconi; degna di nota anche la prova di Pellegrini. Nella Fiorentina si salvano Amrabat e Biraghi, mentre il corridoio di destra Martinez Quarta-Lirola dietro fa disastri. Male anche Callejon, un pesce fuor d’acqua nel ruolo di centravanti;

- La Roma di Fonseca non giocherà un calcio spettacolare, ma in campionato è imbattuta da 14 turni (contando anche la scorsa stagione). Il pessimismo che si respira intorno al tecnico portoghese, alla luce dei fatti, è inspiegabile: spesso lo vediamo proporre soluzioni tattiche interessanti basate sulle caratteristiche dell’avversario, ha gestito una fase di transizione estremamente complessa, trovato subito un 11 titolare che sta crescendo gara dopo gara e recuperato in tempi rapidissimi il miglior Dzeko. Insomma, po’ di credito ha dimostrato sul campo di meritarlo;

-Al contrario, 7 punti in 6 partite per la Fiorentina sono pochi, ma il vero problema è che l’attuale guida tecnica non sembra in grado di valorizzare il (tanto) talento presente in rosa. L’ostinazione per il 3-5-2 potrebbe costare cara a Iachini: non solo la Fiorentina sembra latitare dal punto di vista del gioco, ma non è riuscita nemmeno a trovare una quadratura difensiva, sulla carta il punto forte del suo allenatore.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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