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3 min

- di Mattia Polver

Considerazioni sparse post 8a giornata di Ligue 1


Nel weekend in cui il calcio francese torna a fare i conti con i rinvii, si son messi in mostra alcuni nomi molto interessanti.


- Continuano i debutti positivi in casa PSG. Questa volta è toccato a Moise Kean, autore di una doppietta nella vittoria sul Dijon. L’attaccante italiano, arrivato in prestito secco dall’Everton, sembra aver ritrovato il sorriso dopo un’annata buia e si sta ritagliando il suo spazio. O almeno così dovrebbe essere, visto che Tuchel non pare dello stesso avviso. Nella conferenza stampa post-gara il tecnico tedesco ha infatti dichiarato che il PSG “non può aspettarsi troppo da lui”, dal momento che deve ritrovare il feeling con il campo e con la porta. Ma Kean farebbe bene a non preoccuparsi più di tanto, poiché il primo a far le valige potrebbe non essere lui;

- Il Montpellier vede rosso. Le due espulsioni rimediate contro il Reims portano a cinque il totale dei cartellini rossi nelle otto giornate sin qui disputate. Un dato che pone la squadra dell’Herault assolutamente in cima a tale classifica. La disfatta della Mosson ha però un pregio, ossia quello di portare in auge il nome di Boulaye Dia. L’attaccante senegalese sigla infatti una tripletta, portandosi in cima alla graduatoria dei marcatori con sei reti. Nemmeno due anni fa bazzicava le minors del calcio francese, dilettandosi a fare l’elettricista. Il club lo Champagne puntò su di lui spendendo appena ventimila euro un’estate fa. Dia ripagò la fiducia segnando all’esordio contro l’OM e dodici mesi dopo si ritrova a poter scegliere la sua prossima destinazione;

- Leonardo Balerdi chi? Okay se questa è la vostra reazione, sappiate che avete tutta la nostra comprensione. Eppure, qualche qualità dovrà pur averla questo ragazzo se il Dortmund ha scommesso su di lui e a 21 anni può già vantare la convocazione in Albiceleste. Rimane un mistero capire quali sono state le ragioni del suo poco utilizzo con la maglia del BVB (7 presenze lo scorso anno con la prima squadra). L’Olympique Marsiglia decide quindi di puntare su di lui, prendendolo in prestito. Ma i viaggi in panchina continuano, almeno finché Caleta-Car non si infortuna alla caviglia. Alla terza da titolare il difensore argentino pesca il gol-vittoria sul Lorient e i conseguenti elogi di Villas-Boas, che su di lui afferma: “Tra qualche anno sarà nella top-5 dei difensori più forti al mondo”.

- Evergreen alla riscossa. Per giunta nella stessa squadra. Jimmy Briand e Hatem Ben Arfa sono pronti a fare le (s)fortune del Bordeaux. La punta originaria della Martinica ha raggiunto quota 100 gol in Ligue 1 grazie al rigore segnato contro il Nimes, così divisi: 33 con il Rennes (2003-2010), 30 con il Guingamp (2015-2018), 22 con l’OL (2010-2014) e 15 con i Girondini (2018). Alle trentacinque primavere di Briand si sommano le trentatré del franco-tunisino, arrivato sull’Atlantico a parametro zero. Da molti considerato uno dei talenti più sprecati del calcio francese, per il modo in cui le sue giocate cristalline cozzavano contro l’ego smisurato nei suoi rapporti con allenatore e compagni. Dopo le fortunate campagne di Nizza (17 gol) e Rennes (7), Hatem è chiamato probabilmente all’ultima giostra della sua carriera;

- A volte ritornano. E lo fanno in grande stile. Karl Toko-Ekambi sta navigando nell’oro con la maglia dell’Olympique Lione, anche se in tanti ricorderanno i gol sbagliati in occasione della semifinale Champions contro il Bayern Monaco. Il camerunense è un giocatore estremamente affidabile e poco discontinuo. Il suo sicuro rendimento in doppia cifra ha fatto sì che Juninho lo richiamasse in patria dopo l’esperienza al Villareal. Dal suo passato all’Angers al presente angioino di Soufiane Boufal, uno dei grandi interrogativi da risolvere. Chi segue il calcio francese ben ricorderà la sua incredibile stagione 15/16 con il Lille (11 gol e 4 assist), che gli valse la chiamata del Southampton. Tutt’altro che produttiva la sua avvenuta in Premier (5 gol in tre anni) e il ritorno a casa per provare a ricostruire mattoncino dopo mattoncino.

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Milanese classe 1995, laureato in Marketing e Comunicazione sportiva presso l'Università IULM di Milano. Nei weekend sguazza nel torbido del calcio giovanile e del basket minors lombardo. Tifoso di talmente tante squadre che è difficile vederlo col broncio al lunedì mattina. I suoi idoli? Riccardo Cucchi e Jarno Trulli.

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