
Considerazioni sparse post Atalanta-Sampdoria (1-3)
Masterclass di Ranieri, ma che succede alla Dea?
- L'Atalanta arriva alla partita di oggi in cerca di risposte: dopo l'inizio straripante in campionato, la bruttissima sconfitta di Napoli ha lasciato insicurezze e interrogativi. Lo 0-4 in casa del Midtjylland, con tutto il rispetto per i danesi, non è stato sufficiente a dissipare i dubbi sulla condizione dei nerazzurri; la Sampdoria invece non ha niente da perdere dopo due belle vittorie contro squadre teoricamente superiori;
- La partita conferma completamente tutti i presentimenti: l'undici di Gasperini occupa la metà campo avversaria con un possesso fitto ma sterile, muovendo abbastanza bene la palla intorno all'area ma senza mai trovare spazio in verticale, nemmeno appoggiandosi sui leggendari esterni. Sicuramente l'assenza contemporanea di Muriel, Zapata, Gosens e Hateboer ha avuto il suo peso, ma non può giustificare una prestazione così scialba;
- Dopo il 3-0 sulla Lazio nello scorso weekend, Claudio Ranieri firma un altro capolavoro tattico. Il suo 4-4-2 si adatta perfettamente a difendere contro squadre che fondano il proprio gioco sulle fasce, costringendo i tornanti avversari a una costante inferiorità numerica. Ma a questo si sono aggiunte delle novità molto positive in fase di possesso, come i numerosi tentativi di uscita palla a terra che, seppure rischiosi, stanno pagando lauti dividendi;
- Il centrocampo biondissimo (e quasi completamente scandinavo) dei blucerchiati merita una particolare attenzione. Anche senza i due giocatori più tecnici ed esperti (Adrien Silva e Candreva) i quattro in mediana giocano una grandissima partita. Ekdal conferma la propria intelligenza, Damsgaard a soli vent'anni e alla seconda da titolare in Serie A dimostra classe e intelligenza tattica. Thorsby è letteralmente una scultura modellata dalle mani di Ranieri che gli ha insegnato ad inserirsi oltre che a mordere caviglie, Jankto a piede invertito sembra nuovamente un calciatore di Serie A;
- In una annata che sarà caratterizzata per le tantissime partite ravvicinate, l'Atalanta per confermarsi - e magari migliorarsi - avrà bisogno di moltissime energie fisiche e, soprattutto, mentali. Sarà fondamentale non entrare in spirali negative nonostante qualche sconfitta, ma soprattutto sarà necessario che le prime riserve (Mojica e Depaoli/Piccini su tutti) riescano ad entrare il più rapidamente possibile nei rigidi meccanismi gasperiniani. Non soltanto per far rifiatare i titolari, ma anche per offrire nuove opzioni quando le solite sono momentaneamente inceppate.
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