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nunez
, 23 Ottobre 2020

Le notti europee dei wonderkids


I soliti Haaland e Ansu Fati, la prima perla in maglia City di Ferran Torres, la tripletta di Núñez e le gioie di Hauge, Brahim Diaz e Kumbulla. La tre giorni internazionale ci ha regalato gol, storie e tante emozioni.


"Notti magiche, inseguendo un gol", era il noto ritornello della canzone di Edoardo Bennato e Gianna Nannini che ha fatto cantare - e sognare - una generazione di italiani ai mondiali del '90. Quella rete che tanti, tantissimi giovani talenti hanno cercato e trovato in occasione della tre giorni europea, mettendosi in mostra con le maglie delle proprie squadre in Champions ed Europa League.

Tris spagnolo

Non solo Haaland. Col gol messo a segno nella sconfitta in casa della Lazio di Inzaghi e dell'ex Immobile, il gigante norvegese ha raggiunto quota 6 reti in 7 partite quest'anno. C'è altro da aggiungere?

Mentre il ct della nazionale scandinava continua a sfregarsi le mani, Luis Enrique, intanto, si gode i gioielli spagnoli messi in vetrina da City e Barcellona. Oltre a Ferran Torres, talento acquistato in estate dai Citizens per 23 milioni più bonus e autore della sua prima rete europea in maglia azzurra nel 3-1 sul Porto, sono stati i giovani terribili di Koeman ad essersi letteralmente presi la scena. Nel 5 a 1 del Barça al Ferencvaros ci sono infatti anche le firme del solito Ansu Fati - dodicesimo gol in 32 partite disputate per il diciassettenne - e del baby Pedri. Ala sinistra tecnica e dal futuro assicurato, il classe 2002 - valutato 15 milioni di euro dalla piattaforma Transfermarkt - ha trovato così il suo primo gol in maglia blaugrana. Un'emozione enorme per un ragazzo alla sua prima apparizione in Europa, la quarta in assoluto da quando veste i colori del club catalano.

"Resto a Salisburgo", aveva annunciato qualche tempo fa. In testa, un solo obiettivo: quello di continuare a crescere con la maglia del club che lo ha lanciato nel calcio che conta. Otto partite, quattro reti e sei assist: sono i numeri incredibili di Dominik Szoboszlai in questa stagione. Il fantasista magiaro, ambito da mezza Europa (qui il nostro pezzo su di lui), ha messo la firma con un siluro all'incrocio sul 2-2 del Salisburgo contro la Lokomotiv Mosca. Una sfida che ha visto come protagonista anche il ventiduenne Vital' Lisakovič, nazionale bielorusso sbarcato nella vicina Russia in estate e autore del gol del pari al 75'.

Sorprese

Avete osservato tutti i risultati delle sfide disputate in Champions? C'è qualche partita che vi ha colpito in particolare? E perché proprio le vittoria esterna dello Shakhtar Donetsk? Guidata dal classe '99 israeliano Manor Solomon e dal ventenne brasiliano ex Gremio Tetê - 3 reti in due in questo inizio di stagione-, esterni nel 4-2-3-1 ultra offensivo di Luis Castro, gli ucraini si sono presi di diritto le copertine di tutti i giornali grazie al successo per 3-2 in casa del Real Madrid di Vinicius Junior.

Il giorno prima, a poco più di 4000 chilometri di distanza, veniva consumata un'altra piccola, grande impresa. Zenit San Pietroburgo 1, Club Brugge 2 è il risultato mostrato a fine partita nell'innovativo impianto dei padroni di casa. Ci ha infatti pensato il giovanissimo Charles De Ketelaere a regalare il successo ai ragazzi di Philippe Clement. In campo dal primo minuto, il classe 2001 cresciuto nel settore giovanile dei belgi ha trionfalmente chiuso il cerchio della sua finora precoce favola europea. Era il 22 ottobre del 2019 quando, di fronte al Paris Saint-Germain, collezionava la sua prima presenza in Champions. Martedì, in casa dello Zenit, la gioia del primo gol nella massima competizione europea per club. Un sogno ad occhi aperti.

Italiane

"How it started, how it's going". Restando in tema della curiosa challenge impazzata sui social negli ultimi, basterebbero due fotografie per sintetizzare il momento d'oro di Jens Petter Hauge. La prima? Quella della sua esultanza dopo il gol a San Siro nei preliminari di Europa League con la maglia del Bodo Glimt. La seconda? Quella della rete messa a segno ieri sera nel successo in casa del Celtic di un Milan che, rimasto ammaliato dalle sue incredibili doti, non ha atteso un secondo prima di portare in Italia l'esterno classe '99. Un investimento a dir poco azzeccato da parte di una dirigenza rossonera capace di regalare a Stefano Pioli anche il talentuoso Brahim Diaz, classe '98 sbarcato in Serie A via Real Madrid e autore ieri sera del suo secondo gol con la nuova maglia.

Sorride il Milan, sorride anche la Roma. I giallorossi di Fonseca passano in casa dello Young Boys grazie al colpo di testa di Marash Kumbulla. Protagonista lo scorso anno con 25 presenze in campionato, il ventenne centrale albanese è il profilo sul quale i giallorossi hanno deciso di investire per puntellare il proprio reparto difensivo in questa stagione. Ieri, all'esordio in una competizione europea per club, ecco la prima rete in maglia giallorossa. Un dato da inserire in biglietto da visita niente male per l'ex Hellas.

Due passi, taglio davanti a Koulibaly e destro ad incrociare che batte Meret e gela il San Paolo. Dopo lo straripante successo contro l'Atalanta, il Napoli di Gattuso sbatte contro l'AZ del classe '98 Dani De Wit. Cresciuto nelle giovanili dell'Ajax, il giovane trequartista ha già collezionato 7 presenze in stagione, condite da 4 reti e due assist. Numeri importanti per un ragazzo già protagonista con l'Under 21 olandese con 10 gol in 12 apparizioni. Di certo non l'ultimo arrivato, insomma.

Nuñez e Gaich, prime da urlo

Il primo gol di Gaich con la sua Lokomotiv Mosca, la gioia di Baumgartner in Hoffenheim-Stella Rossa, i giovani terribili Diaby e Wirtz nello straripante 6-2 del Leverkusen sul Nizza, la perla del '98 Ikoné del Lille nel 4-1 in casa dello Sparta Praga, i gol del "Messi" nipponico Kubo e dell'argentino in prestito dal Tottenham al Villarreal Foyth nella vittoria del Villarreal sul Sivasspor. Gol e magie in un giovedì di Europa League all'insegna dei giovani talenti. Nelle 24 sfide disputate ieri, tuttavia, è però il classe '99 Darwin Núñez a prendersi la scena.

Ha sofferto, eccome se ha sofferto. Magari, prima dell'incredibile tripletta realizzata contro il Lech Poznan, avrà ripensato a quando, giovanissimo, si ruppe il crociato poco prima del suo debutto con la maglia del Peñarol. Un terribile infortunio che rischiò di bloccare sul nascere la carriera di un ragazzo nel quale una famiglia segnata da ingenti problemi economici riponeva le speranze verso un futuro migliore. Eppure, Darwin non si è mai dato per vinto. Perché, si sa, i risultati si ottengono soltanto con fatica e dedizione. Nel 2019, ecco le prime soddisfazioni in un mondiale Under 20 vissuto da assoluto protagonista con la maglia del suo Uruguay. Il 16 ottobre scorso, l'esordio con la Celeste di Godin e compagni e il gol nell'amichevole col Perù. Ieri, la definitiva affermazione in un calcio, quello europeo, abbracciato per la prima volta con addosso i colori dell'Almeria. In Polonia, la maglia era quella del Benfica, club che ha deciso di puntare con convinzione su di lui pagandolo 24 milioni di euro. Gol al 42', gol al 60', gol al 93'. Con una tripletta da applausi, Nuñez ha ricordato a tutti il proprio inestimabile valore.


  • Cagliaritano, classe '96. Laureato in Scienze Politiche ed ex stagista alla Gazzetta dello Sport. Pallavolista da quando ho memoria, amo i libri, i viaggi, il mare e lo sport. Raccontarlo è la mia passione.

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