
Considerazioni sparse post Napoli-AZ Alkmaar (0-1)
"Vedi l'Europa e perdi l'entusiasmo, almeno un po’". Ecco le nostre considerazioni sparse al termine dell'esordio del Napoli in Europa League.
- Un Napoli sfortunato (fosse anche solo per aver subito gol sull'unica azione offensiva degli avversari) si complica non di poco il cammino europeo con la sconfitta all'esordio;
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Il nostro lavoro si basa sull'impegno e la passione di una redazione giovane. Tramite l'associazione ci aiuti a crescere e migliorare sempre la qualità dei contenuti. Associati ora!- Per la verità gli azzurri iniziano anche bene, producendo un palleggio interessante e creando diverse occasioni: è mancato però il cinismo necessario nell'arco di tutti i 90 minuti;
- L'AZ si è rivelata una squadra meritevole dell'attenzione che predicava Gattuso alla vigilia: gli olandesi fanno di necessità virtù, concedendo pallone e campo agli avversari ma arginandoli con un blocco basso molto vicino alla porta, nel quale ha giganteggiato il capitano Koopmeiners;
- Una volta subito gol il Napoli ha provato, con una serie di manovre confuse e improduttive, a trovare in maniera disperata il pareggio, ma col trascorrere dei minuti si è via via spento perdendo sempre più smalto e faticando a creare vere occasioni. Praticamente niente a livello di produzione offensiva negli ultimi 10 minuti;
- Per gli azzurri solita gran prova di Osimhen, che finché in campo è stato l'uomo più produttivo dei partenopei. Male Mertens e Koulibaly, sulle cui spalle pesano due errori gravi che hanno deciso il risultato. Fra gli olandesi buonissima prova, oltre che del già citato Koopmeiners, anche di Karlsson e del match-winner De Wit.
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Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.
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