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, 20 Ottobre 2020

Considerazioni sparse post Lazio-Borussia Dortmund (3-1)


La Lazio arriva in Europa entrando dalla porta principale.


- Si dice che quella musica che risuona negli stadi tra il martedì e mercoledì cambi radicalmente le squadre. Ebbene, se si è vista la Lazio di Genova e la Lazio di oggi parrebbe vero perché i biancocelesti sembrano tornati quelli del pre lockdown. Dall’altra parte c’era un Borussia spento e non ai livelli che gli amanti del bel gioco si sarebbero aspettati;

- La Lazio domina il primo tempo potendone fare almeno il doppio dei due gol con cui chiude la prima parte. Il secondo tempo si apre con un Dortmund rabbioso che si piazza stabilmente nella metà campo biancoceleste ma, si deve dire, sterilmente facendo girare palla spesso orizzontalmente;

- Una menzione merita il fatto che i gialloneri tedeschi hanno mandato in campo due minorenni che, però, in campo non hanno pagato lo scotto dell’età, anzi. Questo è l’ennesima dimostrazione che il progetto che contraddistingue il Borussia è un modello che andrebbe seguito ovunque;

- Capitolo singoli: Immobile riscatta le critiche post nazionale con un gol e un assist. Luis Alberto danza leggero tra i reparti e inventa. Leiva sontuoso così come Ramos e Acerbi (ma ciò non fa notizia). Akpro entra, morde e realizza il gol che chiude la partita;

- Lato Dortmund male Reus, Haaland si danna, segna ma, poco servito, riesce a non incidere. Rimane, manco a dirlo, un formidabile realizzatore. Bene Sancho. La difesa, in emergenza, si fa infilare molto spesso. Troppo. Ma il bel gioco di Favre prevede dei rischi che, però, spesso vengono mascherati dalla delentara, che come detto, oggi ha latitato grazie anche alle chiusure puntuali della difesa biancoceleste.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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