Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Sampdoria-Lazio (3-0)


Lazio troppo corta, Samp ritrovata.


– Partita giocata su ritmi molto bassi, anzi al limite del soporifero. La Lazio scende in campo molto rimaneggiata, senza lo squalificato Immobile e vari indisponibili in difesa e a centrocampo. Questo, sommato alla stanchezza dei nazionali e a una buona Sampdoria, ha contribuito all’ennesima prestazione negativa di quest’inizio stagione biancoceleste;

– Ranieri, pur avendo finalmente a disposizione nuovi acquisti di gran qualità quali Keita Balde e Adrien Silva, decide di proseguire per la via più sicura e conferma per dieci undicesimi la squadra scesa in campo a Firenze. La decisione paga: i blucerchiati non lasciano spazi alla Lazio, giocano con calma e con ordine e sanno essere precisi al momento di colpire;

– In molti hanno difeso il mercato estivo della Lazio, con Tare  e Lotito che ancora una volta sono riusciti a trattenere tutti i loro gioielli più preziosi. Tuttavia sembra chiaro che la rosa a disposizione di Inzaghi sia troppo corta: bastano pochissime assenze per far calare drasticamente la qualità di questa squadra. E tra poco si aggiungerà anche la Champions League;

– Al contrario, nonostante tante perdite pesanti, Osti sembra aver costruito una rosa con il giusto mix di esperienza ed entusiasmo giovanile, di faticatori e giocatori di qualità, tutti molto adatti al gioco “semplice” ma efficace di Claudio Ranieri. Dopo due brutte sconfitte, arriva la seconda meritata vittoria contro squadre, sulla carta, nettamente superiori;

– Guardando alle prestazioni individuali, nella Lazio si salva praticamente solo Strakosha, incolpevole sui gol ma che ha evitato la goleada almeno in un paio di occasioni. Tra i blucerchiati ottima prova da parte di quasi tutti, ma chiaramente spicca la prestazione di Tommaso Augello: prima assist al bacio per Quagliarella, poi bomba da fuori per il suo primo gol in Serie A. Maluccio solo Jankto, Damsgaard da tenere d’occhio per il futuro.

Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce con tempismo perfetto per perdersi lo scudetto del 1991 e godersi la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio ossessivamente nel 1998, coronando la prima stagione da tifoso con la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua a seguire il calcio e cresce tra Marassi e trasferte. Diplomato al liceo classico, si laurea in Storia e intraprende la via del nomadismo, spostandosi tra Cadice, Francoforte, Barcellona e l’Aia. Per coerenza, decide di specializzarsi in storia globale e migrazioni e, nel frattempo, co-dirige il blog SPI – Storia, Politica e Informazione. Crede fortemente nel valore del giornalismo indipendente, sportivo e non, come argine al declino deontologico dei colleghi professionisti.