Interventi a gamba tesa

Inizia la Coppa del Mondo di sci alpino


Con la solita gara inaugurale a Soelden sabato comincerà la stagione dello sci, ma la curva epidemiologica in costante aumento in tutto Europa testerà le norme e i protocolli anticontagio.


Sabato sul ghiacciaio austriaco Rettenbach, completamente riservato agli atleti, inizierà l’edizione 2020-2021 della Coppa del Mondo di sci alpino. La prima che per giungere al termine dovrà imparare a convivere – se possibile – con il coronavirus. A Marzo, quando il virus stava incominciando ad essere riconosciuto, la Federezione Internazionale di Sci (FIS) aveva deciso di cancellare le ultime due tappe stagionali e così Federica Brignone e Aleksander Aamodt Kilde avevano vinto la classifica generale senza purtroppo mettere più gli sci ai piedi e poter ricevere la coppa personalmente, che invece hanno ricevuto per posta.

Brignone bacia la coppa ricevuta con “consegna a domicilio”

In movimento

Durante una lunga estate piena di riunione telematiche la FIS ha cercato di preparare al meglio una stagione che si aspetta molto complicata. Lo sci alpino, infatti, ha caratteristiche che difficilmente permettono la creazione di una bolla in cui far convivere gli atleti. Come il ciclismo, lo sci è uno sport itinerante, che può anche fermarsi per due weekend in una stessa località, ma che non può risiede in un solo luogo per la necessità di cambiare pendii e piste. Essendo uno sport invernale, inoltre, può essere svolto solamente nei mesi freddi, nei quali però la facilità di contagio aumenta perchè si modificano gli stili di vita stando meno all’aperto e più in luoghi dove si cambia raramente l’aria interna.

Per affrontare queste difficili condizioni e ridurre al minimo i rischi la parola d’ordine degli organizzatori è stata separazione. Uomini e donne infatti non gareggeranno mai nella stessa località e saranno assieme solo in occasione della gara iniziale e dei Mondiali di Cortina. Ad esclusione di Wengen e Kitzbuehel dove sarà prevista la creazione di una “bolla” tra gli stessi atleti, anche tra discipline tecniche e veloci ci sarà una netta divisione che comporterà la scomparsa della combinata alpina, che sarà presente solo ai Mondiali.

Visuale panoramica della pista e dell’omonimo ghiaccio Rettenbach

La FIS ha definito un protocollo da seguire in ogni tappa che dividerà la carovana in quattro gruppi: nazionale (atleti, allenatori e massaggiatori), dirigenti FIS, media e organizzatori locali della tappa. A ciascun membro di questo gruppo verrà chiesto un tampone negativo eseguito 72 ore prima per poter accedere alle zone di gara. In particolare, per gli atleti verrà creato un passaporto di immunità che prevede di accompagnare i test antidoping ad esami sierologici durante la stagione. 

Calendario

Anche la definizione del calendario è stata fortemente influenzata dalla pandemia. Gli sciatori, che  sono abituati a viaggiare anche in tre continenti nella stessa annata, quest’anno non andranno in Nord America poichè la trasferta è stata cancellata per il rischio sanitario giudicato eccessivo. Sarà quindi un’edizione molto europea, visto che l’unica tappa fuori dal vecchio continente sarà in Cina, a Yanqing, dove le donne andranno a provare la pista di discesa delle Olimpiadi di Pechino 2022.

Sarà l’esordio assoluto per questa località in quanto gli uomini furono costretti a saltare tale viaggio nel febbraio scorso per via del coronavirus.

Potrebbe apparire strano pensarci ora, ma nel 2022 ci saranno a Pechino le Olimpiadi invernali

Inoltre, per evitare situazioni di incertezza organizzative, la FIS ha inserito una regola chiave per salvare lo svolgimento delle gare: cinque settimane prima dell’evento sarà necessario che almeno 7 nazioni delle prime 10 nella classifica di Nation’s league abbiano il permesso dallo stato ospitante di gareggiare senza obbligo di quarantena al loro arrivo. Se questa autorizzazione mancasse, sarà la FIS stessa a decidere per ogni caso specifico.

L’evento più atteso dell’anno sono i Mondiali di Cortina, che si terranno a febbraio, nonostante la richiesta della città ampezzana, già costretta a cancellare le finali 2020, e dell CONI di rinviare la manifestazione al 2022. Ma è stata la stessa FIS a negare questa possibilità per evitare la sovrapposizione nel 2022 di Olimpiadi e Mondiali, inserendo però allo stesso tempo una garanzia di 10 milioni di franchi svizzeri qualora l’evento dovesse essere cancellato per il virus.

Il contesto europeo vede un continuo aumento dei casi e, nonostante le regole di prevenzione siano state definite con anticipo e attenzione, lo sci – come anche sport ben più ricchi – dovrà essere pronto ad agire tempestivamente sapendo che anche il migliore dei protocolli potrebbe rivelarsi inefficace.


 

Milanese, classe ’95. Laureato in economia, sarà per sempre riconoscente a De Coubertin per aver risuscitato le Olimpiadi. Adora gli sport: quelli in cui il denaro regna sovrano, quelli in cui "tanto sono tutti dopati", quelli americani, quelli invernali e quelli minori. Gli ultimi sono quelli per i quali ha un interesse maggiore.