
Considerazioni sparse post mercato del Verona
Tra uscite ed entrate, Juric sarà stato accontentato?
- Vendere prima di acquistare è senza dubbio lo slogan più in voga tra i direttori sportivi del calcio italiano e non solo. Se poi questa massima vale per le grandi squadre, che tendono a sfoltire gli esuberi in cerca di cassa, figuriamoci per le medio-piccole eternamente in cerca di giocatori da valorizzare e rivendere, a caccia delle tanto agognate plusvalenze. In questo senso nell’ultimo anno l’Hellas si è mosso magistralmente: campionato da rivelazione, giocatori lanciati e prontamente rivenduti per fare cassa e spazio a nuovi rinforzi che siano sempre funzionali all’intenso gioco di mister Juric. Fuori Rrhamani e Amrabat destinazione Napoli e Fiorentina, che avevano già formalmente salutato a gennaio scorso pur rimanendo in prestito fino a termine della stagione, e Kumbulla approdato in giallorosso dopo lunghissimo corteggiamento biancoceleste, le magie del calciomercato!;
- Della linea arcigna mostrata dagli scaligeri la passata stagione troviamo ai nastri di partenza del campionato 2020/2021 i soli Gunter ed Empereur, certamente non i pilastri di quel sistema che tanti ha stupito. A colmare questo gap il D.S. D’amico ha scelto tre profili diversi: Ceccherini per portare esperienza, nonostante l’ex Crotone abbia dimostrato a Firenze qualche problema nel sistemarsi in una linea a tre, Magnani come il possibile jolly in cerca di riscatto dopo alcune stagioni da comprimario e Cetin, che ha compiuto il viaggio inverso rispetto a Kumbulla, come profilo giovane da lanciare. Tutto rigorosamente in prestito, low cost. Forse, ci sbilanciamo, un po’ poco per gli standard mostrati l’anno scorso. Juric avrà sicuramente tanto lavoro da fare;
- La rivoluzione scaligera coinvolge a pieno anche la linea mediana, ma sempre con l’attenzione rivolta a non stravolgere i principi tattici del tecnico croato: due uomini sistemati davanti alla difesa, con Tameze arrivato per fare l’Amrabat (tanti auguri!) e due sulla tre quarti ad ispirare l’unica punta. L’anno scorso in questo ruolo Pessina e Verre hanno saputo incidere, tanto da essere richiamati e confermati da Atalanta e Sampdoria, proprietarie dei rispettivi cartellini. Anche qui però a due uscite D’amico, dopo i mal di pancia di mezza estete del proprio mister, ha fatto saggiamente corrispondere altrettanti ingressi mirati. La scelta è ricaduta su Barak e Benassi, chiamati a contribuire alla causa gialloblù con esperienza, continuità e goal, tutto ciò che ad entrambi è mancato nelle ultime stagioni ma che il club scaligero sa essere ampiamente nel loro repertorio. Ovviamente arrivano anche loro in prestito, azzardo o scommesse vincenti?;
- Il colpo ad effetto è l’attaccante, vero e proprio tallone d’Achille della stagione passata. La scelta arriva last minute, nell’ultimo convulso giorno di calciomercato, dopo una girandola di nomi esotici e sconosciuti ai più, e ricade sul classico big da rilanciare, uno di quelli che delude da ormai troppo per pensare possa tornare ai propri livelli ma che ciò nonostante ottiene l’ennesima chance. No, non è Balotelli, ma Nikola Kalinic. Il croato arriva, a titolo definitivo (miracolo!) e con tanta voglia di dimostrare di saper fare ancora goal. Gli ingredienti, centralità nel progetto e rapporto privilegiato con Juric su tutti, per dare vita ad una stagione diversa da quelle vissute con Milan, Roma e Atletico ci sarebbero anche ma capiamo che nel (ragionevole) dubbio di un nuovo flop il patron Setti si sia portato a casa anche il giovane Favilli, non si sa mai…;
- Per concludere non può mancare qualche giovane scommessa, altro trend topic (positivo) di molte società italiane. Attendendo l’exploit di Salcedo e tenendo gli occhi su Lovato, i dirigenti dell’Hellas hanno scelto tre giovanissimi da lanciare, ovviamente con la formula del prestito. Il primo è Ilic, centrocampista classe 2001 in prestito dal City che può dare linfa e fosforo ad una mediana che, Veloso a parte, non brilla per qualità. Insieme al croato attenzione anche al centrale argentino 2002 Amione prelevato per quasi due milioni dal Belgrano e a Colley, scuola Dea e, se tanto ci dà tanto, che ve lo diciamo a fare…
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