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2 min

- di Gabriele Moretti

Considerazioni sparse post mercato della Sampdoria


Mercato confuso, di una società confusa.


- Da quando Massimo Ferrero è subentrato ai Garrone al timone della società blucerchiata, la strategia di mercato è sempre stata chiara: puntare sui giovani e su un massiccio player trading. Skriniar, Andersen, Torreira, Muriel e Zapata sono soltanto alcuni esempi di un sistema forse non vincente ma certamente efficace. Quest'anno però il catalogo dato in mano a Osti mancava di pezzi pregiati e - di necessità virtù - è stata scelta una strada completamente diversa: spendere poco e puntare sull'esperienza. Ma con chi si potrà fare cassa l'anno prossimo? Nessuno dei giovani in rosa sembra poter garantire una sostanziosa plusvalenza per il 2020/2021;

- Dopo una stagione difficilissima, iniziata con un Di Francesco spaesato davanti a una rosa totalmente disfunzionale al suo gioco e salvata in extremis dal pragmatismo di Ranieri, i tifosi si aspettavano rinforzi che potessero garantire quantomeno una salvezza tranquilla. Il primo colpo è stato trattenere l'allenatore testaccino pur senza dargli alcuna garanzia tecnica né un piano a lungo termine. In una stagione come quella appena iniziata, la continuità potrebbe rivelarsi un'arma vincente;

- Come ogni anno, le uscite sono state abbastanza dolorose, numerose e in alcuni casi poco comprensibili: Linetty, dopo aver rifiutato un rinnovo a cifre dimezzate, viene ceduto al Torino - una diretta concorrente! - per 7,5 milioni più bonus. Stessa destinazione per Murru (prestito con diritto di riscatto a 5 milioni, il 25% dei quali andrà girato al Cagliari) e per il promettente Federico Bonazzoli (1,5M per il prestito e 8 per l'obbligo, ma anche in questo caso il 20% andrà all'Inter). Prestito con diritto di riscatto anche per Vieira al Verona e Depaoli all'Atalanta. Inoltre, fino all'ultimo minuto di mercato Ferrero ha cercato di liberarsi anche di Colley e Ramirez, quest'ultimo addirittura offerto agli odiatissimi dirimpettai rossoblù;

- Nel mercato in entrata un nome spicca su tutti: Federico Pastorello. Gli unici tre arrivi degni di nota, Candreva dall'Inter, Keita Balde dal Monaco e Adrien Silva dal Leicester, sono tutti suoi assistiti. Oltre a questi innesti che, va detto, alzano notevolmente il bagaglio tecnico dei blucerchiati, sono arrivati il ventenne danese Damsgaard (esterno sinistro), già acquistato a gennaio ma lasciato al Nordsjaelland dove ha realizzato 9 gol e 4 assist, Valerio Verre tornato dal prestito al Verona ed il secondo portiere Letica dal Bruges. Tutti buoni giocatori, che quasi certamente daranno un apporto importante in ottica salvezza, ma che non colmano tutti i vuoti causati dalle cessioni;

- La Samp aveva bisogno di due cose: fare cassa (l'ultimo bilancio era in passivo di 15M) e costruire una rosa più solida della precedente. Nonostante si siano fatti sforzi in entrambe le direzioni, nessuno degli obiettivi è stato pienamente centrato. Murru e Depaoli non sono stati sostituiti e gli unici cambi per i terzini sono Vasco Regini e il diciannovenne Kaique Rocha. A centrocampo e in attacco la rosa è più competitiva rispetto alla scorsa stagione, ma a che prezzo? Gli under-25 più interessanti sono stati ceduti a prezzo inferiore al loro valore, spesso in prestito senza obbligo di riscatto e con grosse percentuali da girare agli ex proprietari. Gli acquisti principali (Candreva e Silva) sono ultratrentenni. Insomma, un mercato probabilmente sufficiente per salvarsi, ma nessun segnale di progettualità da parte di una dirigenza che da almeno un paio d'anni pare allo sbando.

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Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce con tempismo perfetto per perdersi lo scudetto del 1991 e godersi la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio ossessivamente nel 1998, coronando la prima stagione da tifoso con la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua a seguire il calcio e cresce tra Marassi e trasferte. Diplomato al liceo classico, si laurea in Storia e intraprende la via del nomadismo, spostandosi tra Cadice, Francoforte, Barcellona e l’Aia. Per coerenza, decide di specializzarsi in storia globale e migrazioni e, nel frattempo, co-dirige il blog SPI – Storia, Politica e Informazione. Crede fortemente nel valore del giornalismo indipendente, sportivo e non, come argine al declino deontologico dei colleghi professionisti.

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