
Considerazioni sparse post Rio Ave-Milan (10-11 d.c.r.)
Qualcuno lassù vuole bene al Milan.
- Condensare una partita del genere in cinque considerazioni è praticamente impossibile, quindi meglio partire dal fondo. Il titolo dice tutto: il Milan questa sera ci ha messo grande impegno per complicarsi la vita, ma da un lato ha avuto il merito di non arrendersi mai e dall’altro quello di essere assistito dalla fortuna nei momenti più difficili, in particolare nella lunghissima lotteria dei rigori finali quando il Rio Ave ha visto sfumare più volte l’occasione di passare il turno e alla fine ha ceduto il passo;
- La scelta iniziale di schierare Daniel Maldini da falso-9 si può spiegare soltanto con la disperazione di Pioli causata dalla mancanza di un vice-Ibra. L’altra volta Colombo aveva fatto il su lavoro di punta vera, mostrando però una scarsa vena nel dialogo coi compagni. Una dote che invece pare appartenere maggiormente al giovane figlio d’arte, che però questa sera ha confermato di non essere ancora pronto per giocare a certi livelli, soprattutto in una posizione a lui non del tutto consona;
- Non è un caso che il vantaggio rossonero arrivi dopo un’azione dove è Diaz a sfondare centralmente e andare a guadagnarsi il calcio d’angolo da cui nasce la rete di Saelemaekers, anche lui decisamente più a suo agio sulla fascia destra invece che a sinistra. In una situazione di stallo, è la qualità dello spagnolo a fare differenza: quella che, per l’ennesima volta in questo inizio di stagione, il suo connazionale Castillejo per tutto il primo tempo non era riuscito a dare;
- Il Rio Ave sembrava essere sceso in campo per addormentare la partita e cercare l’episodio o magari portarla a casa proprio ai rigori come l’ultima volta. Anche dopo la rete subita, per vedere una reazione bisogna aspettare l’ingresso di Geraldes: il trequartista, autore della rete del pareggio, riesce a trovare quelle giocate mancate in precedenza ai suoi compagni, che a loro volta vengono spronati e trovano di colpo il coraggio, facendo passare un brutto quarto d’ora alla difesa rossonera alla fine del secondo tempo;
- La tattica portoghese pare raggiunge il suo culmine all’inizio dei supplementari, quando Kessié regala un pallone velenoso a Gelson che ringrazia e trafigge Donnarumma. Sembra fatta, anche perché la stanchezza pare prendere possesso degli avversari, ma Borevkovic rovina tutto proprio all’ultimo assalto disperato dei rossoneri, andando a stoppare il pallone di mano nel goffo tentativo di non farlo passare. Ai punti, il pareggio maturato sul campo è anche giusto, ma arriva nella maniera più imprevedibile possibile.
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