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, 29 Settembre 2020

I 10 giocatori da non acquistare all’asta del Fantacalcio


Ok, il mercato non è ancora finito, ma siamo fiduciosi che tanti altri movimenti non ci saranno. Torna quindi un nostro grande classico, scritto apposta per coloro in procinto di preparare l’asta del fantacalcio e per coloro che amano rinfacciare i pronostici sbagliati.


Sia chiaro, come ogni anno, la lista non contiene i vari Bereszynski, Iacoponi, Klavan e via discorrendo verso il peggio del peggio della Serie A. Sono nomi azzardati, nomi che nelle vostre aste con alta probabilità andranno via a cifre considerevoli. Il nostro consiglio è quello di evitare i trappoloni, o magari il fatidico “flop dell’anno”, spauracchio demoniaco del fantallenatore. Quindi se ci volete bene evitate questi nomi. Se invece ci volete davvero tanto bene, prendeteli solo per lo sfizio di dimostrarci di avere avuto torto.

Bando alle ciance, iniziamo.

1. Luis Alberto
(di Matteo Orlandi)

Dopo la prima fosforescente stagione di Luis Alberto a Roma (che in realtà era la seconda), un mio caro amico della Lazio mi ripeteva ossessivamente una frase quando parlavamo dello spagnolo. “Paganini non ripete”. Già, Luis Alberto non ripete.

Il numero 10 della Lazio fa parte di quella categoria di giocatori estemporanei, improvvisi, non prevedibili e proprio per questo a tratti bellissimi. Ogni giocata, ogni tocco di palla, ogni sventagliata, sembra così ricercata e così difficilmente riproducibile che sorge il dubbio che non vedremo mai più nella sua carriera una cosa simile. Il dubbio che Luis Alberto a un certo punto smetta improvvisamente di giocare a calcio e torni quell’oggetto misterioso che era, è un dubbio che attanaglia un po’ tutti da sempre. D’altronde fin qui lo spagnolo è un po’ come i mondiali di atletica. Un anno ci sono e l’anno dopo non ci sono. La cattiva notizia per i fantallenatori è che l’anno scorso Luis Alberto c’era eccome. Quindi volendo seguire il flusso che muove le sue annate come un’onda che sale e scende verso la riva, quest’anno Luis Alberto non dovrebbe esserci.

Sarà vero? Non lo so. Sconsigliare quello che è forse il centrocampista più divertente del campionato è abbastanza ridicolo. Eppure se dovete fare follie a centrocampo forse meglio cercare altrove (ad esempio in Turchia, per dire). Per Luis Alberto magari se ne riparla l’anno prossimo.

A prescindere, Luis Alberto resta sinonimo di eleganza.

2. Giorgio Chiellini
(di Valerio Santori)

Ci sono giocatori che sembrano nati per fare le gioie dei fantallenatori: punte implacabili, portieri imbattibili ma anche centrocampisti goleador e... Difensori dal rendimento straordinariamente continuo. A quest'ultima categoria è sempre appartenuto Giorgio Chiellini. Nell'ultimo decennio il numero 3 della Juventus è stato senza dubbio il più forte difensore italiano al mondo, ed è chiaro che la sua appetibilità al fantacalcio è stata massima. Un pendolo oscillante tra il 6,5 e il 7,5, una roccia sulla quale fondare un'intera fantasquadra, uno che non deludeva mai, non ti lasciava mai in dieci. Tutto ciò fino al tremendo infortunio dello scorso anno, che lo ha tenuto fuori per più di 30 gare. Rottura del legamento crociato, non una passeggiata a 35 anni.

Il motivo per il quale Giorgio Chiellini è in questa lista è semplice e allo stesso tempo inconfutabile: non si è mai visto un 35enne (ora 36enne) riprendersi pienamente da un infortunio di tale portata. Ci sono tutti i presupposti per pensare che il povero Giorgio non sarà più lo stesso, e il calcio votato al pressing che Pirlo predilige sembra non essere pane per i suoi denti.

3. Francesco Caputo
(di Antonio Mazzolli)

21 gol nello scorso campionato, una crescita continua sotto il profilo realizzativo, la convocazione in Nazionale (pur non avendo esordito con la maglia azzurra), l'impersonificazione ideale del centravanti per il gioco di De Zerbi. Cosa potrebbe andare storto?

Francesco Caputo è un uomo di provincia, che ha dovuto sgomitare sui campi polverosi della C2 per arrivare fin dove è, ed ogni merito deve sentirselo suo. Come per tutte le situazioni di coppia però, esiste una crisi del settimo anno: Caputo riesce infatti ad andare in doppia cifra da ben sei anni. 10 gol con il Bari nella stagione 14/15, nei due anni successivi ne fa 17 e 18 con l'Entella, poi ad Empoli rispettivamente 26 e 16, fino all'exploit della scorsa stagione al Sassuolo.

Quest'anno, la sua crisi con il gol lo colpirà come un diverbio tra marito e moglie al settimo anno di convivenza. Il motivo è presto detto:  i fantallenatori, cresciuti con il culto dell'ignoranza tipica da Chiamarsi Bomber si sveneranno per questo bomber di provincia, esattamente come avrebbero fatto per un Ganz o un Hubner se solo fossero presenti oggi nella lista degli attaccanti. 

Questa fiducia incondizionata (che proviene da quattordicenni sbarbati o adulti non ancora cresciuti) lo tradirà, così come la sicurezza in sé stesso nel dichiarare di essersi auto-acquistato per l'asta dello scorso campionato, spingendo tutti quanti a fare lo stesso per la stagione 20/21. Un po' come quando alcuni investitori di professione ti consigliano di buttare soldi su un titolo a cui nessuno punterebbe mai. E poi scopri che ne sono dipendenti.

Sfiorato da un tocco di Mida al contrario, sicuramente sentirà una pressione che non ha sentito negli scorsi anni,  in cui era libero da aspettative di qualsiasi tipo. Come un giovane Mattia Pascal si ritroverà impigliato nella sua condizione di provincia, impossibilitato ad essere artefice del proprio destino, che sarebbe stato l'europeo del 2021. 

Questa previsione fa parte di un gioco, ma nel migliore delle ipotesi (spero per lui) Caputo mi smentirà e giocherà da titolare l'Europeo al posto di Immobile, zittendo l'Olimpico alla partita d'esordio. Altrimenti il suo bottino sarà di 9 reti, giusto giusto per farmi sudare fino all'ultima partita che segni il decimo, venendomi a zittire fin sotto casa.  

Intanto, nella seconda giornata di campionato con lo Spezia, Ciccio prima di segnare si è visto annullare 3 gol per fuorigioco: segnali di una stagione che si rivelerà maledetta per il 9 di De Zerbi?

4. Edin Dzeko
(di Romano Anelli)

Sono quasi certo che metà di coloro che hanno acquistato Edin Dzeko al fantacalcio in una delle ultime stagioni di Serie A riterranno assurdo l’inserimento del bosniaco all’interno di questa lista dei “NON CONSIGLIATI”; infatti, per loro, Edin rappresenta un attaccante di sicuro rendimento, che segna parecchio, regala assist e sbaglia poche partite. L’altra metà, invece, sono sicuro che riterrà la sua presenza qui quasi una banalità, al pari di quella di un Chiriches o Colley. D’altronde, loro, ogni volta che hanno comprato l’attaccante della Roma, hanno ottenuto un giocatore costosissimo, senza bonus, con tanti gialli e con voti miseri.

Del resto Edin Dzeko è così. Edin è un giocatore che quando ha voglia può regalarti una gioia dietro l’altra: assist, gol, 7,5 costanti… ma quando incorri nell’annata storta è un autentico disastro. Nove mesi di insufficienze, gialli, rigori sbagliati e frustrazione. Solo queste premesse, dunque, a mio avviso dovrebbero garantirgli un posto fisso all’interno della celebre lista dei “10 nomi da non acquistare” di Sportellate. Il fantacalcio infatti è una scienza dove le incertezze e le variabili non rappresentano nulla di buono e andrebbero evitate il più possibile.

Quest’anno peraltro le criticità non si limitano a questo. Quest’anno, infatti, Edin è anche uomo di mercato. Sballottato tra Roma e Juventus, del povero Edin non si capisce né quale sarà la sua futura squadra né quale sarà il suo ruolo nel club. Sarà il capitano e trascinatore della Roma di Fonseca o sarà messo in un angolo in attesa di una cessione? Ancora non ci è dato saperlo, ma una cosa è certa: Edin non farà parte della mia rosa al Fantacalcio e, fidatevi, non dovrebbe far parte nemmeno della vostra.

5. Arturo Vidal
(di Jacopo Landi)

Quando il calciatore di talento si trova di fronte il calciatore di temperamento, il calciatore di talento è un calciatore morto”.

Questo postulato che personalmente continua a raggelarmi il sangue nelle vene, trova in Arturo Vidal una delle sue maggiori conferme. Intendiamoci non che il buon Arturo ne sia sprovvisto, di talento, anzi, è però innegabile che il meglio, calcisticamente, l’abbia fornito quando ha girato nel meccanismo perfetto che era il centrocampo della Juve Contiana.

Allora perché non investire sul cileno? Suggerisco di non investire o non investire nei primi slot poiché di anni, da quel centrocampo, ne sono passati dieci, perché i chilometri si sentono e soprattutto si vedono nelle ultime stagioni di Vidal e perché, inutile nasconderselo, la vita extra campo oltre una certa età inizia a chiedere il conto, spesso sotto forma di infortuni e incostanza.

Da un punto di vista tecnico-tattico inoltre si ha l’impressione che Vidal sia stato acquistato più per rafforzare la diga in mezzo al campo e sgravare Eriksen dai compiti tattici più che per essere impostato come mezzala. Ovviamente non siamo pazzi. Non riteniamo Vidal né un giocatore bollito né un giocatore che non saprà dare il proprio contributo in zona goal. Tuttavia l'impressione è che difficilmente ripeterà un campionato da oltre 10 goal e sarà molto più probabile che si faccia invece valere alla voce assist.

La sensazione generale è quindi quella di un acquisto maturo che brillerà nei momenti di difficoltà (e nei big match) in cui servirà arringare i compagni e fare da collegamento tra i dettami del tecnico e la messa in pratica delle indicazioni. Vidal è un ottimo acquisto per il campo, un ottimo acquisto per lo spogliatoio, un acquisto tutto da decifrare (al netto dei cartellini gialli che per competenze probabilmente fioccheranno) al fantacalcio. Qualora non vogliate rinunciarvi consigliamo di prenderlo per il 4/5° slot con un esborso non superiore ai 10/12 crediti.

6. Robin Gosens
(di Andrea Ravasi)

Semplice ci sono difensori migliori di lui quest’anno. Chi? Su tutti Hakimi. A livello di bonus sicuramente Gosens non resterà a secco, ma sono certo che non replicherà le performance dello scorso anno. Perché è vero che l’Atalanta segna e segnerà sempre tanto ma quest’anno i gol saranno meno appannaggio di Gosens, sia per le capacità delle squadre avversarie di limitarle sia perché l’Atalanta ne sta cercando un sostituito che lo possa far riposare e quindi sarà, di conseguenza, meno titolare inamovibile.

Poste queste due condizioni varrà la pena investire il 15/20% del vostro budget per Gosens? Io credo di no. Se non volete spendere quella cifra per Hakimi o Theo credo sia meglio investire su giocatori di sicuro affidamento come De Vrij e Koulibaly: magari quotati meno dei sopra citati ma che vi garantiscono un rendimento fisso attorno al 6.5. Scelta che se giocate con il modificatore difesa verrà sicuramente ripagata.

Tutti i gol dell'incredibile stagione 2019/2020 di Robin Gosens. Pensare possa ripetere questi numeri è quasi folle.

7. Ciro Immobile
(di Federico De Blasi)

Se vi state chiedendo come sia possibile che il detentore della Scarpa d’oro nonché del fresco record di marcature in Serie A (al pari di Higuain) non debba essere preso al fantacalcio quest’anno, allora siete sulla pagina giusta. Al di là della personale antipatia atavica verso il “cannoniere” di Torre Annunziata vi sono altre ragioni che dovrebbero convincervi a non puntare su Ciruzzo.

Innanzitutto, nella storia recente della Serie A, soltanto una volta un giocatore ha vinto per due anni consecutivi la classifica marcatori. Era il biennio 2009 - 2011 e Antonio Di Natale riempiva i cuori dei pochi tifosi dell’Udinese ma di migliaia di fantallenatori. Che sia questo l’anno giusto per eguagliare Totò? Non credo proprio. L’Udinese aveva solo un campionato tranquillo a cui pensare senza altre preoccupazioni europee mentre la Lazio sta allestendo, seppur coi tempi di Lotito, una squadra che - almeno in teoria - dovrebbe essere preparata per più competizioni.

E' indubbio comunque che Immobile sarà titolare inamovibile in campionato come in Champions League ma, alla lunga, i vari impegni potrebbero togliergli un poco di brillantezza e costanza. L’anno scorso in Europa League, Inzaghi ha spesso fatto turnover tanto da non passare nemmeno i gironi. Quest’anno, dopo una lunghissima assenza della Lazio nella Coppa dalle grandi orecchie, viene da pensare ad un impegno maggiore in questa competizione.

Punto due: i rigori. Alla Lazio l’anno scorso ne hanno assegnati ben diciotto e Ciro ne ha segnati quattordici. A partire dal 2015/2016 i biancocelesti risultano primi nella specialissima classifica dei rigori assegnati per ben quattro volte su cinque. Un dato effettivamente incredibile però sufficiente a spiegare il perché dei gol a grappoli di Immobile. Quest’anno però, dopo i centottantesei rigori del 2019/2020, il regolamento è cambiato visto che Rizzoli si è detto stufo di vedere “i difensori come pinguini”. Il che lascia pensare quindi ad un atteggiamento più permissivo da parte degli arbitri.

Infine, e questa ci tengo a precisare che è unicamente una mia speranza, nell’estate del 2021 - salvo ulteriori imprevisti - si dovrebbero disputare gli Europei di Calcio. L’Italia promette bene e se Immobile non azzeccasse la stagione prometterebbe ancora meglio. I numeri di Ciro in Nazionale sono abbastanza impietosi (10 gol in 41 match). Ad oggi, per quanto il ballottaggio con Belotti (9 gol in 28 match) rimanga aperto, Ciro sembra in vantaggio. Se dovesse però terminare la stagione con meno di 20 gol in campionato allora tutto sarebbe in discussione.

8. Papu Gòmez
(di Michele Parente)

Per ciò che riguarda il centrocampo, rischio e vado a sconsigliare Alejandro Gomez. Quella che sembrerebbe una completa follia, in realtà ha dei fondamenti sui cui si poggia e si articola.

Il reparto di centrocampisti offensivi dell’Atalanta è più che mai affollato, e a Pasalic e Ilicic (ritorna, fidatevi) si è aggiunto anche Miranchuk, pagato 15M dai russi della Lokomotiv Mosca (non proprio una cifra ridicola per le casse bergamasche, che cercheranno di far fruttare l’investimento). Inoltre la Champions, pur non essendo più una novità per la Dea, porterà via energie e minuti preziosi al trequartista argentino, ormai vicino ai 33 anni, che potrebbe risentirne nelle presenze in campionato, dove magari risulterà assente per turnover proprio contro le squadre più abbordabili.

Il ruolo di trequartista, poi, non si addice più strettamente alla zona di campo coperta da Gomez. Con i due esterni costantemente proiettati in fase offensiva, sono già due le stagioni in cui l’ex Catania funge da regista avanzato, con il compito di giocare tantissimi palloni al fianco di De Roon e Freuler, spesso proprio all’interno del cerchio di centrocampo, limitando fortemente il suo apporto in zona gol: “solo” 7 l’anno scorso, seppur con diversi assist, cifra bassina per la mole dell’attacco atalantino.

Insomma, non proprio un investimento sicuro quello che vi porterebbe a svenarvi per il Papu.

Rischiate di spendere gran parte del budget e di avere una rosa irrimediabilmente danneggiata a causa di tutti questi fattori.

9. Lorenzo Insigne
(di Daniele Bettini)

Lorenzo Insigne, maglia numero 24, classe 1991, ormai prossimo ai 30 anni, alto 1.63 metri. 67 gol in 9 stagioni con la maglia azzurra, di cui 18 nel campionato 2016-2017. Una media gol che si attesta sulle 10 marcature a stagione. 6 assist in ciascuna delle ultime due stagioni di Serie A, 11 nella stagione 2017-2018, fino ai 9 che risalgono alla stagione 2016-2017. Non è un giocatore particolarmente falloso, pochi gialli e raramente si contano cartelli rossi. Nella scorso campionato ha giocato dal primo minuto 34 partite su 38, andando in gol 8 volte e fornendo 6 assist.

Nonostante i numeri buoni delle passate stagioni, vi consiglio di NON comprare Insigne al fantacalcio perché in troppe occasioni sarà oggetto di ballottaggio con un altro compagno del reparto offensivo. C’è il rischio concreto per i fantallenatori di spendere un buon 15% del budget totale su un giocatore che rischia seriamente di non avere il posto fisso da titolare. L’attacco è il reparto in cui ci sarà più concorrenza. Attualmente il reparto offensivo del Napoli è composto da Milik, Petagna, Lozano, Politano, Insigne, Mertens, Ciciretti, Osimhen, Llorente e Ounas. Decisamente troppi, qualcuno partirà, qualcun altro no, ma a rotazione toccherà un po’ a tutti sedere in panchina considerando anche gli impegni di UEL e di Coppa Italia.

Se dovete puntare su un attaccante che vi dia costanza di presenze, assist e gol in doppia cifra, quest’anno non scommettete su Lorenzino perché rimarreste delusi.

Meglio puntare, risparmiando qualcosa, su un Barrow o un Simeone, avranno un score superiore rispetto ad Insigne ma soprattutto il posto fisso.

Nel mentre Insigne si è pure stirato all'adduttore della coscia sinistra: motivo in più per evitare il suo acquisto.

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

10. I classici trappoloni, del fantacalcio più strano di sempre
(di Alessandro Ginelli)

La parola più ricercata su Google dagli italiani nel corso di questo 2020 è stata ovviamente “Covid”. Chissà se qualcuno dei miei colleghi qui sopra lo avrà già menzionato. Per toglierci il dubbio, in ogni caso, di Covid ne parlo io.

Ragazzi, il Covid ha ribaltato tutto, ma proprio tutto. Ha sconvolto le nostre abitudini e distrutto anche quelle (poche) incrollabili certezze che possedevamo. Tra le quali una delle più solide era proprio il Fantacalcio, che per inciso credo sia stata l’unica tematica in grado di competere in termini di ricerche su internet con il covid stesso, quanto meno nel mese di settembre. In tempi pandemici ci siamo dovuti adattare a vivere un campionato estivo a 40 gradi, con alcuni fantacalci che non sono mai ripartiti e altri che sono finiti a stento e ora ci troviamo a guardare con incredulità e senso di spaesatezza a un calciomercato che chiude il 4 ottobre, quando il campionato avrà già disputato la sua terza giornata del calendario.

In un clima di questo tipo, io non me la sono sentita di darvi un consiglio classico con un nome secco. Preferisco, invece, mettervi in guardia da alcuni trappoloni da sempre presenti in sede d’asta, ma che quest’anno potrebbero essere ulteriormente accentuati. In particolare:

A) Il giocatore esotico dall’estero: in un periodo in cui il mercato non decolla e non può decollare, le squadre stanno inventando e inventeranno nei prossimi giorni alcuni colpi a effetto, scommettendo su giocatori che sarebbero potuti andare bene nei fantacalci di cinque/sei anni fa, ma non sono decisamente adatti per provare a vincere quest’anno. Diffidate dunque dal ritorno di Fernando Forestieri all’Udinese e se lo Spezia dovesse davvero riuscire a chiudere per Pato, dite di no al vostro cuore.

B) La tecnica dello sceicco: valida solamente per chi non attende la chiusura del mercato per fare l’asta, la tecnica dello sceicco è quella che prevede di risparmiare un sacco di fantamilioni in fase d’asta e procedere poi a fare propri tutti i colpi degli ultimi giorni di mercato presentandosi alla prima asta di riparazione addobbato come Al Khelaifi. Peccato che il covid abbia prosciugato le casse di tutti e negli ultimi giorni del calciomercato estivo 2020 si prospettino più trattative saltate che in un film ambientato al confine tra USA e Messico. L’ultimo periodo vissuto ci dovrebbe aver abituato a vivere nel presente e a non fare piani per il futuro, fate i bravi.

C) Mario Balotelli, se mai dovesse trovare una squadra in Serie A. Questo è chiaramente uno di quei consigli che “è meglio averlo e non usarlo, che non averlo proprio”. So che non ci cascherete, ma è comunque meglio ricordarlo, almeno ai più fragili di voi.


  • La Redazione di Sportellate è un miscuglio di persone che provano a scrivere di sport senza mai tirarsi indietro.

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