Interventi a gamba tesa

Considerazioni sparse post Sampdoria-Benevento (2-3)


A Marassi gode il Benevento di Pippo Inzaghi.


– Prima partita del Benevento nel suo secondo anno di Serie A. La squadra di Inzaghi, nonostante l’inziale svantaggio, dimostra sin dai primi minuti di avere un’idea di calcio molto chiara e di volerla perseguire ad ogni costo: pressing e recupero palla molto alto quando possibile, difesa posizionale molto ordinata quando necessaria e fase d’attacco estremamente verticale;

– La Sampdoria invece sembra non aver risolto i problemi che l’hanno afflitta per gran parte della scorsa stagione. Mr. Ranieri sembra troppo in bilico tra la proposta semplice, solida e molto difensiva dei suoi primi mesi in blucerchiato e l’abbondanza di giocatori tecnici nel reparto offensivo (Quagliarella, Gabbiadini, Ramirez, Candreva e forse tra qualche giorno Keita Balde). Inoltre, Claudio deve lavorare profondamente sul lato psicologico della squadra. Se si vuole portare a casa una salvezza tranquilla non è possibile continuare con cali di concentrazione di questo tipo;

– Questa partita rivela perfettamente le due facce del Doria: nel primo tempo una buona partita, condita da un’ottima interpretazione di Candreva (autore di un assist) e Verre. Dal 60′ in poi, forse complici i cambi, la Samp esce totalmente dalla partita e stende un tappetto rosso per la rimonta Beneventana;

– Le Streghe non si arrendono mai e con una partita fatta di tanta corsa e fiducia cieca nelle indicazioni di Inzaghi riescono a portare a casa i tre punti. Nel 2017/2018 ci erano volute ben quindici giornate per farne uno (ricordiamo tutti il gol di Brignoli al 94′) e addirittura diciannove per la prima vittoria. Quest’anno il Benevento però non ha alcuna intenzione di fare da materasso;

– Da diversi mesi gli addetti ai lavori esaltano la grandissima difesa della squadra di Inzaghi, che nello scorso campionato ha mantenuto la porta inviolata per ben diciotto volte. Quello che nessuno si aspettava era che la difesa fosse anche la loro miglior arma offensiva: doppietta di Caldirola (all’esordio in A!) e rete decisiva di Letizia.

Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce con tempismo perfetto per perdersi lo scudetto del 1991 e godersi la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio ossessivamente nel 1998, coronando la prima stagione da tifoso con la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua a seguire il calcio e cresce tra Marassi e trasferte. Diplomato al liceo classico, si laurea in Storia e intraprende la via del nomadismo, spostandosi tra Cadice, Francoforte, Barcellona e l’Aia. Per coerenza, decide di specializzarsi in storia globale e migrazioni e, nel frattempo, co-dirige il blog SPI – Storia, Politica e Informazione. Crede fortemente nel valore del giornalismo indipendente, sportivo e non, come argine al declino deontologico dei colleghi professionisti.