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, 26 Settembre 2020

Considerazioni sparse post Inter-Fiorentina (4-3)

- A San Siro l’Inter comincia il proprio campionato chiedendo tre punti a una Fiorentina ambiziosa, in cerca di continuità dopo la vittoria col Torino. Ne esce una partita pazza e divertente in cui vince la squadra con la rosa più lunga;

- Inter in fase difensiva irriconoscibile e al limite dell’imbarazzo. Ok le gambe pesanti, ok l’esordio, ok l’autunno ma prendere tre goal, non saper come difendere e prendere tre contropiedi da 50 metri è inaccettabile per qualsiasi squadra che punti a un traguardo superiore alla salvezza;

- Fiorentina bella, determinata, frizzante e spavalda. Sfortunatamente per lei, Iachini ha piani diversi e togliendo Chiesa e Ribery si consegna all’Inter salutando San Siro con 0 punti;

- Conte dà e Conte toglie. Mette in campo una formazione imbarazzante con una difesa di zemaniana memoria che non difende e un Handanovic narcotizzato ai limiti della paralisi. Fortunatamente però ha imparato a fare i cambi prima dell’80esimo e con i campioni in panchina la vince. Lautaro, Sanchez e Sensi sono argento vivo da proteggere sempre. Eriksen e Peris ectoplasmici;

- Tirando le somme: la Fiorentina non può permettersi di non andare a 100 all’ora e Iachini deve scusarsi per i cambi scellerrati. Ma quando i viola spingono, quest’anno propongono un calcio frizzante e iper godibile. L’Inter deve ricostruire la difesa, far giocare i propri talenti (che sono tanti) in tranquillità e non assecondare la propria anima autolesionista.

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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