
Il Milan crede in Lorenzo Colombo
Dopo l'esordio in maglia rossonera del 12 giugno scorso, per Colombo è finalmente arrivata la gioia per il primo gol tra i professionisti. Un gol che potrebbe rafforza ancor più la sua posizione di vice Ibra nella rosa di Stefano Pioli.
"Sono Lorenzo Colombo, risolvo problemi". In un Milan tarantiniano, riuscito a superare con non poche difficoltà l'ostacolo Bodo Glimt nel terzo turno preliminare di Europa League, abbiamo avuto modo di conoscere meglio uno dei giovani più interessanti del panorama italiano. Col bomber, leader e trascinatore Ibrahimovic fermo ai box causa positività al Coronavirus, il peso dell'attacco rossonero è ricaduto sulle spalle del giovanissimo Lorenzo Colombo. E il 2002 di Vimercate ha subito ripagato la fiducia di Pioli segnando un gol decisivo per la qualificazione dei rossoneri e diventando, con i suoi 18 anni e 200 giorni, il più giovane marcatore del Milan negli ultimi 8 anni (fonte OptaPaolo).
Maglia da titolare, gol del momentaneo 2-1 al 32', rientro in panchina al 58' e tanti, cari saluti a chi riteneva troppo audace la scelta di Pioli di schierarlo dal primo minuto. "Entro, spacco, esco, ciao" verrebbe da dire, citando il famosissimo rapper Salmo. A soli 18 anni, Colombo sta rapidamente dimostrando di avere tutte le carte in regola per poter occupare il ruolo di vice Ibra nella rosa a disposizione del tecnico ex Fiorentina.
Fiducia
La fiducia della società nei confronti del talento di Vimercate non manca di certo. E i segnali, in tal senso, ci sono davvero tutti. Un esempio? Il 24 giugno scorso, il ragazzo ha messo la firma sul prolungamento di contratto fino al 2024 col club rossonero. Un grande attestato di stima del club verso un giocatore che, fino a quel momento, aveva collezionato soltanto due presenze in prima squadra (contro Juventus in Coppa Italia e Bologna in campionato) ma che si era già reso grande protagonista con la Primavera di Giunti.
Nella scorso campionato, infatti, 9 reti in 6 partite per lui e una media realizzativa impressionante in una stagione segnata da una brutta frattura a un piede che lo ha tenuto ai box per quasi 3 mesi.
"Segnare a San Siro? Un’emozione unica. Ho lavorato tanto per questo, ma c’è ancora molto da fare. Sono contento per la rete e per aver passato il turno. Da domani, però, si torna a lavorare". Parole più da giocatore navigato che da giovanissimo esordiente quelle pronunciate ai microfoni di Dazn nell'immediato post partita. Eppure, Colombo, sa bene come funzionano le cose a Milanello. Lo sa perché è entrato a far parte del mondo Milan all'età di 6 anni e poi non ne è più uscito.
Ha lavorato tanto, ha gioito e ha già sofferto nel corso della sua precoce carriera. Come quando è uscito sconfitto dalla finale dell'Europeo Under 17 contro l'Olanda con la maglia della Nazionale (già vestita 26 volte tra Under 15, 16, 17 e 19). Ferite che lo hanno reso più forte, plasmando il suo carattere.
Pericoloso
183 cm per 74 kg e un piede mancino preciso e potente. Lorenzo Colombo è un'opportunista d'area di rigore, un vero e proprio rapace capace di sbucare inaspettatamente alle spalle dei difensori avversari e trovare la via del gol. Il classe 2002 rossonero riesce a farsi sempre trovare al posto giusto al momento giusto, come in occasione della rete messa a segno ieri sera a San Siro: discesa di Theo Hernandez sulla fascia, cross basso e teso, tacco di Calhanoglu e tap-in vincente del giovanissimo bomber. Una punta fisica e statica? Alt. Ciò che salta all'occhio analizzando le prestazioni di Colombo è la sua grande capacità di svariare su tutto il fronte offensivo e di mettere in difficoltà le retroguardie avversarie in qualsiasi modo. Il tutto, ovviamente, sommato ad una dose di personalità da predestinato vero. Vedere per credere.
Il primo febbraio scorso, al rientro dopo l'infortunio al piede, Colombo torna a calcare il terreno di gioco nel match contro il Cittadella. Il risultato? Nessuna fatica e una tripletta da applausi per il 7-3 dei rossoneri. Due colpi di testa e una conclusione a giro sul secondo palo per dimostrare che lui è capace di segnare in qualsiasi modo. Guai, dunque, a lasciargli spazio.
Poche presenze tra le giovanili ma tanti gol. Prestazioni che gli sono valse la piena promozione in prima squadra. Ora, Colombo continua a segnare e, nel frattempo, impara da un maestro niente male. Quello Zlatan Ibrahimovic che, in caso di assenza, può forse forse dormire sogni tranquilli. Lorenzo è pronto ad esplodere ed è aggiungere nuovi capitoli nel libro della sua storia col Milan.
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