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- di Andrea Ravasi

Il progetto Ronaldo è (per ora) un fallimento


Due anni fa arrivava in Italia Cristiano Ronaldo. La Juve si assicurava il talento portoghese per 100 milioni di euro e garantiva a Cristiano un ingaggio di 30 milioni netti. Dopo 2 anni possiamo dire che il progetto Cristiano Ronaldo si è rivelato per ora un fallimento per la Juventus: a livello sportivo, ma soprattutto a livello economico.


A livello individuale Cristiano Ronaldo ha avuto l'impatto che tutti ci aspettavamo sulla Serie A segnando 52 gol in 64 partite (0,81 gol a partita) e vincendo entrambi i campionati. Soprattutto in questa stagione, con i 31 gol segnati, ha trascinato la Juventus di Sarri alla vittoria del titolo finendo il campionato in crescendo. Anche a livello europeo le performance di Cristiano sono state ottime, realizzando 10 gol in 17 partite e salendo di livello nelle sfide ad eliminazione diretta.

Se il livello individuale del gioco e delle prestazioni di Ronaldo non sono in discussione, sono le prestazioni della squadra ad essere andate in calando. Il gioco espresso prima con Allegri e poi con Sarri non è mai stato al livello atteso dai tifosi. La centralità di CR7 nel gioco dei due allenatori non ha permesso agli altri componenti della rosa di esprimersi al massimo. Inoltre, a livello europeo, la monopolizzazione della fase offensiva da parte del portoghese ha ritto al minimo i gol dei suoi compagni di reparto, soprattutto post gironi dove Ronaldo è stato l'unico a realizzare gol per la Juventus negli ottavi di finale di questi ultimi due anni e nel quarto di finale contro l'Ajax della scorsa stagione.

Il suo rifiuto di giocare nella parte centrale del campo, da prima punta (soprattutto con Sarri), ha costretto Allegri e Sarri a inventarsi soluzioni offensive e di bilanciamento della squadra. Prima con Dybala da trequartista - mezzala, poi con Bernardeschi esterno nel tridente. In ogni caso gli equilibri a centrocampo diventavano fragilissimi: basti vedere l'influenza di Matuidi e Rabiot (nella seconda fase di questa stagione) sul gioco juventino e sul suo equilibrio.

Questo equivoco tattico ha portato, come detto, a un peggioramento del gioco e dell'imprevedibilità offensiva juventina e di conseguenza al peggioramento dei risultati sportivi, non riuscendo più la società di Andrea Agnelli ad essere veramente competitiva in Champions League.

La Champions resta ancora un miraggio per l'asso portoghese da quando è alla Juve.

Il progetto Ronaldo però non è fallito solo da un punto di vista tecnico-sportivo, ma soprattutto da un punto di vista finanziario e la scelta di Pirlo come allenatore lo conferma.

Come scritto, l'ingaggio di 31 milioni netti pesa sul bilancio della Juventus per circa 54 milioni, a questi va aggiunto il costo dell'ammortamento annuale (29 milioni circa). Facendo due somme veloci troviamo che il costo annuale per la Juve relativo alla voce CR7 è di 83 milioni l'anno.

Come detto più volte, anche dagli stessi dirigenti juventini, è un'operazione commerciale. Sotto questo punto di vista troviamo che i ricavi da sponsorizzazioni sono cresciuti di 22 milioni a cui vanno sottratti 15 milioni relativi al "bonus rinnova" di Adidas (contratto firmato pre arrivo di CR7), mentre i ricavi da merchandising hanno subito una variazione positiva di 10 milioni (le famose magliette che ripagano da sole Ronaldo). Anche in questo caso possiamo facilmente sommare le diverse movimentazioni positive della voce ricavi trovando un aumento pari a 17 milioni.

All'aumento relativo ai ricavi commerciali, per trovare l'impatto Ronaldo sulla prima riga del Conto Economico, dobbiamo analizzare anche la voce relativa ai ricavi da botteghino, ovvero i biglietti venduti. Questa voce ha subito un aumento di 14 milioni dovuto principalmente all'aumento del prezzo dei biglietti che i tifosi juventini hanno dovuto pagare per vedere giocare l'asso portoghese. Aggiungendo questa variazione ai 17 milioni precedenti troviamo che l'effetto positivo di Ronaldo sul bilancio della Juventus è pari a 31 milioni.

Quindi il saldo contabile dell'operazione CR7 è pari a -52 milioni all'anno, considerando che ogni anno vengano registrate le stesse variazioni positive, cosa tra l'altro non scontata visti gli ultimi risultati europei.

Eh si, le maglie non bastano per ripagare Ronaldo.

La Juventus quindi deve generare almeno 52 milioni di plusvalenze all'anno per pareggiare l'operazione Ronaldo. Operazione che non si auto-sostiene come i numeri sopracitati dimostrano.

Il progetto Ronaldo però non riguarda solo l'acquisto del campione portoghese, ma anche altri investimenti di livello che avrebbero dovuto fare da contorno a CR7 e sostenerlo nella cavalcata alla vittoria della Champions League. Questi acquisti come De Ligt, Costa, Rabiot, Ramsey, Cancelo e Danilo e tanti altri hanno solamente zavorrato il bilancio della Juventus non riuscendo a far fare il salto qualitativo a livello europeo alla rosa e allontanandola dall'obiettivo Champions League. 

Ovviamente la colpa di ciò non sta solo in chi ha scelto di acquistare Ronaldo, ma anche in chi ha investito il resto della liquidità per calciatori che non erano/sono funzionali al calcio di Allegri prima e Sarri poi, garantendo agli stessi ingaggi fuori mercato e difficilmente vendibili. Ovviamente ci si riferisce a Paratici che è probabilmente il principale imputato nel fallimento del progetto Ronaldo.

Tutte queste operazioni, incluse nel pacchetto CR7, come detto, hanno portato un peggioramento del bilancio juventino che ora vedrà notevolmente crescere la voce plusvalenze al fine di ripianare le perdite per rientrare nei paletti del Financial Fair Play.

Indubbiamente la rincorsa alle plusvalenze e dei minori costi ridurrà il valore tecnico della rosa rallentando il processo di crescita della società di Torino. Viene stimato che la Juventus dovrà ricercare un valore positivo, tra maggior ricavi (plusvalenze) e minor costi per circa 140 milioni ai fini di rientrare nei paletti del FFP per quest'anno bilancio 2020 (con le modifiche introdotte per il Covid questa e la prossima stagione saranno considerate come unica stagione quindi la valutazione sarà fatta sul bilancio 2020 e 2021).

Forse è la prima mossa sbagliata, a livello manageriale, di Andrea Agnelli da quando è alla guida della Juve.

Concludendo, visti i peggioramenti sia a livello sportivo che a livello economico, possiamo tranquillamente affermare che il progetto Ronaldo è ad oggi fallito. La scelta di Andrea Agnelli di acquistare il campione portoghese si è rivelata inesatta e ha bloccato il processo di crescita della società bianconera. La Juventus in 2 anni ha perso il vantaggio economico e sportivo che aveva sulla sue rivali italiane.

La distanza in Serie A tra la Juventus e l'Inter a livello economico finanziario in due anni si azzerata e ora la Juventus dovrà andare incontro a una campagna di alleggerimento dei costi (lo svincolo di Matuidi e il probabile di Higuain vanno in questa direzione) e di attenzione al bilancio, mentre i nero-azzurri hanno più margine di investimento. A livello sportivo quindi, il gap sembra essere stato colmato grazie all'idee di gioco (vedi Lazio e Atalanta) e con l'arrivo di campioni e top manager (vedi l'Inter).

Sicuramente questo porterà a una maggiore competitività del campionato italiano e quindi a uno spettacolo migliore per lo spettatore neutro. L'accelerazione al progetto di crescita della Juventus che Andrea Agnelli ha voluto dare non si è rilevata vincente: con l'arrivo di Cristiano ha cercato di saltare uno step di crescita e di affrettare le cose, ma questo gli è costato la perdita della supremazia economica e sportiva in campo italiano e non ha portato nessuna crescita tangibile a livello europeo, denotando come Ronaldo, forse, sia troppo grande per la rosa attuale della Juve.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato nel 1994 a Treviglio (BG), laureato in Management presso l'Università L. Bocconi. Tifoso interista dalla nascita e amante del calcio, un poco di buona musica non guasta mai. Collaboratore @Sportellate.

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