Interventi a gamba tesa

Achraf Hakimi, il simbolo dell’Inter che verrà


Achraf Hakimi è prossimo a diventare un giocatore dell’Inter: il giovane marocchino dal talento cristallino sarà il primo rinforzo per la prossima stagione, e simbolo della crescita della società nerazzurra ormai tornata ai vertici del calcio italiano.


Se c’è una cosa che la pandemia non ha cambiato è il tourbillon di nomi che circolano nei mesi immediatamente precedenti all’inizio del calciomercato, trattative che nascono e muoiono come amori estivi. Eppure alcuni sussurri riescono a diventare tempeste in grado di travolgere e lasciare impietriti, per la capacità degli attori protagonisti, di agire nel più totale silenzio, come in questo caso: l’Inter ha chiuso per Achrif Hakimi, 22enne esterno destro del Real Madrid. Sarà lui il primo rinforzo per Antonio Conte in vista della prossima stagione.

Esterno moderno letteralmente esploso al Borussia Dortmund

Soffermarsi sui numeri è riduttivo, ma sicuramente un buon punto di partenza: 9 gol e 10 assist in 45 presenze, secondo miglior esterno in Europa dopo quel Telles che dalle parti di Milano non ha lasciato il segno ed è rinato al Porto.

Ma andando ad analizzare nel dettaglio, notiamo che Hakimi è sicuramente un giocatore moderno, cresciuto tantissimo nei due anni in quel di Dortmund, dove Favre gli ha cucito addosso il ruolo di esterno destro del suo 3-4-1-2 (o 3-5-2, più raramente nell’ultima stagione ha giocato come terzino in una difesa a 4), dove la sua dinamicità talvolta soverchiava le difese avversarie. Un talento che ai gialloneri mancherà tantissimo, nonostante il sostituto sia già stato prelevato (arriverà Meunier a parametro zero dal PSG), per la sua capacità offensiva e l’ottima intesa instaurata con  l’altro fenomeno del Borussia, Jason Sancho.

Immediatamente, sfatiamo un mito: Hakimi sa difendere e sa farlo bene. Non dimentichiamo che il canterano madrileno nasce terzino, ed è proprio da terzino che debutta nel Real Madrid di Zidane il 1° Ottobre 2017, nella vittoria dei blancos per 2-0 contro l’Espanyol. Ottime le percentuali di dribbling e di contrasti, si esalta in entrambe le fasi nell’uno contro uno, dove può mettere in mostra la sua velocità (in Bundesliga ha toccato i 36,5 Km/h, record). Non parliamo però di un giocatore fatto e finito, e forse è proprio questo uno dei quid principali ad intrigare: tatticamente è ancora acerbo, soprattutto in quelle situazioni in la propria squadra è schierata a difendere.

In questo, Conte è sicuramente uno dei migliori: il tecnico salentino è stato uno dei fattori ad incidere di più nella scelta di accettare l’offerta dei nerazzurri, e c’è molta curiosità attorno al possibile rendimento dell’ormai prossimo ex Real a Milano, nel suo 3-4-1-2. Molto importante sarà vedere quale “gabbia” avrà attorno, immaginando un’Inter con Brozovic-Barella sulla mediana ed Eriksen sulla trequarti, l’arrivo di Hakimi promette scintille.

Hakimi, simbolo dell’Inter che verrà

Ultimo fattore da non scartare, riguarda proprio l’Inter: l’enorme lavoro fatto dalla nuova proprietà sta dando i suoi frutti, sul campo e fuori. L’Inter è attualmente terza, a -8 dalla prima e con un rassicurante +13 sulla quinta.

Benché le prestazioni in questa ripresa non sono state sempre convincenti (le ultime in ordine di tempo con Sassuolo e Parma ne sono un esempio lampante), la società ha riacquistato quell’appeal internazionale che dopo il triplete era ormai svanito, vedere un giovane dal talento cristallino e ricercato da mezza Europa scegliere e voler così fortemente l’Inter non succedeva da anni. La presenza di un allenatore come Antonio Conte è senza dubbio uno dei fattori d’incidenza, ma le ultime sessioni di mercato hanno ribadito ancora una volta la bontà del progetto nerazzurro, con acquisti di livello come Lukaku ed Eriksen. Il probabile acquisto di Hakimi certifica ancora di più la volontà di crescere e costruire una rosa in grado di colmare le lacune attuali, seconde linee e fasce.


 

Siciliano Doc classe '92, laureato in comunicazione. Cresciuto a pane e sport, innamorato del Giro d'Italia e della pista di Spa, fruitore di ogni campionato di calcio, amante degli attaccanti alla Aduriz e di ogni sport in generale. Cresce coltivando il desiderio di diventare giornalista sportivo sognando di toccare l'erba di San Siro.