Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, 27a giornata

Foto LaPresse – Tano Pecoraro
23 06 2020 Genova – (Italia)


TOP

Milinkovic-Savic: alla voce “Saetta Mcqueen” il suo tiro esce per primo. Un fulmine da oltre 26 metri proprio quando gli atalantini pensavano di aver sventato l’offensiva biancoceleste. Oltre a questo: serpentine in mezzo al campo e totale padronanza della posizione. Un primo tempo da lustrarsi gli occhi. Cala lievemente nella ripresa complice la stazza non indifferente e i tre mesi di stop, ma averlo ritrovato così in forma è una buona notizia per tutti gli amanti del calcio. #Titano, voto: 26 e lode

Cornelius: dopo Hamrin e Borriello, questo vichingo col sorriso tenue accende le sue attenzioni sul malcapitato Genoa pestandolo come nei film di Bud Spencer. Tre goal e un assist: se si fosse impegnato di più avrebbe asciugato il mar Ligure. Uno tsunami che, ci scommettiamo, sotto la lanterna si ricorderanno per un pezzo. #UraganoKatrina, voto: stimiamo i danni

Gosens: quando l’uomo che vuole vincere il campionato incontra l’uomo che ha Gosens sulla fascia, l’uomo che vuole vincere il campionato è un uomo morto. Non credo vada aggiunto molto altro. 8 goal in 24 partite, alla spiccia 1 goal ogni tre partite, in Serie A non so quanti attaccanti abbiano questa media, ma conosco tutti quelli che non ce l’hanno. Terrificante. #Devastante, voto: Furia, cavallo del west

Un grandissimo gol da numero 9

FLOP

Gagliardini & Young: Quando la disattenzione incontra la sciagura e decidono di apparecchiare una sveltina nel mezzo di una partita decisiva per la rincorsa in campionato. Il primo sbaglia un goal che neanche Pinocchio quando era ancora di legno. Il secondo causa due rigori e un numero incalcolabile di bestemmie. Se si pensa che l’Inter riesce comunque a portare a casa un pareggio forse ci sarebbe da essere soddisfatti se non fosse che l’unico risultato utile era la vittoria. #Grandine, voto: suicidio di massa

Si, l’ha sbagliato…

Immobile: di nome e di fatto. Nel primo tempo dialoga bene coi compagni e si divora due goal già fatti. Nel secondo semplicemente decide di scomparire, un po’ come tutta la Lazio e come tutta la Lazio paga a caro prezzo l’invisibilità. Se i biancocelesti vogliono giocarsela fino in fondo sarà meglio che super Ciro ritorni in campo con piglio diverso già dalla prossima domenica. #WeekEndLibero, voto: gita fuori porta

Criscito: rigore è quando arbitro fischia, poi basterebbe segnarli. Ma Criscito è un capitano semplice e lo sbaglia senza colpo ferire uscendo tre minuti dopo per infortunio. Generoso, Nicola al momento dell’uscita lo abbraccia e gli sussurra “Mimmo, anche meno, anche meno”. #Convergenze, voto: allora, batti lei?

Fine delle trasmissioni. Per ora.

Forza Alex. Campione infinito.


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.