Interventi a gamba tesa

15 buoni motivi per tornare a vedere la Serie A


“Ciak, si rigira”. 103 giorni fa si erano fermate le rotative dopo Sassuolo-Brescia, ultima sfida di Serie A dell’epoca pre-coronavirus. Il massimo campionato italiano di calcio tornerà a riempire le giornate e le serate degli appassionati del pallone da questa sera con Torino – Parma, l’alba della “nuova era”. Aldilà delle gare a porte chiuse (desolanti da osservare alla vista umana), delle rivedibili grafiche dei tifosi finti sugli spalti sparaflashate durante la finale di Coppa Italia, e di tutte le manfrine create ad hoc dai supremi vertici di competenza in queste settimane di lockdown, finalmente si riparte.


Nell’immediato weekend si devono recuperare quattro partite del 26esimo turno, poi da lunedì 22 giugno fino al 2 agosto sarà una lunghissima e torrida tirata con la Serie A ad accompagnare l’estate degli italiani. C’è a chi non importerà nulla di questa “fase 2” di Serie A, c’è a chi interesserà per scopi ludici come la conclusione del fantacalcio o il poter puntare qualche soldo in schedine e scommesse, c’è chi invece seguirà assiduamente tutte le gare mancanti del campionato interrotto per il Covid-19. Fatto sta che per qualsiasi genere di aficionado, abbiamo provato a stilare una serie di ragioni per cui vale la pena rimanere sintonizzati sulla ripresa del campionato italiano.

15 MOTIVI PER TORNARE A RIVEDERE LA SERIE A

1) Per il mero fatto di sapere se la stagione terminerà

Siamo abbastanza convinti che tanti spettatori dal divano siano curiosi di capire se in questo mese e mezzo che si prospetta, la Serie A riuscirà a concludersi. Tra isolamenti fiduciari di giocatori riscontrati positivi al Covid-19, fra possibili nuove ondate di casi in alcune zone dell’Italia, tra i continui alterchi che interessano gli organismi massimi di Federazione Calcio, Lega Serie A e Governo; la punta dell’iceberg delle varie problematiche del calcio italiano a tutti i livelli.

2) Tifare la squadra del cuore e gufare gli acerrimi rivali.

Diciamocelo, comunque vada, nonostante questa Serie A dalle luci meno soffuse e a tratti melanconiche, si spera sempre che la squadra per cui tifiamo vinca. È qualcosa insito in ogni fan sfegatato. Ancor di più si auspica che le formazioni della fazione opposta a quella per cui si fa il supporto, possano perdere tragicamente. Sebbene si tifi o si gufi rigorosamente dal divano di casa.

3) Riammirare i talenti del campionato, almeno quelli che può permettersi la Serie A

Il lato tecnico del poter riosservare i nostri beniamini vale qualunque genere di attesa. In quanti non si riappacificano con il mondo nel vedere un lancio di 40 metri a tutto campo di Tonali? Chi non si riscalda il cuore nel gustarsi l’ennesimo assist di Luis Alberto? Chi non vede l’ora di poter esclamare da casa “uuuuuhhh” quando Eriksen segnerà il primo gol con una punizione telecomandata?

Lo straordinario gol di Mancosu al Napoli. Chi ama il calcio non può non emozionarsi di fronte a capolavori simili.

4) Quanto influenzerà l’assenza dei tifosi?

In Bundesliga, da quando c’è stato il restart a seguito del lockdown, il fattore campo è totalmente volatilizzato. Basti pensare che in sette giornate dalla ripresa della competizione 16 squadre hanno ottenuto i tre punti giocando in casa, ben 31 – il doppio – hanno conquistato la vittoria in trasferta. Appare quindi molto probabile che persino in Serie A diverse compagini risentano di questo elemento, in particolare quelle che fanno del fortino casalingo un toccasana imprescindibile. Vero Juventus, Lazio, Hellas Verona e Udinese?

5) Le cinque sostituzioni e la profondità delle panchine

Amanti delle teorie darwiniste, questo periodo è una sorta di mano santa per le vostre dottrine biologiche-naturaliste. Perché nell’arco del tour de force che si prefigura per le 20 formazioni di Serie A, supereranno la selezione naturale le squadre che non patiranno i tanti impegni ravvicinati e potranno pescare liberamente dalla panchina assortita di varie soluzioni. A tal proposito il Napoli, rinvigorito dalle gioie vissute in Coppa Italia pochi giorni fa, potrebbe essere avvantaggiato dal momento che Gattuso dispone di un ventaglio di scelte offensive e mediane di ampia gamma e rifornimento. Il tutto sarà accavallato dall’introduzione forse rivoluzionaria in futuro delle 5 sostituzioni a disposizione per ogni allenatore in tutte le gare (a tal proposito leggi il nostro approfondimento: “Perchè il calcio del futuro non potrà fare a meno delle cinque sostituzioni“).

6) La Lazio continuerà a volare?

Pensiamo sia il dilemma più capitale di questa nuovo capitolo di Serie A. La banda di Simone Inzaghi che fino a inizio marzo stava sbalordendo tutti gli addetti ai lavori, ritornerà a tessere le fila da dove aveva terminato di ordire le superbe performance invernali? La rosa corta quanto inficerà la Lazio nello sprint Scudetto? Immobile proseguirà a proliferare il suo score di reti imbeccato dal mago Luis Alberto? In tutto ciò la Juventus del vituperato – attualmente – Sarri si ridesterà dal letargo esplorato nella fase finale di Coppa Italia?

Uno degli innumerevoli gol marcati dall’odierno capocannoniere del campionato Ciro Immobile.

7) Conte (Antonio e non Giuseppe) e i suoi assilli

Il metodico e sistematico Antonio Conte in Coppa Italia contro il Napoli ha provato a dare risalto a Eriksen posizionandolo dietro a Lukaku e Lautaro, in un centrocampo di prodigiosa qualità e quantità insieme a Brozovic e Barella. Riuscirà il talento danese a salire sul proscenio indossando questa veste rivisitata? Ma soprattutto, Lautaro Martinez (qui nostra approfondita analisi sull’argentino: Hype Lautaro) si sveglierà dal torpore in cui sembra essere caduto?

8) L’Atalanta è ancora un belvedere

Siamo abbastanza sicuri che nelle serate in cui sarete spossati dall’inferno del lavoro miscelato al caldo e all’umidità di luglio, potrete accomodarvi sulla poltrona, sorseggiare un tè freddo e rimanere sbigottiti di fronte alla solita arte venatoria del calcio di Gasperini. L’Atalanta bramerà come sempre andare a caccia di gol, di spazi aperti sulle ali, di fraseggi zuccherati fra Gomez e Ilicic e di infliggere i bastioni avversari con il suo stile intriso di velocità e accelerazioni, con continui inserimenti da tutte le parti sia dei centrocampisti centrali che dei terzi difensori, per un caleidoscopio di azioni offensive.

9) Il carrozzone romano è sempre pronto a stupire

A nemmeno una settimana dal rientro in campo, a Trigoria il paginone dirigenziale si è voltato in poche ore. Il ds Petrachi sospeso dalla società, probabile l’ingresso nella branca dirigenziale dell’ex portiere giallorosso Morgan De Sanctis vicino a Fienga. Il clima in casa romanista è più bollente che mai, con la società del presidente Pallotta che necessita di plusvalenze dorate per sanare il bilancio. Il tutto si riverbererà sulle spalle di Fonseca che dovrà fare come Atlante e reggere il peso del mondo della Roma. In bocca al lupo mister, finora stai pure svolgendo un buonissimo lavoro ma bisognerà passare sotto ulteriori forche caudine. Chissà che magari l’Europa League possa diventare una valvola di sfogo per tentare l’accesso diretto alla Champions League, ora distante tre punti, ma la quota posseduta dalla quarta Atalanta può ingrossare dopo il recupero di domani che vedrà gli orobici affrontare il Sassuolo.

10) Le nobili decadute vorrebbero risollevarsi

Fino a sette anni fa Milan e Fiorentina si scambiavano messaggi per nulla sibillini mentre si contendevano l’ultimo slot necessario per impadronirsi della pole per la Champions League. Oggi stanno proseguendo l’inabissamento verso la ricerca della luce in fondo ad un tunnel cosparso di risultati e prestazioni deludenti, per nulla aderenti al blasone dei rispettivi club. Il tornado societario che sembra brandire il pianeta milanista generato dal possibile avvento di Rangnick scombussolerà in positivo o negativo l’ambiente rossonero? Ibrahimovic risorgerà ancora una volta dall’importante problematica fisica e a 38 anni suonati dimostrerà di essere la divinità del pallone del recente passato? In casa Viola la Fiorentina riuscirà a non essere protagonista delle tipiche montagne russe nelle prove offerte recentemente? L’alter ego toscano di Ibra, vale a dire Ribery, darà un ultimo colpo di coda ad una carriera straordinaria?

Ralf Rangnick pare possa diventare il nuovo allenatore del Milan. Lo aspetterebbe un compito erto, far riassaporare al Milan i vecchi fasti.

11) Lampi dalla mediocrità

Trascorsi due terzi di campionato, ci si accinge a subentrare nell’ultimo allungato, ma compatto curvone di Serie A. E alcuni sodalizi della Lega potrebbero assopire i sogni di gloria perché interrotti da un lato dallo stop per Covid-19, dall’altro dal non possedere quel fuoco sacro che li stava galvanizzando fino a febbraio. Parliamo di Hellas Verona, Parma, Bologna, Cagliari e Sassuolo, formazioni in una posizione di ampia tranquillità che non sanno bene cosa fare del loro avvenire. La nostra speranza è che i prospetti più intriganti di queste rose non vengano risparmiati per questioni di mercato in ottica prossima stagione e qualche roster sopracitato possa affermarsi come Cenerentola del campionato, magari tanto da guadagnarsi l’accesso all’Europa League.

12) Il Torino rischia davvero la retrocessione

Una gara da recuperare, ma solo cinque gettoni di respiro dalla boa retrocessione, al momento in mano al Lecce. Due soli hurrà e sei capitomboli consecutivi in un funesto 2020. Il Toro che un anno fa pregustava i paradisi dell’Europa League, nell’imminente estate dovrà stringere con i denti e con le unghie la categoria da mantenere. Mister Longo è alle prime armi in Serie A e il rischio di scottarsi, arso dalle fiamme delle inseguitrici a stretto giro, è più verosimile che improbabile. Inoltre i Granata hanno la coperta esigua e le assenze per infortunio di Baselli e del disastroso ma talentuoso Verdi, possono alimentare il calderone di cattivi presagi.

L’ultimo successo del Torino è datato 12 gennaio, quando Berenguer di fronte il suo pubblico mise k.o. il Bologna.

13) Il fratricidio ligure con il Lecce da terzo incomodo per la salvezza

Sospese sul filo del rasoio e distanziate da una sola lunghezza – il Genoa ha 25 punti e una partita in più sul groppone rispetto alla Sampdoria – le due storiche formazioni ligure potrebbero dare vita ad uno dei fratricidi più passionali e tachicardici di sempre. Il Grifone, rinsavito dalla cura Nicola, tra il 16 e il 22 luglio affronterà un trittico arroventato e acceso dalle “miccie” Torino, Lecce e Sampdoria; tutti scontri diretti da non fallire. La Samp del Caronte Ranieri – al momento in riscrittura opposta perché sta conducendo i blucerchiati alla conservazione nel regno dei Cieli – deve prima carpire come la sua truppa non risentirà dei diversi casi di giocatori riscontrati positivi al Covid-19 nel mese di marzo, e poi cementificare una difesa che in alcune occasioni si è sciolta come neve al sole. Ah, non dimentichiamoci sullo sfondo il Lecce di Liverani che vuole regalare un miracolo ai supporter salentini. Il calendario potrebbe venire incontro ai pugliesi, con il redde rationem che ha possibilità di verificarsi il 29 luglio alla Dacia Arena contro l’Udinese; friulani che non vorranno rimanere infangati nella lotta per la permanenza in A.

14) Zenga e il possibile valzer degli allenatori

Crediamo che l’interludio di Walter Zenga dal giorno della sua nomina di nuovo allenatore del Cagliari – il 3 marzo 2020 – al giorno del suo esordio sulla panchina sarda – stasera al Bentegodi contro l’Hellas – sia il più duraturo della storia recente del calcio. Il Covid-19 ha provocato pure queste bizzarrie manageriali. La nostra curiosità si concentra per di più sui possibili ribaltoni tecnici in questo mese e mezzo di fuoco che attende la Serie A. Preziosi esonererà l’ennesimo mister? Cellino si affiderà ad un “Corini-ter”? Di Biagio resterà in sella alla Spal? Ai posteri dello “strano” campionato l’ardua sentenza.

15) Dai biscottoni primavera ai maxibon estivi?

Dulcis in fundo, uno degli argomenti più gettonati nelle chiacchiere da bar dei tifosi calcistici. I tanto dibattuti biscottoni di fine campionato. Un topic che va sempre di moda e che può scatenare discussioni molto accese. Considerando che solitamente il campionato trova il suo crepuscolo nella stagione tardo-primaverile, mentre in questa versione innovativa terminerà a inizio agosto, potremmo camuffare il lemma “biscottone” in “maxibon”, i celebri biscotto-gelato manducati dagli italiani sotto gli ombrelloni o a bordo piscina.


 

Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.