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- di Nicola Santolini

Hype Lautaro


Nelle ultime settimane Lautaro Martínez è stato al centro di continui rumors riguardo un presunto forte interesse da parte del Barcellona, in parte confermato da alcune dichiarazioni di Messi e Quique Setién. L'Inter ha dichiarato che il giocatore potrebbe partire solo in caso di pagamento della clausola rescissoria e nonostante la ripartenza dei campionati le voci vengono continuamente alimentate da nuove speculazioni. Non è ancora del tutto chiaro come si svolgerà la prossima finestra di mercato e nonostante la clausola sia valida solo per parte del mese di luglio, è possibile che per arrivare a una conclusione sia necessario attendere la fine dell'estate. Nel mentre l'hype per Lautaro è cresciuta vertiginosamente e l'attaccante di Bahía Blanca potrebbe già essere arrivato a un turning point fondamentale della sua carriera.


In questi mesi in cui il lockdown ha fermato il calcio giocato si è a discusso a lungo sulla ripresa di campionati nazionali e competizioni europee. Diverse leghe, tra cui la Serie A, sono già riprese o lo faranno nei prossimi giorni, mentre la conclusione delle competizioni europee è stata posticipata ad agosto per permettere di terminare i tornei nazionali.

Non altrettanto chiaro è quel che succederà con la prossima finestra di calciomercato. Ciononostante nelle lunghe settimane trascorse, i media hanno deciso di colmare il vuoto lasciato dal calcio giocato anticipando la consueta ondata di voci di mercato, in gran parte improbabili se non del tutto assurde, inondando giornali, siti e social. Per quanto riguarda il mercato italiano l'attenzione è stata catalizzata in particolare dai rumors riguardo la presunta trattativa per il passaggio di Lautaro Martínez al Barcellona.

Durante la quarantena Lautaro è sempre apparso tranquillo nelle foto postate sui social.

Sull’argomento si susseguono ogni giorno interviste, aggiornamenti, commenti. L'Inter, per bocca del ds Piero Ausilio, ha recentemente dichiarato di non essere intenzionata a cedere Lautaro e che il giocatore potrebbe lasciare i nerazzurri solo a fronte dell'attivazione della clausola rescissoria di 111 milioni valida entro metà luglio. Negli ultimi mesi si sono registrati complimenti a mezzo stampa da parte di Messi e Quique Setién, mentre Lautaro non si è esposto in alcun modo, apparendo piuttosto sereno sui social anche durante la quarantena. Al di là dell’evidente mancanza di fondamento dietro alla maggior parte di queste voci, è davvero curioso come l’hype attorno a Lautaro sia cresciuto repentinamente e come la considerazione di questo giocatore sia cambiata così tanto in poco tempo.

Rookie

Per provare a quantificare questo aumento di hype, si può considerare quello che è stato l'andamento della quotazione di mercato di Lautaro in questi mesi. Al suo arrivo in Italia nell’estate 2018 aveva una valutazione Transfermarkt di 25 milioni di euro, aumentata di appena cinque milioni al termine della stagione, mentre a dicembre 2019 il valore stimato dal portale tedesco era di 80 milioni (secondo giocatore più prezioso della Serie A dopo Dybala), ora sceso a 64 soprattutto per effetto della svalutazione di tutti i giocatori derivante dalla pandemia. Nel rapporto stilato a gennaio dall'osservatorio CIES era il giocatore più quotato in Italia, stimato a circa 115 milioni, addirittura più della sua clausola rescissoria.

E dire che la prima stagione in nerazzurro non era stata esaltante: Lautaro era arrivato all’Inter per una cifra non particolarmente elevata, senza attirare esagerate attenzioni a livello mediatico, come se una sorta di “effetto Gabigol” avesse ridotto aspettative ed interesse attorno a lui. Durante l’estate si era a lungo dibattuto sulla possibilità di impiegare Lautaro come trequartista, ma dopo i primi deludenti tentativi, tra cui l'esordio in campionato contro il Sassuolo, Lautaro aveva rapidamente assunto il ruolo di backup del centravanti titolare, Mauro Icardi.

Nella prima parte di stagione l’attaccante di Bahía Blanca aveva finito col trovare spazio principalmente come punta centrale negli incontri in cui il Spalletti faceva turnover, oppure come arma a partita in corso, in situazioni di risultato da recuperare in cui i due attaccanti argentini venivano schierati insieme.

Nelle occasioni in cui era stato schierato come centravanti Lautaro aveva lasciato intravedere le sue caratteristiche peculiari, ma il modesto numero di reti segnate nelle occasioni avute e più in generale le prestazioni messe in campo non avevano entusiasmato. Per quanto riguarda la coesistenza con Icardi,  spesso relegata a situazioni di risultato sfavorevole o comunque difficili, i tentativi si erano rivelati davvero deludenti. Nonostante l’ottimo rapporto fuori dal campo tra i due argentini, con Icardi che sembrava essere diventato una sorta di fratello maggiore per Lautaro, l’intesa tecnica e tattica continuava a mancare. In questo senso è difficile quantificare in che misura ciò sia dipeso da Lautaro e quanto dalle oggettive difficoltà date dal giocare assieme, nel senso più pieno del termine, a Icardi. Nel corso degli anni praticamente tutti gli attaccanti che si sono trovati a giocare accanto alla punta di Rosario hanno fallito o comunque faticato: Osvaldo, Palacio, Jovetic, Gabigol, Eder, Keita, per citarne alcuni.

A seguito delle note vicende che avevano portato all’esclusione di Icardi per una serie di partite, Lautaro ne aveva preso il posto, quando non bloccato da problemi fisici, ma di nuovo con risultati modesti (appena due gol su azione in campionato). Anche dopo il reintegro di Icardi, Spalletti aveva continuato a non utilizzarli quasi mai insieme, optando per alternarli azzerando sostanzialmente le gerarchie tra i due. La prima stagione di Lautaro si era quindi chiusa, al netto delle difficoltà di squadra, con risultati complessivamente discreti: 6 gol in 27 presenze in Serie A, 0.4 gol e 0.54 expected goals per 90 minuti.

Lautaro era stato poi convocato per la Copa America estiva, dove aveva ben figurato, segnando due gol e più in generale dando segnali incoraggianti in vista della nuova stagione. Sulla panchina dell'Inter nel frattempo si era accomodato Antonio Conte, che tra le sue prime dichiarazioni si era detto ansioso di lavorare col giovane attaccante, dopo averlo studiato a lungo. A prescindere da ciò, nella parte finale della sessione di calciomercato l'Inter aveva preso in prestito Alexis Sánchez, prospettando una possibile concorrenza tra i due sudamericani per occupare il posto accanto a Lukaku, col rischio di scivolare nuovamente nel ruolo di riserva di lusso per Lautaro.

Plot Twist

La stagione ha preso però una piega diversa: Sánchez si è subito infortunato in nazionale e Lautaro è diventato stabilmente titolare. Dopo le prime settimane di rodaggio la coppia con Lukaku ha iniziato a funzionare e ha letteralmente trascinato la squadra di Conte per gran parte della stagione. Il maggior impiego e il totale cambio di contesto tattico hanno permesso a Lautaro di esprimersi meglio e di mettere maggiormente in mostra le sue caratteristiche. Nella sua prima stagione Spalletti non è mai riuscito a dargli la giusta collocazione: dopo l'iniziale equivoco tattico del trequartista, è stato impiegato da prima punta in un sistema di gioco che tentava di massimizzare le qualità di Icardi, molto diverse dalle sue. Lautaro si è invece dimostrato un giocatore davvero peculiare e tutt'altro che monodimensionale.

3 minuti e 40 secondi pieni di giocate di tutti i tipi.

Dal punto di vista fisico è estremamente dinamico e discretamente veloce. La grande forza nelle gambe, unita al baricentro basso e alla buona capacità nell'uso del corpo, lo fanno apparire più forte fisicamente di quanto non sia, soprattutto quando copre la palla o nei contrasti spalla contro spalla. Anche l'elevazione è buona, e gli permette di farsi valere nel gioco aereo nonostante la statura modesta.

È dotato tecnicamente ma non ha la pulizia, l’eleganza e la sensibilità dei migliori interpreti del ruolo. Per quanto riguarda il dribbling la tecnica è piuttosto semplice, quasi grezza, basata più su strappo e tempismo rispetto all'abilità nel controllo del pallone. In questa stagione ha avuto la possibilità di dimostrare capacità associative molto interessanti, soprattutto per quanto riguarda la gestione dello spazio e dei movimenti assieme a Lukaku, ma il contributo in termini di assist è stato scarso. Infine ciò che maggiormente caratterizza lo stile di gioco di Lautaro sono l'intensità, aggressività, la capacità di pressing e contrasto, unite a un pizzico di scaltrezza, che non possono che ricordare altri due attaccanti argentini dalla struttura fisica simile, Tevez e Aguero. Lautaro non sembra però possedere la classe e la rapidità del primo e lo straordinario senso del gol del secondo.

Il riassunto più efficace delle caratteristiche di Lautaro forse è nelle parole di Leo Messi, che ne ha più volte tessuto le lodi, sottolineandone la grande completezza e versatilità, oltre che i margini di miglioramento.

Lautaro è un giocatore sorprendentemente completo: forse non eccelle ancora in nessun aspetto in particolare, ma non ha ancora compiuto 23 anni, e sembra avere ancora buoni margini di miglioramento. Se sotto l'aspetto fisico e tecnico Lautaro è oramai formato, è lecito aspettarsi un'ulteriore crescita sotto altri punti di vista. Con una maggiore maturità ed esperienza potrebbe diventare un finalizzatore migliore, crescendo anche dal punto di vista dei movimenti all'interno dell'area di rigore. Un altro aspetto con margini di miglioramento potenzialmente ampi è quello tattico: Lautaro non è più un giovanissimo, ma è in Europa da relativamente poco tempo. Finora ha avuto la possibilità di lavorare per una stagione con Spalletti e mezza con Conte, e sarebbe davvero interessante vederne lo sviluppo all’interno di contesti tattici diversi e dopo aver lavorato con altri allenatori.

Upgrade

Come detto in questa stagione Lautaro è salito di rendimento, sia per meriti propri che per beneficio del nuovo contesto tattico in cui si è trovato ad agire. Questo miglioramento è visibile anche grazie alle statistiche avanzate.

Nei due grafici a dispersione seguenti vengono presentati i migliori attaccanti di Serie A, Liga, Bundesliga, Premier e Ligue 1 secondo alcuni parametri. In particolare nel primo grafico i giocatori vengono rappresentati in funzione di gol per 90 minuti ed expected goals per 90 minuti. Nel secondo grafico invece vengono rappresentati i non-penalty goals per 90 minuti e non-penalty expected goals per 90 minuti. Sono stati esclusi i giocatori che non abbiano accumulato almeno 1000 minuti nei top 5 campionati europei, ad esempio Haaland.

La crescita di Lautaro in questa stagione è evidente e confermata dai numeri: in campionato 11 gol in 22 presenze, 0.58 gol per 90 minuti, in linea con gli 0.62 xG per 90 minuti accumulati. Come mostrato nel grafico, Lautaro si trova al centro di un cluster di giocatori con statistiche simili, nettamente separato dai migliori attaccanti di questa stagione secondo i parametri considerati. Nella valutazione dei dati può essere utile considerare che Lautaro gioca a tutti gli effetti in un attacco a due, mentre la maggior parte dei giocatori migliori secondo questi parametri svolgono la funzione di riferimento offensivo principale all'interno delle proprie squadre.

Per comprendere perchè il Barcellona potrebbe essere fortemente interessato a Lautaro può essere utile provare a ipotizzare la possibile strategia di mercato della squadra catalana. È plausibile che il Barca abbia intenzione, se non di sostituire stabilmente, almeno di avviare un'importante transizione per quanto riguarda Suárez, processo ulteriormente accelerato dai problemi fisici di quest'anno. Per esigenze prettamente numeriche il Barcellona nelle ultime sessioni di mercato ha dovuto ricorrere ad alternative non sempre di altro profilo, vedi Boateng e Braithwaite. Posto quindi che i catalani siano alla ricerca di un attaccante che possa essere il titolare principale per gli anni a venire, possiamo ipotizzare secondo quali criteri possa avvenire la selezione. Data la situazione, è probabile che le prime scelte non siano gli attuali top player del ruolo, difficili da strappare alle squadre di appartenenza e con relativamente pochi anni di carriera ai massimi livelli davanti. Si può quindi ipotizzare una preferenza per un attaccante giovane, ma non giovanissimo.

Nel mercato attuale anche i giocatori under 20 sono ormai particolarmente inflazionati, ma investire su di loro può essere molto rischioso: se il giocatore fallisce o il processo di crescita si rivela troppo lento, la potenziale minusvalenza e il conseguente danno economico sono enormi. Operazioni di questo tipo possono sicuramente avere benefici sul lungo periodo, acquistando giocatori futuribili per cifre alte ma inferiori a quelle potenzialmente richieste in seguito, ma si tratta di un modo di operare piuttosto rischioso. Negli ultimi anni questa strategia è stata seguita ad esempio dal Real Madrid, che parallelamente all'acquisto di giocatori più pronti, sta investendo cifre molto importanti per giovanissimi, come le operazioni degli ultimi anni di Vinicius, Rodrygo e Reinier.

Data la necessità di inserire un giocatore già piuttosto pronto, è più probabile che il Barcellona sia alla ricerca di un profilo più maturo, che a fronte di un esborso maggiore possa però rivelarsi un investimento meno rischioso. Ecco quindi che un giocatore prossimo ai 23 anni come Lautaro potrebbe essere la soluzione ideale, permettendo di acquisire un giocatore più pronto e prossimo alla completa maturazione, ma al contempo con ancora margini di miglioramento e la possibilità di ammortizzare negli anni un forte investimento iniziale riducendo in parte il rischio di gravose minusvalenze. Definiti questi requisiti, in particolare per quanto riguarda la fascia di età, si può valutare cosa offre il mercato internazionale riconsiderando i dati visti in precedenza, limitando l'analisi ai giocatori anagraficamente compatibili.

In particolare nella tabella e nei grafici sono presenti i migliori attaccanti under 23 (eccezione per Werner che ha già compiuto 24 anni), ottenuti a partire dai dati precedenti scartando i giocatori di età superiore. I due grafici mostrano come effettivamente Lautaro sia tra i migliori giovani attaccanti secondo i parametri in esame.

 

 

 

Osservando questi numeri, per quanto relativi a un numero limitato di indicatori, gli unici giocatori con statistiche significativamente superiori a Lautaro sono Mbappé, Werner e Gabriel Jesus.

Un ulteriore criterio di preferenza rilevante per una squadra come il Barcellona è quello dell'esperienza internazionale. In Champions League, giocando solo il girone, Lautaro ha segnato cinque reti, meno soltanto di Lewandowski, Kane, Gnabry, Mertens e del bug statistico Haaland, e al pari del coetaneo Gabriel Jesus ed altri attaccanti molto quotati come Sterling, Icardi, Depay e Mbappé. In generale Lautaro ha ben figurato nella massima competizione europea, alla sua prima vera occasione da titolare, anche contro avversari di altissimo livello come Barcellona e Borussia Dortmund. Questo potrebbe essere un aspetto molto rilevante per il Barcellona, che può rendere il profilo di Lautaro più appetibile di quello di altri attaccanti emergenti con statistiche interessanti che però non abbiano ancora maturato questo tipo di esperienza.

In definitiva, Lautaro sembra ancora lontano, nei numeri, dai migliori attaccanti in Europa, ma il rendimento positivo tenuto finora in stagione lo posiziona tra i migliori under 23 nel panorama internazionale. Se la strategia di mercato del Barcellona è quindi quella di puntare su un giocatore sperabilmente già pronto ma ancora giovane e con margini di miglioramento allora Lautaro è una delle prime scelte. La varietà delle sue caratteristiche e la conseguente versatilità costituiscono un ulteriore punto a suo favore rispetto a giocatori più lineari e in grado di svolgere un set più limitato di funzioni. Il Barcellona potrebbe trovarsi nei prossimi mesi a dover affrontare un periodo di transizione a livello tattico, con nuovi princìpi apportati da Setien (o Xavi) e un parziale rinnovamento della rosa, in cui un giocatore ancora malleabile come Lautaro potrebbe rivelarsi prezioso.

Va però considerato lo stile di gioco di Lautaro, aggressivo e a tratti frenetico, che si è ben integrato all'interno del sistema di Conte in cui la manovra nella metà campo avversaria è molto diretta e verticale. Anche le fasi di pressing intenso, alternate a quelle di difesa bassa e posizionale, esaltano l'aggressività e l'intensità di Lautaro. Non è quindi scontata l'adattabilità a un sistema che applica evoluti meccanismi di attacco posizionale, con una manovra molto più ragionata ed orizzontale. Anche per quanto riguarda pressing e riaggressione, i princìpi potrebbero essere implementati in maniera molto diversa da quella di Conte. Lautaro potrebbe essere un giocatore sufficientemente completo a livello fisico e tecnico per adattarsi ad un sistema diverso, ma senza il necessario sviluppo tattico rischierebbe di risultare una scheggia impazzita all'interno di un contesto come quello del Barca.

Infine, al di là di voci e congetture, non è assurdo pensare che l'esperienza pregressa assieme a Messi e i buoni rapporti con la Pulce possano effettivamente rappresentare un ulteriore plus per la candidatura di Lautaro, rendendola a conti fatti una delle più interessanti sul tavolo dei catalani.

Prospettive

Con i campionati in ripartenza sia in Italia che in Spagna le notizie in arrivo dai campi potrebbero attenuare i rumors di calciomercato ma al netto di eventuali prese di posizione da parte di Lautaro, improbabili da qui a fine stagione, inevitabilmente le conferenze stampa si riempiranno di domande sul futuro dell'attaccante argentino. Sia Conte che lo stesso Lautaro dovranno dimostrarsi capaci di gestire e sopportare la crescente pressione mediatica a cui sarà sottoposto l'attaccante. Inoltre qualora il rendimento di Lautaro non dovesse tornare al livello pre-COVID le speculazioni sulla sua volontà di rimanere all'Inter e sulle distrazioni derivanti dal mercato non farebbero che aumentare. Di questo si è già avuta una prima dimostrazione dopo la semifinale di Coppa Italia e anche sui social sembra prendere forza un certo sentimento di sfiducia nei confronti di Lautaro e del suo finale di stagione.

I prossimi due mesi saranno molto intensi e particolari, ricchi di incognite, e per giocarsi al meglio le proprie possibilità l'Inter avrà bisogno del miglior Lautaro possibile.


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato a Forlì nel 1994. Laureato in Ingegneria Informatica e ora ricercatore presso l'Università di Bologna. Amante del calcio, malato di Inter e fantacalcio, tenta ostinatamente di razionalizzare il gioco attraverso numeri e statistiche, ma rimane piacevolmente incantato dalla sua irrazionale imprevedibilità.

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