Interventi a gamba tesa

I nuovi tifosi? Saranno gli orsacchiotti


Il baseball coreano è potuto ripartire subito e ha ripensato completamente al tifo. Ora in tribuna si trovano striscioni del pubblico, tifosi collegati via Zoom ma soprattutto orsacchiotti e peluches.


Prima ancora che la Bundesliga tornasse in campo, lo sport in Corea del Sud era già ripartito. La Korea Baseball Organisation (KBO), il massimo campionato locale, ha infatti iniziato il campionato il 5 maggio, posticipando di un solo mese la data della partita inaugurale.

Insieme al calcio e al pattinaggio di velocità (Short track), il baseball è uno degli sport maggiormente seguiti in Sud Corea. Oltre a buoni piazzamenti nel campionato mondiale di baseball, la Corea vanta anche diversi giocatori nel campionato nordamericao di baseball, la MLB.

In modo simile a quanto successo in Germania, si è potuto tornare a giocare poichè il governo, con la necessaria collaborazione dei cittadini, è riuscito a gestire in modo rapido ed efficace la diffusione del Coronavirus. Il modello Corea del Sud è infatti portato spesso come esempio per una corretta gestione dell’emergenza sanitaria.

Il modello Corea del Sud

Lo scoppio della MERS nel 2015 aveva segnalato i limiti del sistema sanitario nazionale nel contenere un’epidemia e ha spinto il governo a rivedere le modalità d’intervento. E’ stato così immediatamente ridefinito il protocollo statale per fornire al paese le norme e le linee guida per fronteggiare una prossima epidemia. Un ulteriore elemento che ha permesso alla Corea di attivarsi rapidamente, anche se potrebbe apparire strano, è la vicinanza con la Cina.

Il fatto di essere a meno di due ore di volo da Pechino ha facilitato alla Corea di Sud di capire immediatamente ciò che stava avvenendo in Cina. Mentre in Occidente abbiamo pensato che si trattasse di una cosa distante e che difficilmente sarebbe arrivata in Europa, la Corea ha potuto valutare in prima persona l’evolversi della situazione. E non si è fatta trovare impreparata.

Le nuove norme previste dal governo hanno permesso il “Contact tracing”: grazie ai dati raccolti tramite telecamere a circuito chiuso, cellule telefoniche e carte di credito viene ricostruito il percorso di un individuo risultato positivo al test. Coloro che sono passati in quelle zone e in concomitanza della persona contagiata ricevono un avviso sullo smartphone. E questo permette loro di recarsi in ospedale per il test. L’efficienza con cui questa app ha funzionato è anche dovuta ad una norma sulla privacy piuttosto permissiva.

Il nuovo tifo

Di fronte agli spalti vuoti e all’assenza di pubblico la lega coreana ha deciso di modificare completamente il proprio modo di intrattenere i tifosi. Oltre a inserire cartonati di supporters con la mascherina sulle tribune, per la prima partita di campionato è stato modificata la cerimonia del opening pitch. In modo simile alla cerimonia calcistica dello scambio dei gagliardetti, nel baseball la partita è inaugurata da un primo lancio simbolico della pallina, spesso eseguito da una celebrità o ex giocatore.

Ma per rispettare il distanziamento sociale i dirigenti hanno rivisto il rito. Il lancio è stato fatto usando quelle bolle dentro cui i ragazzi entrano per scontrarsi o correre sull’acqua. All’interno di questa bolla, disegnata per l’occasione come una pallina da baseball, c’era un ragazzo che ha corso sul campo ripercorrendo lo stesso percorso di un lancio fatto dal lanciatore.

Il ragazzo nella bolla indica il distanziamento sociale che ci accompagna in questo periodo

Sempre durante questa sfida alcuni fan hanno avuto accesso da remoto alla partita. Sul maxischermo dello stadio durante le pause del gioco venivano mostrati i volti dei tifosi che si erano collegati su un sito di livecalling simile a Zoom. Vi immaginate il vostro volto sul maxischermo di San Siro o dell’Olimpico?

I tifosi collagati al maxi schermo comodamente da camera loro

Nonostante il divieto di accesso per i tifosi i dirigenti della KBO hanno trovato un modo unico per riempire comunque gli spalti. Sugli spalti si sono tranquillamente accomodati orsacchiotti e peluches. In diverse partite le zone delle tribune più spesso inquadrate dalla televisione sono state riempite da Spongebob, Winnie the Pooh, Pimpi, Stitch, Pikachu, Topolino e altri personaggi dei cartoni che, sinceramente, non riconosco.

Gli stessi tifosi, o meglio i figli dei tifosi, hanno potuto mandare questi peluches. La dirigenza dei Hanwha Eagles ha invitato i propri tifosi a inviare gli orsacchiotti per la partita casalinga contro i Kiwoom Heroes. Inoltre, la squadra dopo la partita (e una presumibile igienizzazione) donerà i peluches un’associazione benefica che si occupa di aiutare ragazzi in età infantile.

Gli orsacchiotti seguono il match direttamente dalle tribune

Le innovazioni portate dal campionato di baseball coreano non sono però una novità assoluta. Infatti, la stagione 2019 era iniziata con una scena più adatta a Game of Thrones piuttosto che ad un ballpark. Nello stadio SK Happy Dream Park di Incheon il volo di un drago-ologramma ha preceduto l’inizo della partita. Questa esperienza di realtà aumentata è stata possibile dalla potente connessione 5G presente allo stadio.

La KBO sembra indicare un nuovo futuro di intrattenimento sportivo, e chissà se in occidente si vedranno iniziative simili alla ripresa dei vari campionati.

Nel frattempo, non so se l’arbitro abbia apprezzato l’orsacchiotto di Snorlax, uno dei pokemon più dormiglioni, in un sedile proprio dietro di lui.

Snorlax supervisiona il lavoro dell’arbitro


 

Milanese, classe ’95. Laureato in economia, sarà per sempre riconoscente a De Coubertin per aver risuscitato le Olimpiadi. Adora gli sport: quelli in cui il denaro regna sovrano, quelli in cui "tanto sono tutti dopati", quelli americani, quelli invernali e quelli minori. Gli ultimi sono quelli per i quali ha un interesse maggiore.