Interventi a gamba tesa

L’hockey si affida a Florence Schelling


In questi giorni di pandemia e di quarantena le principali testate giornalistiche sportive faticano a trovare materiale da offrire al proprio pubblico. Per cercare di venire incontro a questa astinenza da tifo vengono proposte interviste casalinghe ad atleti, suggestioni di calciomercato e partite d’epoca della nazionale azzurra.


Nonostante la ridotta quantità di informazioni, una news di carattere sportivo è passata inosservata: il Berna, storica squadra dell’hockey ghiaccio svizzero, ha infatti scelto il suo nuovo general manager. La posizione, che in italiano traduciamo con direttore sportivo, è stata affidata a Florence Schelling.

Oltre alla giovane età della persona, solo 31 anni, l’aspetto che colpisce maggiormente è che per la prima volta in assoluto una società sportiva professionistica di hockey sul ghiaccio ha deciso di affidare una posizione così rilevante ad una donna.

Schelling, che ha giocato 10 mondiali e 4 Olimpiadi (bronzo a Sochi 2014) con la nazionale femminile elvetica ed è stata la prima donna a disputare una partita della Lega svizzera Nazionale B maschile, entrerà in carica dopo Pasqua e a lei è stato affidato il compito di rivitalizzare la squadra. I bernesi, infatti, dopo tre scudetti negli ultimi quattro anni hanno chiuso la stagione corrente al quart’ultimo posto.

Il Berna, che aveva sondato diversi profili, ha però deciso di incaricare Florence non solo per la sua esperienza da giocatrice. Il suo curriculum presenta importanti abilità linguistiche, avendo giocato per diversi anni negli Stati Uniti e in Canada, un master in business administration alla Linköping University, ottenuto mentre giocava in Svezia, e una certa dimestichezza a relazionarsi con i giocatori, maturata durante la stagione da allenatrice della nazionale elvetica femminile under-18.

La società della capitale svizzera ha compiuto un importante passo con questa decisione, mostrando come il sesso sia solamente un aspetto secondario quando si tratta di affidare un incarico. Benchè vi siano già alcune significative posizioni amministrative affidate a signore, come il nel caso di Kim Ng (MLB) e Michelle Roberts (NBA), Florence Schelling è probabilmente ad oggi la donna con il massimo potere sportivo in una squadra.

Il suo ruolo è infatti quello di individuare l’allenatore adatto per la panchina del Berna, condurre il mercato per la creazione di una rosa competitiva, risolvere i contenziosi e le trattative tra team e giocatori.

La presenza di personale femminile è sempre più frequente all’interno del mondo sportivo. In America, nonostante non vi sia alcuna GM donna in nessuna delle quattro leghe professionistiche, diverse donne ricoprono incarichi importanti. In NBA vi sono tre ragazze nella posizione di assistant coach e, tra queste, Becky Hammon degli Spurs è sembrata più volte sul punto di diventare allenatore capo. In NFL, dove i Buffalo Bills hanno come co-proprietaria Kim Pegula, quest’anno per la prima volta al Superbowl ha allenato una donna, Katie Sowers, che oltre ad essere offensive assistant coach per i San Francisco 49ers è dichiaratamente omosessuale.

Il meglio di Becky Hammon, da giocatrice.

Anche il calcio europeo presenta alcune personalità femminili all’interno del suo mondo. La prima donna in assoluto ad allenare una squadra maschile è stata Carolina Morace, che però nel 1999 dopo solo 2 partite in Serie C con la Viterbese giunse allo scontro con il presidente Gaucci. Sempre in Italia, invece, è stata designata la prima donna ad allenare una nazionale di calcio maschile. E chi meglio di Patrizia Panico – recordman di presenza (204) e reti (110) con la nazionale femminile- poteva guidare gli azzurrini under-16 contro la Germania?

La prima donna ad allenare una squadra maschile con continuità è stata, invece, la francese Corinne Diacre, che per tre stagioni consecutive ha guidato il Clermont Foot, squadra di Ligue 2. Risultato particolare se si pensa che in realtà lei era subentrata ad una allenatrice ben più quotata, come Helena Costa. La portoghese, che in patria è soprannominata “Mourinho in gonnella”, dopo solo un giorno aveva dato le dimissioni poiché si era sentita esautorata e percepiva che il suo reclutamento fosse solo una trovata mediatica.

Oltre al gran numero di ascolti fatto registrare dal Mondiale 2019 di calcio femminile e il successivo boom di iscrizioni, sempre più donne riescono a raggiungere incarichi importanti in un mondo prettamente maschile, come quello sportivo. Florence Schelling, ricopre ora il ruolo di general manager e, aspettando che altre sue colleghe ne seguano le orme, non si può non sorridere considerando che a darle questa chance sia stato proprio l’hockey: uno sport vigoroso e fiero, in cui è lecito prendere a pugni il proprio avversario ed è tradizione farsi crescere la barba durante i playoff.

Alberto Chiumento


 

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