Interventi a gamba tesa

Il primo Draft in smart working, nella storia dello sport


La pandemia ha cambiato radicalmente le nostre abitudini e prima ci adatteremo, prima ci evolveremo. Di conseguenza, il 2020 rappresenterà l’anno della ripartenza, dove molte cose nel mondo dello sport dovranno cambiare. A tal proposito, il Draft della NFL 2020 sarà uno dei primissimi eventi sportivi a doverlo fare, dovendosi adattare alle nuove norme anti-contagio e dovendosi svolgere in forma di conferenza virtuale.


Come ogni anno ad aprile, tra il 23 ed il 26, si tiene il Draft della National Football League, l’evento dove le squadre della NFL scelgono oltre 250 giocatori dai college di tutto il paese, offrendo ricchi contratti da professionisti. Questo evento, per la prima volta nella storia, non si terrà con la compresenza dei diretti interessati in una stessa sala a causa dell’emergenza Covid-19, ma avverrà in via telematica, con i general manager che effettueranno le chiamate dalle loro abitazioni private.

Per chi non fosse pratico ecco il draft in pillole.

Il draft è diviso in 7 round da 32 scelte, spalmati su 3 giorni diversi, dove le squadre che hanno ottenuto i risultati peggiori nella stagione appena conclusa scelgono prima di quelle che hanno avuto una miglior stagione. Solitamente, la peggior squadra sceglie all’inizio di ogni round aggiudicandosi i giocatori migliori e la squadra vincitrice del titolo sceglie per ultima in ogni round. Il tempo per effettuare la scelta ad ogni round varia dai 10 minuti del 1 round ai 4 minuti del 7°, se finisce il tempo a disposizione la squadra immediatamente successiva può scegliere prima, potenzialmente soffiando via il giocatore che avrebbero voluto prendere. Sono ammessi gli scambi di scelte tra le squadre.

Kevin Costner in Draft Day interpreta il general manager dei Cleveland Browns. Non un grandissimo film ma abbastanza godibile per imparare qualcosa se non si è esperti.

Solitamente i GM organizzano delle vere e proprie “war room”: delle stanze multimediali dalle quali gestiscono il complesso e concitato processo. Seppur ad avere l’ultima parola sulla chiamata sia il general manager, questi si deve coordinare e confrontare con l’immane staff che sta dietro la propria organizzazione, ovvero head coach che a sua volta deve tener conto delle opinioni degli offensive e defensive coordinator e dei consigli dei propri scout.

Il Draft dura 72 ore ma viene preparato con almeno un anno d’anticipo grazie a tutti gli scout report, ovvero i resoconti dei propri osservatori sui singoli giocatori. Questo porta alla creazione di veri e propri dossier su ogni singolo obiettivo, una montagna di informazioni da gestire costituita da video, immagini e papers suddivisi per ruoli, college e singoli giocatori.

Una tipica war room durante il draft. Nell’immagine la “stanza dei bottoni” degli Atlanta Falcons durante il Draft del 2008 (fonte Sports Illustrated/Bob Rosato)

Per la prima volta nella storia del draft-day, quindi,i manager delle squadre non potranno contare sul supporto fisico del proprio staff ma dovranno coordinarsi con una serie di multi-conferenze tra la Lega e i loro rispettivi front-office tenendo traccia dei propri obiettivi, dei giocatori che vengono man mano scelti e delle possibilità di scambio.

In un processo cruciale per la costruzione di squadre vincenti, questo anno più che mai l’informazione sarà la chiave di volta del draft, sarà prerogativa indispensabile dei singoli general manager organizzare la propria catena di comando e gestire al meglio il costante e imponente flusso di informazioni che arriverà loro nell’arco dei tre giorni.

Ad ogni squadra è stata data la possibilità di organizzarsi come meglio credesse entro i criteri prestabiliti, così negli scorsi giorni sono fioccate immagini anche abbastanza contrastanti tra loro.

Vedi il contrasto tra il setup a sei schermi di Ryan Pace dei 49ers contro la carta stampata di Dave Gettleman dei Giants.

Nonostante le rassicurazioni della NFL (le singole squadre temono intoppi o attacchi informatici), questa sarà una prima volta assoluta per il mondo del football, e potrebbe fare da apripista a numerosissime altre discipline (vedi per esempio il Draft NBA).

Aspettiamo con ansia di vedere i risultati.


 

Studio storia. Vivo tra Milano e Pavia, mi interesso di libri, persone, cose, auto e fogli di giornale.