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, 18 Aprile 2020

Guida galattica per sportivi in astinenza


Tempi duri per gli sportivi: la pandemia da Covid-19 ha messo un enorme stop a tutte le attività sportive, rimandate a data da destinarsi (quando non direttamente sospese).

Se film, serie TV, libri e antologie di imprese sportive del passato sono stati un bel modo per passare il tempo, ma ormai troppo poco per la vostra fame di sport in diretta, non disperate: ci sono angoli di mondo dove lo sport resiste. Basta solo saper cercare: per orientarvi in questo mondo sconosciuto ecco la "Guida galattica per sportivi in astinenza".

Il vostro mondo fatto di Serie A, Serie B, Champions ed Europa League è andato a rotoli? L'inizio del grande circus dei motori vi è stato soffiato via? La vostra intensa stagione primavera-estate ripiena di grandi classiche del ciclismo, nottate per i play-off NBA, Europei, Wimbledon e Olimpiadi si è letteralmente sgretolata davanti ai vostri occhi?

Per quanto l'emergenza abbia spazzato via le nostre abitudini di fruitori dello spettacolo offerto dal mondo dello sport, esistono mondi alternativi in cui esso sopravvive. È attraverso questi mondi che la "Guida galattica per sportivi in astinenza" vi condurrà, facendovi perché no emozionare e sognare, se sarete pronti a guardare le cose sotto un'altra prospettiva.

E-sports

Di fronte a un ostacolo, una buona strategia per superarlo è quello di aggirarlo in qualche maniera, in modo tale da renderlo inoffensivo: se il problema nello sport "classico" è il contatto fisico fra praticanti e/o fra gli spettatori sugli spalti, che mal si sposa alle norme di distanziamento sociale che ci vengono continuamente raccomandate per provate a fermare il contagio, basta traslare lo sport in una realtà parallela dove l'unico contatto fisico lo si ha con le federe del proprio divano e il gioco è fatto.

Il mondo degli e-sports calza a pennello con le nostre nuove esigenze: il mondo sicuro della realtà virtuale - al centro di una costante ascesa che ha spinto persino alcuni club della nostra Serie A ad investire nel settore - si è ritrovato al centro delle attenzioni degli sportivi di tutto il mondo, che in esso vedono forse l'unica valvola di sfogo possibile per poter vivere ancora un evento sportivo. Così l'NBA, una lega da sempre all'avanguardia con un occhio di riguardo verso qualunque realtà che possa in qualche modo accrescerne l'appeal, ha indetto in collaborazione con la NBPA l'NBA2K Players Tournament.

Il torneo ha messo di fronte nei campi virtuali dell'NBA 2K, la serie di videogames ufficialmente licenziata dalla massima lega di basket mondiale, 16 atleti militanti nella NBA (fra cui nomi noti come Kevin Durant, Trae Young e DeMarcus Cousins) impegnati in una serie di gare secche a eliminazione diretta che mettevano in palio, oltre al primo storico titolo di campione, un assegno da 100mila dollari da devolvere in beneficenza.

Onore andato a Devin Booker, che ha battuto Ayton nella finale-derby fra compagni di squadra ai Suns

Un altro sport che ha saputo approdare con successo nel mondo virtuale, per ovvie ragioni di abitudine alle simulazioni computerizzate da parte dei suoi protagonisti, è quello dei motori: l'iniziativa di certo più interessante è quella della Formula 1, che di fatto ha spostato fino a nuovo ordine il suo campionato dai circuiti sparsi in giro per il mondo a quelli virtuali di F1 2019, videogioco distribuito da Codemasters (che nel frattempo, sfruttando con tempismo svizzero le luci della ribalta sotto le quali si trova, ha annunciato pochi giorni fa l'uscita della versione 2020).

Limitare solo a questo il Formula 1 World Series sarebbe però riduttivo: la FIA ha davvero fatto le cose in grande, coinvolgendo non solo alcuni dei suoi piloti più rappresentativi (il ferrarista Charles Leclerc, ma anche Carlos Sainz, Max Verstappen e Lando Norris, quest'ultimo divenuto coi suoi divertenti siparietti l'incontrastata star della competizione), ma anche personalità estranee al circus come calciatori, youtuber, gamers. Il nome più celebre in questo senso è di certo Thibault Courtois, portiere belga del Real Madrid, che prenderà parte al prossimo GP al volante della Red Bull. In questo modo la Formula 1 è riuscita non solo a offrire spettacolo e intrattenimento ai propri appassionati, ma è riuscita se è possibile a fidelizzarne di nuovi.

Come per ogni novità, anche gli inizi della Formula 1 World Series sono stati piuttosto ostici: gli highlights del primissimo gran premio in assoluto hanno mostrato una certa goffaggine da parte dei partecipanti, ma già dal secondo GP lo spettacolo è migliorato. O peggiorato, se invece dopo averle viste siete diventati fan di queste involontarie scazzottate un po' trash fra auto virtuali.

Dopo i primi due appuntamenti in Bahrain e in Australia, la carovana virtuale farà tappa domenica in Cina per il terzo appuntamento del Formula 1 World Series: la diretta, disponibile oltre che su Sky Sport sui canali Youtube, Twich, Weibo e Facebook, partirà dalle 19:00 comprendendo qualifiche e 28 giri di gara, per un totale di un'ora e mezzo di intrattenimento.

Calcio

Ricordate la canzone al termine del 17mo episodio della 13ma stagione dei Simpson, in cui gli autori ci tranquillizzavano sul fatto che "They'll never stop the Simpsons"? Quella che sembrava una semplice presa in giro di una serie TV sulla cresta dell'onda nei confronti delle altre che, pur di proseguire, si trascinavano stancamente in avanti con idee di quart'ordine, si è pian piano trasformata in una minaccia e infine in realtà.

Se traslassimo l'esempio dei Simpson - un prodotto che faticosamente va avanti nonostante tutte le persone sane di mente chiedano di chiuderla qui finché si è in tempo - al mondo dello sport, allora i Simpson avrebbero previsto il campionato bielorusso.

Il derby di Minsk, disputato in una cornice spettrale figlia della brutale architettura di epoca sovietica, immersa nel gelido inverno bielorusso.

In un'Europa, patria del calcio, in cui tutto è forzatamente fermo per cause di forze maggiori e al massimo si discute su modi e tempi di ripresa una volta che questa sarà possibile, la Bielorussia rappresenta la resistenza. Infatti, nonostante i continui appelli della OMS affinché si sospenda il campionato, in questo paese incastonato nel profondo est del continente il pallone continua a rotolare fra i campi di calcio, gli impianti sportivi sono regolarmente aperti ai tifosi, il campionato che vede Bate Borisov e Dinamo Minsk come storiche grandi della competizione alla rincorsa del titolo, detenuto dalla piccola Dinamo Brest del presidente onorario Maradona, prosegue come se nulla fosse.

La parola d'ordine, per l'attuale presidente (per la verità l'unico "democraticamente" eletto dal 1994 ad oggi) Lukashenko è normalità: il premier bielorusso ha infatti definito l'emergenza sanitaria mondiale "una psicosi più pericolosa del virus stesso" indicando come medicina efficace contro SARS-CoV-2 "sauna, vodka e tanto lavoro".

I risultati non stanno dando i frutti sperati: nonostante le raccomandazioni la gente ha paura, e difatti l'affluenza dei tifosi sugli spalti si è ridotta del 50%, anche per via dello sciopero indetto a inizio aprile dagli ultras di Soligorsk e Neman Hrodna cui hanno pian piano aderito anche le altre tifoserie del Paese.

Inoltre, a leggere i commenti degli spettatori delle dirette su Youtube del campionato bielorusso, lo spettacolo non è di quelli che si direbbero entusiasmanti (p.s. la gara finirà 2-0 per la Dinamo grazie ai gol di Goropevsek e Shikavka).

Il livello è ovviamente meno che amatoriale, e anche i calciatori più che atleti sembrano marionette scoordinate cui si intrecciano i fili nella corsa (fa male, in questo senso, il fatto che Aleksandr Hleb, miglior calciatore della storia bielorussa e unico al quale si poteva chiedere qualche barlume di classe, abbia appeso gli scarpini al chiodo proprio lo scorso anno); tuttavia non avendo alcun competitor la federazione bielorussa è riuscita a vendere i diritti televisivi a Match TV, emittente della vicina Russia, e lo stesso presidente della Dinamo Minsk auspica un aumento del numero di appassionati nel resto d'Europa.

Chiudiamo con un'ultima immagine che arriva dall'America Latina: anche lì, nonostante la pandemia in corso, si gioca ancora regolarmente a calcio, precisamente in Nicaragua. Se si può associare l'avverbio "regolarmente" a dei calciatori che scendono in campo con le mascherine.

La squadra in questione è il Cacique Diriangén, che compete per il titolo di campione del Nicaragua con (fra le altre) Ferretti e Real Madriz. Se siete dei nostalgici dei primi Winning Eleven privi di licenza, è il campionato che fa per voi. Occhio però alla sveglia: si scende in campo alle 23:00 italiane.


  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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