Interventi a gamba tesa

14 film sportivi da non perdere

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La quarantena obbligatoria cui tutti noi siamo sottoposti continua e i modi per passare il tempo iniziano a scarseggiare? Ci pensiamo noi! Dopo avervi suggerito tante buone letture, oggi proponiamo 14 pellicole (sempre a tema sportivo) che potranno farvi compagnia nelle vostre case.


Che raccontino le vite degli sportivi più riconoscibili, gli episodi legati agli eventi più importanti della storia dello sport o semplicemente storie di fantasia in cui i valori universali dello sport la fanno da padrone, le pellicole a tema sportivo hanno sempre avuto un forte seguito da parte del pubblico, grazie alla capacità innata dello sport di arrivare ai cuori degli appassionati.

Proprio per questo ho scelto 14 film che vale assolutamente la pena di guardare:

14. “Glory road”

Nel 1966 i Texas Western Miners, squadra di basket collegiale con sede a El Paso, sotto la guida di Don Haskins riescono, dopo una serie di annate deludenti, a centrare le finali di NCAA grazie a una serie eccezionale di 23 vittorie e una sola sconfitta. La cosa, già eccezionale di per sè, acquisisce ulteriore notorietà perché la squadra, a seguito del lavoro di scouting operato dal coach, è composta da una maggioranza di giocatori afroamericani: un evento straordinario in quegli anni, specialmente in uno stato del profondo sud come il Texas.

La pellicola, che racconta quest’incredibile annata, porta alla luce il difficile rapporto fra compagni di squadra, l’iniziale diffidenza nei confronti dei nuovi arrivati e le continue minacce ricevute da Haskins durante la stagione. Un film magari non originalissimo, ma che tratta con il dovuto rispetto una tematica scottante quale il razzismo.

13. “Le Mans ’66 – La grande sfida”

Due marchi, due filosofie, una sfida che diventa leggenda: c’è tutto questo e molto di più nella pellicola di James Mangold, che racconta della vittoria della Ford ai danni della Ferrari nella 24 ore di Le Mans nel 1966. Il film, che si avvale di un cast d’eccezione che prevede due premi Oscar come Matt Damon e Christian Bale, va però oltre la semplice vicenda, scavando fra le pieghe della semplice gara e dando vita a una pellicola adrenalinica esaltata da una fotografia dal forte impatto estetico ed emotivo e da una colonna sonora che sa essere potente nei momenti di grande tensione, ma anche delicata nelle scene più intime.

12. “Borg McEnroe”

A partire dalla finale del torneo di Wimbledon 1980, il film ripercorre le tappe principali della vita dei due sfidanti, lo svedese Bjorn Borg e l’americano John McEnroe, alla vigilia dell’ennesima sfida fra i due in un duello che caratterizzerà il tennis mondiale in quegli anni. Due personalità molto diverse sulla cui contrapposizione il film punta in maniera decisa, raccontando in maniera serrata le vite dei due rivali e mettendo continuamente a confronto i due stili diametralmente opposti che però finiscono inevitabilmente per incrociarsi e influenzarsi a vicenda.

11. “Tonya”

In questo film del 2017 Margot Robbie presta il volto a Tonya Harding, pattinatrice statunitense divenuta tristemente famosa a inizio anni novanta per uno scandalo che coinvolse lei e il marito in un tentativo di sabotaggio ai danni di una sua rivale. La pellicola, che punta forte sulle magistrali interpretazioni della Robbie ma soprattutto del premio Oscar Allison Janney (nel ruolo della dispotica e anaffettiva madre della protagonista), mette a nudo la difficile vita dell’atleta, continuamente vessata prima dalla madre e poi dal marito violento, che nonostante tutto riesce a mettersi in luce in uno sport dei cui paradigmi, eleganza e raffinatezza, rappresentava l’esatto opposto.

10. “Rocky”

Un grande classico che ha fatto a suo modo la storia del cinema: Rocky nasce come film di seconda mano, con un cast semisconosciuto e un budget irrisorio di 1,1 milioni di dollari. Tuttavia volti noti e tanti dollari aiutano, ma sono sempre le grandi idee a vincere: Stallone, attore con alle spalle una carriera dimenticabile, ha la fortuna di assistere all’incontro in cui il campione del mondo Mohamed Alì sconfigge, dopo un lungo e difficile incontro, il semisconosciuto Chuck Wepner, capace di resistere a lungo sotto i colpi del più quotato avversario. Al termine dell’incontro, la sceneggiatura del film è già nella testa dell’attore. Il resto è storia: il film sbanca il botteghino, vince tre premi Oscar e dà vita a una fortunata saga cinematografica che, pur non raggiungendo i picchi del primo film, vanta tutt’ora un gran numero di appassionati.

Il celebre finale di Rocky

9. “Il profeta del gol”

All’inizio degli anni Settanta due squadre passarono come un tornado sul calcio europeo, sconquassandone le fondamenta e cambiandone per sempre il volto. Esse sono l’Ajax di Amsterdam e la Nazionale di calcio olandese, e in comune hanno l’uomo al centro del sistema, con il numero 14 sulla schiena: Johan Cruijff. In questo mirabile docufilm l’uomo simbolo del calcio totale si mette a nudo e racconta sè stesso e le teorie di Michels che diedero vita alla più radicale rivoluzione calcistica del XX secolo. Un protagonista eccezionale per una storia eccezionale, il tutto condito da immagini di repertorio e dalla voce narrante dell’indimenticato Sandro Ciotti, cronista radiofonico fra i più iconici di sempre, cantore per più di trent’anni di Tutto il calcio minuto per minuto.

Risultato immagini per il profeta del gol film

8. “Momenti di gloria”

Momenti di gloria è un film che ha in un certo senso fatto la storia: non solo per i quattro premi Oscar (il massimo mai raggiunto da un film a tema sportivo) che hanno premiato una sceneggiatura che ha saputo trattare con delicatezza il tema dell’amicizia fraterna fra i due atleti protagonisti, che proprio grazie alla passione comune per lo sport trovano un punto in cui convergono due vite altrimenti diversissime e inconciliabili fra loro. Ciò che rende unico questo film è la colonna sonora, firmata dal greco Vangelis, che tutt’oggi è in grado di regalare emozioni, tanto da essere diventata l’inno per eccellenza delle imprese sportive.

7. “Il maledetto United”

Tratto dall’omonimo romanzo di David Pearce, il film narra dei 44 giorni in cui Brian Clough, leggendario allenatore inglese attivo negli anni settanta, guidò il Leeds United precedentemente guidato dall’odiato rivale Don Revie, e della crisi di rigetto che la squadra ebbe nei confronti del nuovo allenatore. La pellicola, che scava nel passato dell’allenatore e negli anni al Derby County, esalta un Michael Sheen decisamente a suo agio nei panni dell’eccentrico allenatore britannico, mettendo degnamente in scena la sua debordante personalità e il suo smisurato ego. Insomma, “Il maledetto United” è un magnifico viaggio nel calcio inglese anni settanta al fianco del suo più degno e riconosciuto rappresentante. Un viaggio che vi consigliamo caldamente di intraprendere.

Un assaggio del carattere non propriamente facile di Brian Clough

6. “Invictus”

Clint Eastwood dirige un film in cui sport e storia si mescolano continuamente, dando vita a un film intenso e toccante: il cammino degli “Springboks”, la nazionale di rugby sudafricana che sta per affrontare la Coppa del mondo casalinga, viene seguito con particolare attenzione dal neo-presidente Nelson Mandela (interpretato da un magistrale Morgan Freeman), che vede proprio nella squadra di rugby un veicolo fondamentale per compattare un Paese ancora segnato dall’apartheid e dalle divisioni razziali fra bianchi e neri. Le due componenti, quella sportiva e quella storica, sono ben miscelate dall’esperto regista, che crea una pellicola che fa riflettere e contemporaneamente sa emozionare.

5. “Fuga per la vittoria”

Ispirandosi liberamente a un episodio realmente accaduto, la pellicola ruota attorno a una partita di calcio fra la Nazionale tedesca e una selezione di prigionieri Alleati nel pieno svolgimento della Seconda Guerra mondiale, che i tedeschi vogliono utilizzare per scopi di propaganda, mentre i prigionieri vogliono approfittare della confusione dell’evento per evadere. Ben presto però l’amore per il calcio e la sete di vittoria prevarranno anche sui propositi iniziali dei prigionieri. “Fuga per la vittoria” è un film iconico, rimasto nell’immaginario collettivo non solo per la trama, ma anche per il cast misto composto da divi del cinema (il protagonista Sylvester Stallone, ma anche Michael Caine e Max von Sydow) e stelle del calcio (fra le quali spicca ovviamente Pele).

Il quale, anche quando non si fa sul serio, non riesce proprio a fare a meno di farsi notare…

4. “Diego Maradona”

Della vita di Diego Armando Maradona, uno dei più grandi calciatori di ogni epoca, si conosce già tutto: tuttavia questo documentario del 2019 firmato Asif Kapadia (non nuovo a biopic di grandi personaggi della cultura pop, essendosi già cimentato con successo in pellicole come “Senna” ed “Amy”) riesce a dare nuova linfa vitale a una narrazione trita e ritrita e perciò vicina alla saturazione. Il biopic conferma ancora una volta l’eccezionale capacità del regista britannico di raccontare le storie dei suoi protagonisti, mostrando immagini finora inedite appartenenti all’archivio personale del pibe de oro, in cui viene messo in luce il lato più oscuro dei sette anni partenopei di Diego. Anni di grandi successi, di trionfi, di gloria, ma anche di eccessi, vizi e cadute, che lo porteranno sempre più vicino al baratro.

3. “Moneyball”

“Ci sono squadre ricche e ci sono squadre povere, poi ci sono venti metri di merda, poi ci siamo noi”: è da questa desolante considerazione che parte il lavoro di Billy Beane (interpretato da un ispiratissimo Brad Pitt), manager degli Oakland Athletics, che ha il compito arduo di costruire una squadra avendo a disposizione un budget limitatissimo. Proprio in queste condizioni critiche Beane compie il suo capolavoro: credendo ciecamente nel valore interpretativo dei numeri, il manager sceglie di costruire la squadra seguendo un approccio sabermetrico, inimicandosi la sua dirigenza ma ottenendo dei risultati insperati. Un film che è un must per gli amanti di strategia e per i più accaniti giocatori di Football Manager.

2. “Million dollar baby”

Torna in questa lista la coppia Eastwood (questa volta anche attore) – Freeman, e il motivo è presto svelato: nel 2005 “Million dollar baby” fece razzia di quattro dei 5 premi più ambiti che l’AMPAS mette in palio annualmente. I motivi vanno ricercati in una trama che, seguendo le vicende di una pugile e del suo vecchio coach, lascia emergere sotto la sapiente regia di Eastwood le emozioni contrastanti (l’entusiasmo e la forza vitale della giovane contrastano il cinismo e la disillusione dell’anziano, facendolo pian piano vacillare) dei protagonisti, fino al drammatico finale nel quale essi vengono messi di fronte a un bivio che li condurrà a dover prendere una terribile decisione. Le prove individuali del cast (i premi Oscar Hilary Swank e Morgan Freeman) finiscono per impreziosire ancor di più questo piccolo capolavoro.

1. “Toro scatenato”

L’eccezionale successo riscosso da questo film risiede per gran parte nell’intensa interpretazione offerta da Robert De Niro, valsa il premio Oscar all’attore newyorkese, nel ruolo del protagonista Jake LaMotta. Il film segue fedelmente l’autobiografia dell’ex pugile, raccontando una storia drammatica fatta di una lenta, difficile ma inarrestabile ascesa nell’olimpo della boxe, cui segue però una rovinosa caduta a causa della quale perderà man mano fama, denaro e affetti faticosamente conquistati in precedenza. La parabola dell’ex pugile è affrontata in maniera mai banale, scavando a fondo nelle pieghe psicologiche del personaggio e mettendo di volta in volta alla luce tutti i tasselli del puzzle che vanno via via sgretolandosi.


 

Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.