Interventi a gamba tesa

Storia della corsa più pazza d’America

the mint 400 corsa

Questo 8 marzo si concluderà ufficialmente l’edizione del 2020 della The Mint 400, quella che venne per anni definita come la The Great American Desert Race.


La gara ha origini lontane, nacque infatti nel 1967 dall’estro creativo di Norm Johnson che ideò la sfida grazie alla sponsorizzazione di Del Webb, magnate delle costruzioni e proprietario del The Mint Hotel & Casino, che colse l’opportunità della corsa attraverso il deserto per fare pubblicità al proprio casinò.

The Mint – il casinò che diede il nome alla corsa

La corsa nel suo formato originario prevedeva una sfida tra due identiche dune buggies. I due piloti avrebbero dovuto sfidarsi in un continuo testa a testa lungo le 600  miglia di deserto che separano il The Mint  di Las Vegas da Lake Tahoe in California, punto d’arrivo designato. La gara suscitò immediatamente un grande interesse mediatico e la prima edizione ebbe un grande seguito ma la svolta avvenne nel 1971 quando il giornalista Hunter S. Thompson scrisse il celebre libro Paura e delirio a Las Vegas: un viaggio selvaggio nel cuore del Sogno Americano ambientato proprio durante la The Mint 400. Dalla novella di Thompson nel 1998 venne poi tratto un più celebre film con Johnny Depp e Benicio Del Toro, il film in sé fu un fallimento ai botteghini ma nel corso del tempo divenne un vero e proprio cult cinematografico per gli appassionati, contribuendo ad avvolgere il film e la corsa con quella patina di mito e fascino che li contraddistingue tutt’oggi.

Benicio Del Toro e Johnny Depp in una scena del film.

La corsa nata come un testa a testa tra due buggies venne poi ampliata ed aperta ad altre classi come moto e truck e venne spettacolarizzata proprio come solo gli americani sanno fare aggiungendo la iconica sfilata in Freemont Street, concorsi di bellezza e paddock girl a rendere il tutto ancora più eccessivo. Il nuovo formato presto crebbe in fama ed attrasse le attenzioni di professionisti degli sport da gara come i vincitori della Indy 500 Parnelli Jones e Rick Mears o i professionisti dell’off-road come Mickey Johnson, Ivan Stewart e Rod Hall. Tra le star che parteciparono nel corso del tempo vi furono: Steve McQueen,  l’attore Larry Wilcox, compagno di Erik Estrada nella fortunata serie americana Chips; l’astronauta Gordon Cooper, e più recentemente la star di Grey’s Anatomy Patrick Dempsey.

Steve McQueen ai nastri di partenza della The Mint 400 del 1971.

Il destino della corsa era legato a doppio filo con quello del The Mint Casino & Hotel che venne venduto nel 1988 a Jack Binion, allora proprietario dell’adiacente The Horseshoe Club. Binion prese così in mano l’eredità di Johnson e Webb ed organizzò a sue spese le edizioni dell’88 e dell’89. A partire dal 1989 la corsa venne spostata dalla sua sede storica nel centro di Las Vegas perché secondo Binion la sfilata e le attività collegate allo svolgimento della gara rovinavano le medie di incasso nei casinò, da qui la decisione di spostare la gara perché a Las Vegas il business è l’unica cosa che conta. La gestione della manifestazione passò quindi di mano in mano fino al 1995 quando la gara non venne proprio più organizzata e restò in pausa sino al 2007 per ripartire ufficialmente il 29 marzo 2008. A partire dal 2012 i Martelli Brothers, duo di registi e produttori americani, riuscirono a dare nuova linfa vitale alla competizione ed inserendola, in versione ridotta, tra le tappe della The Best in the Desert, un circuito professionistico di off-road.

La tradizionale ed eccentrica sfilata in Freemont Street prima della gara.

La The Mint 400 oggi è un evento mediatico che attrae numerosi sponsor e curiosi da tutto il mondo, ha una copertura mediatica all’interno del settore di primo livello, ma che cosa è rimasto della corsa originale?

La gara nacque come trovata pubblicitaria ma ben presto divenne molto di più, prima ancora del denaro e della fama, prima ancora della spettacolarizzazione dell’evento in sé ad attrarre numerosi partecipanti vi era la sfida contro sé stessi. The Mint precedette di circa dieci anni la ben più nota Parigi-Dakar ma in  comune con quella sfida ha il gusto dell’avventura, in coppia o in solitaria, l’uomo sfida in sella al suo destriero motorizzato il temibile deserto del Nevada, della California o del Sahara. E’ la sfida dell’ignoto che attrae piloti professionisti e non, e li induce a lanciarsi in spericolate gare in mezzo all’assenza di civiltà.  La The Mint è stata resa celebre ed iconica dal film di Gilliam e da allora il suo fascino ha attratto numerosi investitori che hanno contribuito a rendere l’evento colossale che oggi attrae il jet-set mondiale. Nonostante questo, tolte le stelle e le stelline, in sella alle loro moto o a bordo delle loro buggies, i partecipanti ancora scelgono di sfidare il deserto con lo stesso immutato spirito delle origini.

Studio storia. Vivo tra Milano e Pavia, mi interesso di libri, persone, cose, auto e fogli di giornale.