Interventi a gamba tesa

Giochiamo a fare i Direttori Sportivi della… Lazio!


In redazione, in preda ai deliri delle feste appena trascorse, abbiamo deciso di dividerci in gruppi da quattro e sfidarci, ipotizzando il mercato di gennaio dei sogni di alcune squadre di Serie A. Il risultato non poteva essere che folle. Info utili per l’uso: i valori dei giocatori sono stati presi dal sito transfermarkt.it (i cui valori vengono costantemente aggiornati, quindi abbiate pazienza se non sono precisi al milione) e ogni collaboratore aveva a disposizione un massimo di 5 transazioni, tra acquisti e cessioni. Il budget per fare il mercato della Lazio era di 7 milioni di euro. Buona lettura e buon divertimento!


E’ il momento di rischiare (di Matteo Orlandi)

OUT: Lukaku 5mln.

IN: Boga 12 mln.

Da quando Lotito ha rilevato la Lazio nel 2004, questo è il momento senza dubbio più esaltante per i biancocelesti. 11 vittorie in campionato consecutive non si erano mai viste nella storia laziale e la Supercoppa vinta nel mezzo a Doha suggella un momento etereo, quasi irripetibile per congiunzione di episodi, talento e competenza gestionale. E allora mai come quest’anno sarebbe propedeutica una mano dal mercato di gennaio, da sempre usato da Lotito solo in situazioni disperate per prendere giocatori particolarmente dimenticabili come Saha o Bisevac, per rendere una stagione già avviata verso la straordinarietà, anche verso qualcosa in più.

La lacuna conclamata della squadra di Inzaghi sta nella scarsità di scelte nel reparto offensivo. Le 3  carte offensivi di Inzaghi hanno di fatto come solo ricambio Caicedo, che per quanto stia oggettivamente facendo dei miracoli, non puó sobbarcarsi sulle spalle troppe responsabilità e meriterebbe di spartirle con qualcun altro. Ció che forse manca alla Lazio è un brevilineo in grado di saltare l’uomo e garantire alla squadra una dose di imprevedibilità in più nelle situazioni di svantaggio. Provando a dare una dose di realismo all’operazione (pur consapevoli che il mercato della Lazio a meno di colpi di scena rimarrà francobollato), ci viene in mente che un Jeremie Boga potrebbe fare al caso di Inzaghi. Impatanato nel calcio sperimentale di De Zerbi, abbiamo la sensazione che Boga stia perdendo del tempo a Sassuolo e dunque saremmo ben contenti di scoprirlo in un contesto diverso. Parliamo di un giocatore di indubbie doti tecniche, doti di fatto non presenti nella rosa di Inzaghi: Boga sarebbe adattabile un po’ ovunque sulla trequarti laziale, con caratteristiche magari meno associative rispetto ai suoi compagni di reparto ma maggiormente portato a puntare l’uomo in velocità e a creare superiorità numerica sulla fascia, fasce che Inzaghi ama invece riempire di giocatori estremamente metodici e poco adatti a saltare l’avversario. Sarebbe il tipico jolly da sfoderare nelle situazioni di difficoltà, in grado di offrire una dose imprevedibilità in più ad una squadra straordinariamente codificata. È prendibile Boga? Transfermarkt fissa per lui una somma di 12 milioni, forse anche sottostimando un po’ l’ivoriano. Facciamo del fantamercato allora – come dopotutto il gioco richiede – e vendiamo Jordan Lukaku per 5 mln all’Inter di Conte. In definitiva: Lukaku fuori, Boga dentro.

Tare ci pensi, mai come quest’anno il gioco potrebbe valere la candela.

Uno dei giocatori più difficili da marcare della nostra serie A.


Pescando in Italia (di Gabriele Rogani)

OUT: Strakosha 20 mln, Berisha 7 mln.

IN: Musso 10 mln, Castrovilli 8 mln, Gosens 12 mln.

Capitolo cessioni
Strakosha: l’albanese sta disputando una stagione su buoni livelli è vero, ma non è mai riuscito a dare quel senso di sicurezza che serve ad una squadra che punta alle posizioni nobili della classifica. L’attuale stagione della Lazio puó essere particolarmente di aiuto per strappare una cifra importante per la cessione dell’albanese.
Berisha: il centrocampista del Kosovo rimane l’elemento misterioso della rosa della Lazio. Problemi fisici continui, e un rapporto difficile con la piazza, sono solo alcune delle ragioni per cui deve essere ceduto.

Negli ultimi anni quelli che sono diventati i pilastri della rosa (Immobile, Correa, Acerbi, Lazzari, Parolo qualche anno fa) al momento dell’acquisto erano giocatori che gia conoscevano il campionato italiano, motivo per il quale la Lazio dovrebbe continuare su questa strada.
Capitolo acquisti
Musso: ottimo prospetto che sta facendo vedere grandi parate e tanto talento. Forse è gia superiore a Strakosha.
Gosens: con l’acquisto di Lazzari la Lazio ha aggiunto una freccia al proprio arco sulle corsie esterne. Nel caso in cui acquistasse il tedesco, Inzaghi avrebbe un altro esterno sinistro di spinta che tanto bene sta facendo in serie A. Sarebbe finalmente una valida alternativa a Lulic, che anche per motivi anagrafici deve diventare un cambio, e non essere sempre titolare.
Castrovilli: il ragazzo è un talento ed è un ruolo in cui la Lazio è molto carente. Leiva, Milinkovic e Luis Alberto stanno facendo benissimo, ma se qualcuno avesse problemi fisici la Lazio non avrebbe una sola alternativa al pari di uno dei titolari.

Per chi crede allo Scudetto (di Federico De Blasi)

OUT: Strakosha 20 mln, Berisha 7 mln.

IN: Sirigu 8 mln, Gosens 12 mln, Giroud 8 mln.

Alla vigilia del derby capitolino ed archiviati senza troppo rammarico gli impegni extra-campionato, tutti si chiedono se la Lazio possa veramente lottare per lo scudetto. Undici vittorie consecutive in Serie A farebbero propendere chiunque a considerarla una seria candidata per la vittoria finale. Se poi si aggiungono due vittorie nette contro la Juve – tra campionato e Supercoppa Italiana – allo stato di grazia di alcuni giocatori, qualcuno la potrebbe considerare quasi favorita.Ed allora, in attesa di un sempre più inevitabile restyiling estivo, come intervenire a Gennaio per migliorare una rosa già collaudata senza rompere gli equilibri e gli incastri che Inzaghino ha sapientemente costruito? Allungando la rosa ed inserendo gradualmente dei giocatori pronti, magari che conoscono già il nostro campionato e che possano dare conferme anche in vista della prossima stagione.

Il primo a fare le valigie è Thomas Strakosha. Il portiere Albanese ha alternato prestazioni di grandissimo spessore a qualche incertezza che, in passato come tra l’altro potrebbe accadere in futuro, è costata qualche lacrima (e qualche punto) alla Lazio. Seppur migliorato, le sue carenze di carisma e leadership nell’area di rigore oltre a qualche papera random si fanno sentire e quindi, di fronte ai 20 milioni offerti, Lotito e Tare si sfregano le mani, ringraziano e impacchettano Thomas decidendo così di investire sull’usato sicuro. Una ventina di punti più sotto naviga il Torino, ancora indeciso se proseguire nell’ennesima stagione anonima della sua vita o fare il definitivo ed agognato salto di qualità. Questo scetticismo è mal visto da chi, ormai da anni, ed all’alba delle trentaquattro primavere, ne ha viste tante e non vuole più perdere treni. Salvatore Sirigu, per la modica cifra di 8 milioni, si trasferisce nella capitale per dare al reparto difensivo quelle serenità che mancano da qualche anno. Il trasferimento in una squadra che lotta per qualcosa in più di una qualificazione in Europa League, potrebbe responsabilizzare ulteriormente il portierone Sardo anche in chiave Europeo, qualora la titolarità di Donnarumma dovesse scricchiolare. Difficile, ma non impossibile.

La scorsa stagione Sirigu è stato uno dei migliori portieri della nostra Serie A.

Anello debole della rosa è il quinto di sinistra. Attenzione, non che Lulic non svolga bene il suo mestiere. La combo tra garra, concretezza e attitudine al sacrificio lo rende un giocatore difficilmente sostituibile. Ma è proprio questo il punto: manca un vice – Lulic che sia in grado, in un futuro non troppo remoto, di sostituire il Bosniaco senza rimpianti. Lukaku è perfetto dal settantacinquesimo in poi, specie nelle partite in cui si assentano i centrocampi e le difese ballano, ma pesano parecchi dubbi sulla sua stabilità tattica dal primo minuto. Ancora da inquadrare Jony, nonostante qualche bel segnale incoraggiante, deve ancora adattarsi al ruolo di esterno di centrocampo e sacrificare qualche compito offensivo. Anche lui meglio a partita in corso. Quindi ecco Robin Gosens, che per 12 milioni si trasferisce in riva al Tevere, interrompendo una stagione arrembante in quel di Bergamo. Le filosofie di Inzaghi e Gasperini sono ben diverse ma la transizione da un sistema all’altro non dovrebbe essere particolarmente dolorosa per un giocatore giunto ad una maturazione tattica e una esplosività fisica fuori dal comune. Oltre all’apporto in zona gol, non farebbe mancare la sua presenza costante in tutte le fasi e soprattutto per tutti i novanta minuti. Gosens non sparisce mai dalla partita, vizio che Lulic ogni tanto tende a prendersi.

Per concludere il capitolo uscite, salutiamo Valon Berisha per 7 milioni. Mai del tutto convincente, se riuscisse a ripetere con la Lazio ciò che fa con la Nazionale Kosovara o che ha fatto col Salisburgo, staremmo parlando dell’alternativa perfetta per Luis Alberto. Ma così non è stato: troppo distratto, atteggiamento sufficiente e poca voglia di emergere.

Così, dal fondo del barile si pescano gli ultimi milioni per il colpo Scudetto. Indeciso se puntare su un giovane di prospettiva (Scamacca) da far crescere in un reparto già florido o se puntare su un colpo alla Klose per far sognare i tifosi, opterei per Olivier Giroud. Il Francese trova poco spazio al Chelsea 2.0 di Lampard e viene via a prezzo di saldo per 9 milioni di euro. Attaccante che fa della bellezza e della versatilità la sua religione, giocherebbe bene al fianco di praticamente tutti gli attaccanti della Lazio (e forse del mondo). Anzi, li farebbe giocare altrettanto bene magari mettendo in risalto delle qualità non ancora completamente espresse (mi riferisco soprattutto a Correa). Giroud completerebbe numericamente il reparto dando possibilità al pur promettente Adekanye di crescere con la dovuta pazienza ed oltretutto (ricordiamo che è Campione del Mondo) porterebbe quella consapevolezza di potercela fare che forse manca un po’ nello spogliatoio Laziale.


La talpa (di Gianguido Maggioli)

OUT: Milinkovic-Savic 70 mln, Luis Alberto 40 mln.

IN: Pulgar 15 mln, Pasalic 14 mln, Escalante 4 mln.

È cosa ormai nota che alla Lazio il direttore sportivo lo faccia direttamente il presidente Lotito, o quasi. Claudio è il classico presidente con cui nessun DS vorrebbe mai relazionarsi, neppure il suo stesso.

Tra i biancocelesti, però, ci sono tantissimi fiori ricercatissimi e richiestissimi, coltivati gelosamente nel giardino di casa.

CESSIONI

  • Sergej Milinkovic-Savic (70,00 mln €)

Dopo essersi mangiato le mani per non averlo venduto prima e dopo aver sudato freddo con il rischio una clamorosa svalutazione dovuta alle numerose prestazioni sottotono, il presidentissimo è pronto a vendere il suo giocatore migliore. Il serbo è all’apice della forma e, si sa, i prezzi durante il mercato di gennaio sono sempre gonfiati: un’occasione da non perdere.

Nessuno è insostituibile. Nemmeno Sergej.

  • Luis Alberto (40,00 mln €)

Per il trequartista iberico vale, più o meno lo stesso discorso fatto per Sergej. Ricordiamo che appena 5 anni fa, la Lazio riuscì a piazzare un 28enne Hernanes all’Inter per l’impensabile cifra di 15 milioni. La scelta su chi sacrificare è tra Alberto e Correa, ma Joaquin è più giovane e vale meno, c’è tempo per venderlo meglio.

ACQUISTI

  • Erik Pulgar (15,00 mln €)

Cileno di qualità e quantità, tardiva risposta laziale al romanista Nainggolan per quanto riguarda il pessimo gusto in fatto di tatuaggi. Può fare fiumi di assist o può finire fuori rosa per due anni, come del resto tutti alla Lazio.

  • Mario Pasalic (14,00 mln €)

Sostituto low cost di Luis Alberto, già ambientato, già pronto, con visione e senso del gol. Acquisto interessante che potrebbe distrarre i tifosi dalla cessione del platinatissimo spagnolo.

  • Gonzalo Escalante (4,00 mln €)

Il solito difensore centrale di cui non si sentiva il bisogno che la Lazio acquista nella speranza che non sia peggio di Wallace. Un successo se dovesse fare meglio di Gentiletti e Andrè Dias.


 

La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.