Interventi a gamba tesa

Elogio a Bautista Agut: il primo dei sottovalutati


In tutti gli sport ci sono diverse “categorie” di giocatori e ogni appassionato ha le sue preferite. Personalmente quella che mi sta più a cuore è quella dei sottovalutati. Questa categoria è composta solitamente da giocatori completi, ordinati e dotati di una grande intelligenza nella lettura del gioco che rende tutto ciò che fanno apparentemente semplice e soprattutto poco spettacolare.


Questi giocatori sono tipici degli sport di squadra, dove oltre che dagli avversari puoi essere offuscato anche dai tuoi compagni, dove sei sempre uno dei tanti che stanno giocando e dove puoi essere sostituito o lasciato in panchina. Non te li aspetteresti in uno sport come il tennis, lo sport individuale per antonomasia, dove dividi il palcoscenico con un solo avversario e dove c’è una classifica oggettiva che, in base ai risultati, mette in ordine i giocatori per valore dimostrato negli ultimi 12 mesi.

Eppure anche in questo sport puoi trovare quel gruppo di giocatori che soffre quell’indifferenza generale tanto subdola quanto ingiusta. Il più forte tra di loro è senza dubbio Roberto Bautista Agut, attuale numero 9 al mondo e numero 2 di Spagna.

Partiamo con un breve elenco dei risultati più importanti del suo 2019: quarti di finale agli Australian Open, due vittorie consecutive contro Novak Djokovic mentre era numero 1 al mondo, semifinale a Wimbledon e vinto la Coppa Davis conquistando il primo punto in finale nonostante la morte del padre due giorni prima.

Bautista Agut emozionato dopo la vittoria a pochi giorni dalla morte del padre.

Con questi risultati ti aspetteresti fosse considerato un fenomeno, giusto? Niente di più sbagliato. Bautista Agut per il tifoso medio è poco più di un buon giocatore che attraverso il duro lavoro e la grande professionalità è arrivato a raggiungere ottimi risultati. Per il giornalista medio invece è…non lo so, non ho mai letto un articolo su di lui. Non ne parla mai nessuno. In questo 2020, nella nuova ATP Cup, è stato l’unico insieme a Djokovic a vincere tutte le sei partite di singolo e nonostante ciò in molti pagelloni il suo nome manco appariva. Non ho mai visto un giocatore così forte e così poco discusso allo stesso tempo.

Entriamo ora nell’aspetto tecnico. Bautista Agut è un giocatore da campo veloce, dove i suoi colpi piatti e penetranti fanno più male che sulla terra. La caratteristica che più lo contraddistingue è la costanza nei colpi: nessuno sbaglia meno di lui e questa qualità gli costa la fama di giocatore noioso. Infatti, non avendo una grande forza fisica, spesso deve giocare diversi scambi prima di arrivare al vincente.  Analizziamo i colpi principali e già che ci siamo, giochiamo un pò dando delle votazioni da 1 a 10:

Dritto: il suo colpo migliore e come tutti i colpi lo sbaglia pochissimo, questo però è il colpo più offensivo. A mio avviso ha il miglior dritto inside-out al mondo sul veloce, con questo colpo in particolare quasi si diverte a far scivolare la palla sulle righe. E’ il colpo che gli porta nettamente più punti. Voto:  8,5 su 10

Rovescio: non lo sbaglia mai! Mai! C’è da dire però che non è molto aggressivo, usa colpi profondi per mettersi nella condizione di tirare il dritto a sventaglio. Dovrebbe giocare qualche lungolinea in più. Voto: 7,5 su 10

“Elementare Watson” cit.

Servizio: come lui, sottovalutato. La prima gli permette spesso di vincere punti brevi. Voto: 7 su 10

Risposta: sbaglia pochissimo, trova sempre un’ottima profondità. Sulla seconda può fare molti danni. Se non sei un grande servitore ti brekka sempre almeno una volta nel set. Voto 8,5 su 10.

Capisco che il catalano non abbia il gioco più eccitante di tutti. Non ha la bomba da 160 km/h che lascia fermo l’avversario,  non ha grandi variazioni e non prova colpi inutilmente complicati giusto per strappare qualche applauso. Eppure trovo il suo gioco estremamente affascinante: sembra quasi voler dimostrare di riuscire a vincere il punto usando solo i colpi più semplici, quelli che trovi sulla prima pagina nel manuale del tennis, quella dedicata ai principianti. Rovescio, rovescio, rovescio sempre incrociato e profondo; gira intorno al colpo più corto dell’avversario e poi dritto di qua, dritto dall’altra parte e se necessario chiusura a rete. Facile, no?

Questo è Bautista Agut, l’umile fenomeno che parla poco e di cui nessuno parla.

Questo articolo gli spettava di diritto (e anche di rovescio).


 

Studente quinta liceo linguistico, tennista amatoriale senza dritto e mezz'ala scarsa da oratorio.