Interventi a gamba tesa

Giochiamo a fare i Direttori Sportivi del… Napoli!


In redazione, in preda ai deliri delle feste appena trascorse, abbiamo deciso di dividerci in gruppi da quattro e sfidarci, ipotizzando il mercato di gennaio dei sogni di alcune squadre di Serie A. Il risultato non poteva essere che folle. Info utili per l’uso: i valori dei giocatori sono stati presi dal sito transfermarkt.it (i cui valori vengono costantemente aggiornati, quindi abbiate pazienza se non sono precisi al milione) e ogni collaboratore aveva a disposizione un massimo di 5 transazioni, tra acquisti e cessioni. Il budget per fare il mercato del Napoli era di ben 10 milioni di euro. Buona lettura e buon divertimento!


Se proprio mi tocca… (di Alessandro Ginelli)

OUT: Allan 50 mln, Hysaj 18 mln

IN: Paredes 25 mln, James Rodriguez 40 mln.

Verosimilmente, penso che esistano almeno un migliaio di lavori migliori di essere il DS della Società Sportiva Calcio Napoli in questo preciso momento storico del club partenopeo. Tra ammutinamenti, cambi di allenatore, sfortuna, un social media manager un po’ pazzerello e le urla isteriche di un Presidente istrionico, diciamo che la vita del Direttore Sportivo, anche solo per via immaginaria, mi ha causato più di qualche manifestazione di stress. Per aiutarmi nell’impresa ho dunque scelto di orientarmi con un faro del cantautorato italiano. Quel Cesare Cremonini che con Napoli ci azzecca fino a un certo punto, ma che già nel lontano 2014 con il suo singolo “Logico #1” proponeva una strada per “trovare un ordine in questo disordine”.

La strada tracciata dal buon Cesare mi sembra la più ragionevole per affrontare il peggior momento di crisi da quando il Napoli è tornato a calcare i campi della Serie A italiana. Per fare ordine nel disordine la soluzione più efficace è eliminare chi ha contribuito a creare quello stesso disordine. Ma dato che il signor De Laurentiis Aurelio mi risulta essere legato al club con un contratto più che pluriennale e poche prospettive di uscita a breve termine, ho dunque scelto di potare l’altro ramo dell’albero che ha portato alle scandalose vicende autunnali post Salisburgo. Tra tutti i rivoltosi colui che paga il conto è Allan, da quasi tutti i giornali identificato come un moderno Savonarola, a capo della rivolta contro il proprio presidente. È ormai più che evidente che il brasiliano sarebbe voluto andare via da Napoli già qualche tempo fa e credo che il tempo del trasferimento sia ormai da compiersi. La cessione di Allan, stando alle valutazioni di Transfermarkt, mi porterebbe nelle casse 50 milioncini, che reinvestirei immediatamente per risolvere i due principali problemi cronici di questa squadra.

In precedenza si parlava di ordine e proprio questo è l’elemento che mi sembra mancare più di ogni altra cosa quando vedo scendere in campo il Napoli, almeno da quando Jorginho ha levato le tende da Napoli con volo di sola andata in direzione Londra. Con la gestione Gattuso e il passaggio al centrocampo a 3 c’è dal mio punto di vista un bisogno assoluto di integrare la rosa con un mediano di pensiero e il mio nome per coprire questo ruolo è quello di Leandro Paredes, giocatore ancora giovane che a Napoli potrebbe trovare la dimensione giusta per la sua definitiva esplosione. La valutazione da 25 milioni dell’argentino è inoltre un’ottima opportunità per questo giochino di mercato. Dopo aver sistemato la linea mediana con un giocatore finalmente in grado di tagliare le linee difensive avversarie con le sue geometrie, eccoci arrivati al secondo cronico problema del Napoli: la mancanza di fantasia in fase offensiva.

Le alternative proposte dal Napoli quando c’è attaccare si sono rivelate in questa stagione troppo piatte e monodimensionali. Per assolvere a questo delicato compito scelgo un giocatore che è già stato protagonista di una telenovela estiva in salsa partenopea. Una trattativa che aveva acceso la mia fantasia e la mia curiosità di appassionato nel vedere uno dei giocatori più bravi a farsi amare in una delle piazze capace di dare di più a livello di amore ai propri giocatori: James Rodriguez. 

Come non amare il buon Leandro?

Con i 40 milioni spesi per assicurarmi James finirei il mio mercato invernale con un passivo di 15 milioni. Per evitare di ritrovarmi finanza e cani da guardia del Financial Fair Play fuori dalla porta di casa, sono dunque costretto ad un altro sacrificio, che ricade sul nome e il cognome di Elseid Hysaj (16 milioni secondo Transfermarkt), per il quale la motivazione è presto detta. Che cosa ce ne facciamo di tre terzini destri in rosa con Di Lorenzo che le giocherebbe tutte persino su una gamba sola? Chiudo qui il mio mercato e invito Cristiano Giuntoli a contattarmi privatamente se desiderasse offrirmi il lavoro come assistente. Non so se lo accetterei, dato il livello di stress, ma un tentativo è giusto farlo.


Punire i ribelli (di Daniel Tabbì)

OUT: Allan 50 mln, Mertens 25 mln.

IN: Rakitic 25 mln, Gabriel Barbosa 23 mln, Rugani 22 mln.

Dopo i fatti risalenti ad inizio novembre per il ritiro non rispettato contro il Salisburgo in Champions League e le successive multe spiccate nei confronti della rosa con annesse polemiche, De Laurentis ha deciso di risolvere la questione una volta per tutte utilizzando il pugno di ferro per schiacciare definitivamente i ribelli. Un modo per dare l’esempio a squadra, tifoseria e a tutto il mondo del calcio per far dimostrare che con De Laurentis e la SSC Napoli non ci si possono permettere certi comportamenti.

Ad inizio dicembre il presidentissimo ordina: fare cassa e punire i ribelli. Consegna un mandato molto chiaro al direttore sportivo Giuntoli che non può fare altro che obbedire, nonostante la polemica tecnica con Ancelotti ad avere la meglio è sempre ADL che ordina le cessioni di Allan, Mertens e Callejon in blocco.

Il brasiliano aveva osato reagire a muso duro contro Edoardo De Laurentis la notte del pareggio con il Salisburgo, la parola d’ordine è una sola: epurazione. Viene spedito con pochi saluti al Tottenham di Mourinho che lo acquista a 50 milioni. Per Dries Mertens e José Callejon, entrambi in scadenza di contratto ed entrambi classe ’87, Giuntoli tenta il colpaccio piazzandoli in Cina. Per Mertens si fa sotto il ricchissimo Guanghzou Evergrande che paga il belga 25 milioni in un’unica soluzione, il belga accetta l’esilio dorato conscio del fatto che guadagnerà abbastanza soldi per due vite e mezzo. Per Callejon invece la pista asiatica non decolla per la sua volontà di restare nel calcio che conta, dopo un abboccamento non riuscito con Inter ed Atalanta lo spagnolo resterà al Napoli fuori rosa.

Tagliati i rami secchi, il mandato di Giuntoli è quasi terminato, non resta che rimpiazzare i giocatori e rafforzarsi: l’operazione che porta Rakitic al Napoli è magistrale, il centrocampista poco usato dal Barcellona, firma in bianco con la squadra di Ancelotti e viene pagato appena 25 mln, un vero affare. Per l’attacco il nome viene direttamente da ADL, ordina di acquistare Gabriel Barbosa in uscita dal Flamengo e chiuso dalle gerarchie in attacco dell’Inter. Per appena 23 mln riparte la sua avventura in Italia pieno di aspettative e speranze. L’ultimo tassello consiste in un puntello per la difesa in modo da prepararsi alla futura cessione di Koulibaly che nei piani della società avverrà in estate: si acquista allora Daniele Rugani, riserva di lusso dalla Juventus che viene pagato 22 mln sonanti.


Ci vuole “cazzimma” (di Leonardo Salvato)

OUT: Hysaj 18 mln, Insigne 65 mln.

IN: Lucas Torreira 55 mln, Berge 22 mln, Bernat 15 mln.     

La stagione vissuta finora dal Napoli ha lasciato un sapore amaro di inconcludenza e incompiutezza: il Napoli è una squadra incompleta, priva di grinta e carattere (o, come piace chiamarla in città, della cosiddetta cazzimma), incapace sia di resistere al pressing avversario che di dare una bella mazzata una volta che i colpi di fioretto vanno tutti a vuoto. Una squadra poco adatta alle battaglie, ed è a partire da questo assunto che si muove il mio mercato di riparazione: le battaglie non si vincono solo con le armi più potenti, occorrono infatti generali astuti, che sappiano vedere un passo più in là, anticipare le mosse e organizzare contrattacchi efficaci.

Al Napoli manca una figura del genere in mezzo al campo: un uomo che sappia dettare i tempi e impostare efficacemente la manovra ma non solo: nel 4-3-3 varato da Gattuso ai centrali di centrocampo è richiesto il dinamismo necessario per difendere in avanti ma anche scappare indietro per coprire ampie porzioni di campo in transizione. Chi meglio di Lucas Torreira? Il gioiellino ex Sampdoria ora all’Arsenal è un regista dai raffinati tempi di gioco che però non difetta in intensità, né disdegna di dare una mano in fase difensiva.

Per non ripetere più l’errore ritrovarsi con un’unica alternativa nel reparto centrale, dovranno essere due le figure da integrare alla mediana azzurra: al fianco di Torreira, come novello Morgante al seguito di Orlando, c’è il gigante (195 cm x 88 kg) norvegese Berge, messosi in luce nell’ultima Champions League col Genk. Col giovane classe 1998 assecondiamo la politica di svecchiamento progressivo della squadra, oltre ad aggiungere centimetri e chili in una squadra spesso accusata di essere troppo “piccola” in mezzo al campo. Infine, il tassello mancante per completare la rosa è un terzino, indispensabile a causa dei malanni che terranno fuori ancora a lungo Malcuit e Ghoulam. Il profilo individuato risponde al nome di Juan Bernat: il 26enne valenciano rappresenterebbe un notevole upgrade in termini di carisma ed esperienza internazionale per una squadra che sta ringiovanendosi. Inoltre le sue spiccate qualità tecniche lo rendono prezioso nel gioco dei partenopei, che sfruttano le discese del terzino sinistro per creare superiorità numerica in fase offensiva.

Rinforzi, quelli elencati, necessari al punto da giustificare il sacrificio doloroso del capitano Insigne, un calciatore in difficoltà che vive un momento di crisi personale dal quale sembra incapace di uscire, schiacciato tanto dalle incomprensioni tattiche quanto dal peso delle responsabilità e delle aspettative che vengono riposte in lui, specialmente da quando indossa la fascia da capitano. In un attacco comunque ricco di alternative che, con una mediana ormai rimpolpata che permette di usare un centrocampista sull’out mancino, rischiava di diventare sovraffollato, il numero 24 risulta il più immolabile di tutti sull’altare delle cessioni.

Il Napoli post-mercato: Maksimovic (specialmente con la permanenza di Tonelli) può essere utilizzato anche a destra come vice Di Lorenzo, Berge ha il fisico per irrobustire la mediana ma anche fosforo per far rifiatare eventualmente Torreira; la duttilità di Lozano, Younes e volendo anche del giovane Gaetano (provato in mediana a Dimaro, ma trequartista/seconda punta lungo tutta la sua carriera giovanile) permettono di avere ricambi freschi in attacco anche senza il folletto di Frattamaggiore.


Giocando a Football Manager (di Giuseppe Orio)

OUT: Allan 50 mln.

IN: Halland 50 mln.

Il calciomercato estivo del Napoli si è chiuso lasciando in eredità in mezzo al campo una voragine clamorosa entro la quale sono sprofondate le chimere ancelottiane del sarrismo destrutturato e del modulo fluido. Le news di calciomercato degli ultimi giorni lasciano supporre che siano già stati chiusi gli acquisti di Amrabat e Rrahmani a partire dall’estate 2020 e che siano ormai certi gli addi di Mertens e di Callejon tra il Gennaio e il Giugno prossimi, date le insanabili divergenze contrattuali col Padre padrone De Laurentiis.

Le regole del gioco prevedono che io agisca come Direttore Sportivo del Napoli, avendo un massimo di cinque operazioni da portare a termine tra entrate e uscite. Ma, volendo attenermi un minimo alla realtà, presi Amrabat, Rrahmani (e Lobotka), fatti uscire Mertens e Callejon, dove sarebbe il divertimento per me? E perché mai dovrei essere io a mettere le pezze al disastro che hanno combinato il Presidente e il Direttore sportivo partenopei nel corso dell’ultimo anno e mezzo? Han caricato Jorginho sul primo battello per il Tamigi in cambio di una vagonata di milioni e lasciato andare capitan Hamsik in Estremo Oriente in maniera tanto frettolosa quanto grottesca: cosa esattamente meriterebbero adesso, un Mister Wolf che risolve problemi? Giammai!

Le utopie van portate avanti fino in fondo, e trovo sia bello e comodo fare il Don Chisciotte con il culo degli altri, per cui, se squadra senz’equilibrio dev’essere, squadra senz’equilibrio sia. Per esempio, l’abulico Allan sembra aver dato ultimamente segni di rinascita, il rapporto con Gattuso pare ottimo e il riposizionamento nello slot di mezzala gli ha fatto addirittura ritrovare la via del gol nel match col Sassuolo. Io caccerei Allan, così, de botto, senza senso. Smontato l’ultimo tassello del centrocampo titolare di Sarri, reinvestirei i 50 milioni per pigliare al Borussia Dortmund Erling Haaland che non sembra a suo agio in Germania (si, magari…), rimpolpando ulteriormente un reparto già colmo all’inverosimile. Che figata sarebbe l’incontro tra il glaciale, matto, figlio d’arte norvegese e il caloroso popolo partenopeo? Sarebbe poi affar di Gattuso metter la squadra in campo, io sono solo un burattinaio che gioca la sua partita insensata di Football Manager. Spietato? Comunque più sobrio di De Laurentiis.


 

La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.