Interventi a gamba tesa

Giochiamo a fare i Direttori Sportivi della… Roma!


In redazione, in preda ai deliri delle feste appena trascorse, abbiamo deciso di dividerci in gruppi da quattro e sfidarci, ipotizzando il mercato di gennaio dei sogni di alcune squadre di Serie A. Il risultato non poteva essere che folle. Info utili per l’uso: i valori dei giocatori sono stati presi dal sito transfermarkt.it (i cui valori vengono costantemente aggiornati, quindi abbiate pazienza se non sono precisi al milione) e ogni collaboratore aveva a disposizione un massimo di 5 transazioni, tra acquisti e cessioni. Il budget per fare il mercato della Roma era di ben 8 milioni di euro e, opportuna specifica, tutti i pezzi sono stati scritti prima del terribile infortunio di Zaniolo. Buona lettura e buon divertimento!


Continuità e uno sguardo al futuro (di Andrea Giachi)

OUT: Pastore 15 mln, Juan Jesus 8 mln, Peres 4 mln.

IN: Koopmeiners 14 mln, Pellegri 7 mln.

Dopo tante rivoluzioni, in ultima quella estiva di Petrachi per rimediare ai disastri dell’era-Monchi, in casa giallorossa è giunto il momento di dare un po’ di continuità: il mercato di riparazione che ho immaginato si comporrà dunque di interventi mirati soprattutto alle future progettualità, tenendo conto anche della mannaia del FPF che pende sulla Roma e che a giugno costringerà il club –per buona parte a causa dei mancati introiti derivanti dalla partecipazione alla Champions League- a ricavare dalle cessioni 100 milioni di plusvalenze per far quadrare il bilancio.

Le cessioni sono senza dubbio la parte più facile del gioco, date alcune generose valutazioni di transfermarkt e il fatto, non secondario, di non dover cercare un acquirente. Via Pastore, Juan Jesus e Bruno Peres, per un totale di 27 milioni di euro oltre ad un notevole risparmio sugli ingaggi, che andrebbe ad abbassare conseguentemente anche i costi di gestione in ottica giugno 2020. Per il Flaco non potrebbe esserci momento più propizio per una partenza in direzione Cina, cavalcando l’onda lunga del momento di rinascita che ha vissuto tra ottobre e novembre e che ha consentito alla sua valutazione di attestarsi sui 15 milioni di euro. In termini numerici non ci sarebbero problemi per la rosa: nel ruolo di Pastore agisce già Pellegrini, intoccabile per Fonseca, ma anche Zaniolo e Mkhitaryan possono coprire la posizione. Inoltre, il suo addio potrebbe aumentare il minutaggio per Under, calciatore che la Roma ha urgente bisogno di recuperare in vista di una (probabile) cessione a giugno per far quadrare i conti. Juan Jesus, valutato 8 milioni, è ormai fuori dalle rotazioni dei difensori centrali; Bruno Peres invece consentirebbe di racimolare 4 milioni e sarebbe davvero scriteriato non approfittarne, dato che non era riuscito a trovare spazio nemmeno nella serie B brasiliana.

Venendo agli acquisti, l’unico evidente “buco” nella rosa, con Pellegrini che ha dimostrato di essere più a suo agio come trequarti, è in mediana: in attesa del recupero completo di Cristante, al momento non ci sono cambi per Diawara e l’inossidabile Veretout. Un attento lavoro di scouting in quella fucina di talenti chiamata Eredivise mi spinge a investire 14 milioni per portare nella capitale Teun Koopmeiners, il cui nome non può certo spaventare una piazza ben allenata con le pronunce di Mkhitaryan e Szczesny. Koopmeiners, classe ’98, alla sua terza stagione tra i professionisti ha già preso i gradi di capitano dell’AZ Alkmaar. Ha personalità da vendere ed è dotato di un gran sinistro, che lo ha reso un eccellente tiratore di calci piazzati: in questa stagione viaggia a medie da attaccante avendo già siglato 10 gol, 9 su rigore e una su punizione. Lanciato in prima squadra nell’ottobre del 2017 da Van den Brom (esordio da titolare con gol) la scorsa stagione ha giocato prevalentemente da difensore centrale, mentre quest’anno il nuovo tecnico Slot lo ha riportato in mediana, sempre all’interno del 4-2-3-1. Abbina una buona capacità fare da frangiflutti ai due centrali come perno davanti alla difesa (con letture che ricordano, con le dovute proporzioni, quelle di Daniele De Rossi) a una discreta visione di gioco, mentre è ancora un po’ acerbo nel gestire i ritmi del possesso palla, ma sembra avere ancora grossi margini di crescita. Alla Roma potrebbe essere da subito un valido ricambio per Diawara, però la sua duttilità lo potrebbe portare ad affermarsi anche come difensore centrale mancino con compiti di impostazione, rappresentando quel profilo difensivo che al momento manca a Fonseca. Inoltre, la sua capacità nei piazzati potrebbe essere una freccia in più nell’arco delle soluzioni offensive della squadra, specie quando Kolarov dovesse smettere.

Sinistro che farebbe comodo a tantissime squadre italiane.

Il secondo colpo in entrata riguarda il reparto offensivo. Il profilo ideale è un centravanti di prospettiva a cui Dzeko possa fare da chioccia: il bosniaco a marzo di quest’anno compirà 34 anni e non potrà continuare a giocarle tutte come ha fatto finora. Attaccanti del livello di Dzeko costano cifre fuori mercato ed è quindi necessario tentare una scommessa low cost: Pietro Pellegri, 18enne wonderkid caduto in disgrazia. Può sembrare una follia, dal momento che per una sequela infinita di problemi fisici non mette piede in campo dal settembre 2018 (!), ragion per cui in 2 anni nel Principato ha giocato in tutto 100 minuti. Ma proprio adesso che il Monaco sembra aver perso le speranze -con un rassegnato Jardim che ha accusato il Genoa di avergli “rovinato la vita”, parlando del suo sviluppo fisico- il ragazzo può essere acquistato a una cifra irrisoria: transfermarkt lo valuta appena 7 milioni, mentre 2 anni fa il Monaco lo pagò più di tre volte tanto. Consapevole del rischio, vado ad assicurare alla Roma –che ormai ha una certa dimestichezza con gli infortunati- quello che sembrava il più promettente attaccante italiano: la società potrebbe consentirgli senza fretta il pieno recupero, visto che fino a giugno ci sarà anche Kalinic a fare da backup a Dzeko. Inoltre, il ragazzo ha la Roma nel destino: il suo primo gol in A, a soli 16 anni e 2 mesi, lo segnò all’Olimpico nell’iconica gara di addio di Totti.


Largo ai giovani (di Gianguido Maggioli)

OUT: Under 40 mln, Fazio 4 mln.

IN: Cutrone 20 mln, Sottil 4mln, Ferro 18 mln.

La Roma a fine estate ha iniziato un ennesimo nuovo ciclo, questa volta, però, ripartendo veramente da zero: sulla giostra sono saliti tutti, capitano, allenatore, preparatori atletici, direttore sportivo e, alla fine, anche il presidente. Dopo il panico dovuto ad incredibile sovrapposizione di infortuni, adesso non sembra esserci una vera e propria urgenza, visto che ad agosto si è provato a raddoppiare ogni ruolo con giocatori già pronti. Quindi nel mercato di gennaio si potrebbero valutare investimenti solo per rimpiazzare eventuali giocatori ceduti, senza dimenticare il fairplay finanziario.

Durante la prima metà di campionato, i punti più critici della squadra si sono rivelati essere la mancanza di difensori di riserva affidabili e di un “vice Dzeko”.

Per comprare occorre vendere, visto il budget ristretto di cui la Roma si trova a disporre, perciò occhio agli affari, agli esuberi, ai giocatori implicitamente o esplicitamente sul mercato, che per gola dei presidenti o per problemi di ambientamento potrebbero cambiare aria.

CESSIONI

Cengiz Under (40,00 mln €): la società ha ormai abituato i suoi tifosi e i suoi allenatori a cessioni importanti, se non a veri e propri sacrifici sull’altare del dio bilancio, ed il trasferimento del baby fenomeno turco potrebbe permettere un mercato di riparazione di tutto rispetto. La sua resa al di sotto delle aspettative, le idee di mister Fonseca, la sua difficile ambientazione, la bagarre mediatico-politica in cui sono coinvolti molti giocatori turchi e la sua alta valutazione potrebbero essere zollette per addolcire la medicina della sua vendita.

Federico Fazio (4,00 mln €): il comandante sembra ormai pronto per il congedo, visto che nelle gerarchie dei difensori centrali, l’argentino è dietro ai due titolarissimi e si gioca il posto da prima riserva con Juan Jesus e, sembrerebbe, anche con Mert Cetin.
Fazio è un uomo spogliatoio, di grande carisma ed esperienza ma il suo scarso impiego, il dato anagrafico e, soprattutto, la sua inaffidabilità in costante aumento, lo rendono un pezzo sacrificabile.

Addio “comandante”: è stato bello.

ACQUISTI

Patrick Cutrone (20,00 mln €): da diversi anni, uno degli obiettivi della Roma è quello di avere una rosa il più possibile “Made in Italy”, in un’ottica di valorizzazione dei giovani talenti ed in conformità con i paletti imposti dalla Federazione. Si aggiunga che freddezza e cattiveria sotto porta sono caratteristiche che mancano a quasi tutti gli attaccanti attualmente in rosa: combinando tutte queste esigenze, il profilo che spicca è quello del bomber comasco. Cutrone non sta riuscendo ad esprimersi al meglio alla sua prima stagione in Premier League ma si porta dietro un’eredità di 27 gol in due stagioni con il Milan, molti dei quali segnati subentrando dalla panchina, ulteriore caratteristica fondamentale per chi deve fare da sostituto ad Edin Dzeko.

Riccardo Sottil (4,00 mln €): velocità e abilità nel saltare l’uomo uno contro uno, caratteristiche che Paulo Fonseca ha dimostrato di apprezzare molto, con un Kluivert tirato a lucido per questa stagione. A Roma l’esterno italiano classe ’99 potrebbe avere il tempo e lo spazio giusto per giocarsi le sue carte migliori, tenendo attentamente in considerazione sia i dettami tattici dell’allenatore, sia le caratteristiche del resto del gruppo, sia la straordinaria crescita dei giovani in rosa avvenuta negli ultimi anni.

Ferro (18,00 mln €): Francisco Reis Ferreira, centrale portoghese di 22 anni e 192 centimetri. Dopo la prima metà di stagione da titolare col Benfica sembra pronto per portare ai lusitani un’altra bella plusvalenza. Non avrebbe problemi di comunicazione col mister e possiede tutte le caratteristiche che la Roma sta cercando nei difensori centrali, forza fisica, altezza e rapidità.


Tonali, scelgo te (di Gabriele Pato)

OUT: Florenzi 20 mln, Pastore 15 mln, Juan Jesus 8 mln.

IN: Tonali 30 mln, Emerson 15 mln.

Cessioni:

Florenzi (20 mln): con l’arrivo di Fonseca è passato da probabile capitano e ovvio titolare a scaldino per panchine. Dalla sua cessione ci guadagnerebbero tutti: la Roma con una plusvalenza importante, Florenzi che potrebbe ambire a palcoscenici di rilievo (giocarsi lo scudetto con l’Inter o gli ottavi di Champions con il Valencia) mettendo al sicuro il suo posto da titolare a Euro 2020.

Pastore (15 mln): il secondo a lasciare Trigoria potrebbe essere El Flaco, uno dei tanti acquisti cari ma deludenti della breve era Monchi. Sebbene Fonseca sembra averlo parzialmente rivitalizzato, l’abbondanza sulla trequarti e la necessità di incassare sono elementi decisivi a sfavore dell’argentino.

Flaco, sappi che comunque qui ti si ama. A prescindere da tutto.

Juan Jesus (8 mln): l’ultimo partente potrebbe essere Juan Jesus. Quest’anno ha visto il campo soltanto in tre occasioni per un totale di 103 minuti giocati. Il centrale brasiliano è a un punto fondamentale della propria carriera: a ventotto anni potrebbe tranquillamente occupare un posto fisso al centro della difesa di moltissime squadre italiane ed europee, magari rilanciandosi per un finale di carriera brillante.

Acquisti:

Emerson (15 mln): per sostituire Florenzi nel ruolo di terzino destro il primo obiettivo è senza dubbio Emerson, giovanissimo brasiliano ex Atletico Mineiro e Barcellona che si sta facendo notare con la maglia del Betis. Si tratta di un calciatore molto giovane (classe 1999) ma con esperienza da titolare in Liga. Sarebbe di un investimento futuribile ma che può ricoprire immediatamente il posto da titolare, pur accettando un turn-over. È molto forte fisicamente, bravo nei colpi di testa anche su calcio piazzato e capace sia di spingere – quest’anno ha già sfornato quattro assist e due gol in quindici presenze – che di difendere. È abituato ad un calcio associativo e propositivo, quindi sono pronto a scommettere che si troverebbe molto bene con Fonseca.

Tonali (30 mln): per il centrocampo giallorosso serve un’alternativa a Veretout e, nonostante le altissime pretese di Cellino, si tratterebbe di un investimento sicuro. Diciannove anni, prima stagione in Serie A, ha già collezionato 17 presenze condite da un gol (magnifico!), due assist e prestazioni da mediano esperto. Anche se non gli fosse garantita la titolarità, Tonali potrebbe crescere in un ambiente giovane e pieno d’entusiasmo, fare esperienza sul palcoscenico europeo ed essere pronto a prendere il controllo del centrocampo giallorosso già dalla prossima stagione.


Due predestinati e Giroud (di Fabrizio Meco)

OUT: Juan Jesus 7 mln, Under 40 mln.

IN: Tonali 30 mln, Giroud 8 mln, Mazraoui 15 mln.

Chi esce?

Juan Jesus: difesa a quattro per il nuovo allenatore giallorosso con due titolarissimi, Smalling e Mancini e due alternative, l’esperto e affidabile Fazio e il giovane di prospettiva Cetin. Juan Jesus è dunque un di più che può portare soldi in cassa per il mercato invernale.

Cengiz Under: nelle stagioni passate Under aveva colpito il mondo del calcio con le sue doti tecniche e la sua facilità di segnare arrivando a valere cifre considerevoli e stimolando l’appetito di tante squadre in Europa. Quest’anno però tra infortuni e difficoltà tattiche il turco sembra essere l’ultima opzione sulla trequarti offensiva dove Fonseca gli preferisce giocatori con altre qualità. Accantonato di lusso che può finanziare in maniera lauta il mercato in entrata giallorosso.

Chi entra?

Sandro Tonali: arrivato con le stigmate del predestinato nel massimo campionato dopo le grandi prestazioni in cadetteria, il classe 2000 non sta tradendo le aspettative. Personalità da vendere, forza fisica dominante, geometrie e qualità tecniche lo rendono giocatore determinante in ogni fase di gioco. Portare a Roma il piccolo Gerard, magari mettendolo al fianco di Veretout o Cristante, vorrebbe dire dare qualcosa in più all’ordinato ma talvolta troppo ordinario centrocampo a due della Roma. Ciò permetterebbe di alimentare con più qualità i trequarti giallorossi senza togliere il dinamismo necessario a una mediana che deve sostenere quattro uomini offensivi.

Olivier Giroud: coetaneo di Dzeko e stessa predisposizione a far giocare bene chi gioca alle sue spalle, come dimostrato nell’Europa League vinta da protagonista sotto la guida di Sarri. Oltre che i goal infatti il bomber francese si è segnalato per la capacità tecnica e tattica di essere sempre coinvolto nella manovra, così come lo è l’attuale nove giallorosso. Se quindi Paulo Fonseca ha recentemente allontanato il profilo di Petagna come rinforzo di gennaio, proprio in quanto non in linea con il tipo di attaccante che cerca per il proprio credo calcistico, chi meglio di Giroud per garantire alla Roma un vice Dzeko di lusso senza dover snaturarsi nel modo di giocare?

Giroud, a leggere i nostri articoli, è probabilmente il pezzo più richiesto di questo mercato.

Noussair Mazraoui: terzino classe ’97 tra i protagonisti della cavalcata dell’Ajax in Champions dello scorso anno, Mazraoui strappa l’occhio per la facilità di corsa e la consueta capacità di offendere e palleggiare propria di chi è cresciuto nel vivaio degli arceri. Abituato a giocare in una difesa a 4 in una squadra che propone calcio, è quindi la giusta soluzione sulla destra per Fonseca e il suo 4231 fatto di qualità nell’uscita palla al piede e di proposizione offensiva, come dimostra Kolarov sulla sinistra. Nessuno tra coloro che si sono alternati a destra infatti, da Santon a Spinazzola sino ad un Florenzi sempre meno capitano, ha convinto a pieno e da ciò la scelta di prendere Mazraoui per provare a regalare all’allenatore portoghese il terzino di cui ha bisogno per esprimere a pieno il suo calcio.


 

La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.