Interventi a gamba tesa

Giochiamo a fare i Direttori Sportivi dell’… Inter!


In redazione, in preda ai deliri delle feste appena trascorse, abbiamo deciso di dividerci in gruppi da quattro e sfidarci, ipotizzando il mercato di gennaio dei sogni di alcune squadre di Serie A. Il risultato non poteva essere che folle. Info utili per l’uso: i valori dei giocatori sono stati presi dal sito transfermarkt.it (i cui valori vengono costantemente aggiornati, quindi abbiate pazienza se non sono precisi al milione) e ogni collaboratore aveva a disposizione un massimo di 5 transazioni, tra acquisti e cessioni. Il budget per fare il mercato dell’Inter era di ben 15 milioni di euro. Buona lettura e buon divertimento!


Non c’è tempo da perdere (di Fabrizio Meco)

OUT: Politano 28 mln, Gagliardini 15 mln.

IN: Diego Costa 18 mln, Gosens 18 mln, Douglas Luiz 20 mln.

Se non è stato difficile individuare di chi Conte possa fare a meno per il proseguo del campionato, più intrigante è stato decidere chi acquistare. Bando alle ciance, questo il mio mercato.

Chi esce? Matteo Politano e Roberto Gagliardini. 

Il primo non mai stato al centro del progetto tecnico di Conte ed oggi è relegato al ruolo di vice del vice, che in tal caso è Esposito classe 2002. Matteo Politano è l’indiziato numero uno a finanziare, senza troppi rimpianti, la campagna acquisti invernale dei nerazzurri. Il ragazzo ex Sassuolo, che pure nell’era Spalletti ricopriva ruolo di primissima scelta, ha pagato a caro prezzo il passaggio al 352 e la difficoltà a reinventarsi seconda punta a fianco di Lukaku. Il secondo sta convivendo con troppi problemi fisici, scarsa continuità e caratteristiche tecniche, fisiche e tattiche che non convincono all’interno del 352 contiano per il ruolo da mezzala. Roberto Gagliardini può essere tranquillamente sacrificabile per arrivare ad un centrocampista più funzionale alla squadra nerazzurra.

Chi entra? Diego Costa, Robin Gosens e Douglas Luiz.

Lo spagnolo, in uscita dall’Atletico, all’Inter arriverebbe per ricoprire il ruolo di bomber cinico e spietato che in qualche frangente è mancato alla squadra nerazzurra. L’idea quindi è quella di prendere un giocatore simile per fisicità ma diverso nel modo di stare in campo rispetto a Lukaku, meno coinvolto nella manovra e più bomber puro. Con Diego Costa si colma una delle lacune della rosa nerazzurra e allo stesso tempo si porta a Milano un giocatore dallo spirito famelico e battagliero come quello che muove lo stesso Conte.

I due poi si vogliono particolarmente bene…

Cambiando ruolo, uno dei flop del mercato estivo dell’Inter è rappresentato dalla bocciatura degli esterni: Biraghi troppo timido, Asamoah sempre alle prese con i problemi fisici che ne hanno segnato le ultime stagioni, Lazaro stenta a integrarsi nel calcio italiano. Se però a destra c’è Candreva a tamponare la situazione a sinistra urge un innesto pronto subito. In quest’ottica il profilo di Robin Gosens sembra perfetto; il laterale tedesco da anni ormai gioca in un sistema come quello del Gasp in cui all’esterno è richiesto di coprire tutta la fascia con grande intensità sia offensiva che in fase di ripiego e perciò si integrerebbe a meraviglia negli schemi di Conte, dando quella spinta e presenza che è finora mancata ai nerazzurri. Un po’ Lichtsteiner insomma: tanta corsa e sostanza ma anche capacità di segnare e far segnare.

Infine che dire di Douglas Luiz? Centrocampista classe ‘98 dell’Aston Villa, ex City e Granada. Curriculum già folto per un ragazzo di ventuno anni in continuo miglioramento che fa della progressione e dell’inserimento senza palla le sue doti migliori cui abbina la classica capacità brasiliana di dare del tu al pallone e l’intensità imparata nelle esperienze inglesi, fattore determinante per il 352 nerazzurro. Mezzala dunque dalla spiccata dote offensiva che sotto la guida di un maestro della fase difensiva come il mister salentino può fare quello step in avanti per diventare il crack di cui si parlava ai tempi del Vasco da Gama. Non è di certo Vidal ma il centrocampista dei Villans ha sicuramente dalla sua, oltre l’età, le caratteristiche perfette per l’interno di centrocampo che vuole Antonio Conte: corsa, inserimento e palleggio per concedere riposo senza troppi patemi a Sensi e Barella.


Gosens, Luis Alberto e Giroud (di Andrea Ravasi)

OUT: Gabriel Barbosa 23 mln, Politano 28 mln.

IN: Gosens 18 mln, Luis Alberto 40 mln, Giroud 8 mln.

Mettiamoci nei panni della coppia Marotta – Ausilio e vediamo come potremmo migliorare la rosa per rubare dopo 8 anni consecutivi lo scudetto alla Juve, senza eccedere il Financial Fair Play che veglia sempre su di noi.

Partiamo con un’analisi della rosa e delle sue lacune al fine di identificare le aree che necessita di un miglioramento. 

La difesa a mio avviso non va toccata: è la migliore del campionato e il pacchetto composto da Skriniar, De Vrij, Godin, D’Ambrosio, Ranocchia e Bastoni offre garanzie sia tecniche che di qualità. Inoltre, non vorrei andare a togliere spazio a Bastoni che sta crescendo a vista d’occhio e merita sempre più spazio. Il centrocampo a 5 a mio avviso è quello che necessità più esterni, sia per problemi di tenuta fisica, innumerevoli infortuni nel reparto, sia per la scarsa qualità di alcuni interpreti. Se la catena di destra con Candreva – Lazaro (più D’Ambrosio), offre garanzie tecniche e fisiche a sinistra manca qualcosa, infatti Biraghi non convince fino in fondo, Dimarco non ha mai convinto mentre Asamoah ha troppi problemi fisici, quindi sicuramente qui andremo a intervenire. In mezzo manca un centrocampista, non numericamente, ma per una questiona atletica e fisica, quindi questo è un ulteriore reparto da rafforzare. Ad ora siamo arrivati a 2 acquisti necessari. Chiudiamo con l’attacco. La coppia Lautaro – Lukaku offre enormi garanzie, inoltre Esposito sta dimostrando di meritare spazio mentre il ritorno di Sanchez ci permette di chiudere il pacchetto a 4. Con Politano e il ritorno di Gabigol il reparto sarebbe più che completo, ma visto i movimenti in uscita che voglio effettuare per recuperare le risorse economiche al fine di migliorare il centrocampo staremo attenti a qualche occasione a basso costo complessivo. 

Come detto sopra, la zona di campo dove andare ad attingere liquidità da aggiungere a quella iniziale – 15 milioni – è il reparto offensivo. I due indiziati sono Gabigol e Politano. Il primo è fuori dal progetto dal giorno 0 mentre il secondo in questi mesi, dopo un buon inizio da subentrante, ha dimostrato di non avere un ruolo in rosa oltre a uno scarso atteggiamento nei minuti in campo. Se con Gabigol riusciamo a recuperare 23 milioni con Politano la cifra lievita fino a 28 milioni. Con queste due cessioni riusciamo ad arrivare ad un budget complessivo di 66 milioni, buona cifra  per migliorare la rosa con 2/3 acquisti.

Meglio lasciare Gabigol dove può esprimersi al suo meglio.

Il reparto maggiormente da rinforzare e che potrebbe determinare la lotta scudetto è il centrocampo. L’obiettivo numero uno, già per la sessione di gennaio era Kulusevsky ma Paratici me l’ha soffiato così mi dirigo su un centrocampista più di qualità che di quantità. In rosa sono presenti Barella, Vecino e Gagliardini che possono fare il ruolo di centrocampista box to box fisico, oltre a Brozovic, che in eventualità può coprire il ruolo, ecco perché Vidal non è tra gli obiettivi. Mentre, a mio avviso, manca un sostituto di Sensi bravo con il palleggio, in quanto Valero non è sufficiente oltre a non avere il passo. Il profilo prevede un giocatore spendibile anche per le prossime stagioni ed eventualmente rivendibile, non un usa e getta. Questi ragioni mi fanno escludere Vidal tra gli obiettivi che sono rappresentati da Lo Celso, appena 14 partite in stagione, con una valutazione di 50 milioni, Isco anche lui con un valore di 50 milioni e Luis Alberto, che sarebbe il giocatore ideale per l’Inter di Conte per il ruolo di mezz’ala tecnica, inoltre con una valutazione di 40 milioni. Per l’esterno sinistro chiuderei la lista si compone di due elementi tra cui scegliere. Il primo è Bernat del PSG con una valutazione di 20 milioni rientra nel nostro Budget di spesa – budget che non mi permette di inserire Kostic tra gli obiettivi perché ha una valutazione eccessiva per il numero di acquisti che dobbiamo effettuare – il secondo è Gosens, che sta disputando una stagione clamorosa in quel di Bergamo e che conosce già il ruolo e che viene valutato appena 18 milioni. Chiudiamo infine con una punta per completare il pacchetto, qui per ridurre i costi andiamo sugli over 30 che ci permettono di ridurre la spesa e comprare un giocatore di buon livello. Gli obiettivi sono: Pavoletti ottimo attaccante fisico, costo 10 milioni, Giroud, non ha bisogno di descrizioni, costo 8 milioni, e Llorente a 5 milioni. 

Le scelte che andrei ad effettuare sono: Gosens per la fascia sinistra a 18 Milioni, Luis Alberto come mezz’ala a 40 Milioni, Giroud a 8 milioni come completamento dell’attacco.

Il mio 11 dei sogni.


Migliorare è possibile (di Giacomo Gieda)

OUT: Vecino 23 mln, Politano 28 mln.

IN: Vidal 14 mln, Giroud 8 mln, Kostic 38 mln.

Migliorare una squadra a due punti dalla Juventus, con il terzo miglior attacco dietro Atalanta e Lazio, e con la miglior difesa del campionato, sembra quasi utopia. Ma se si parla dell’Inter di Conte ogni premessa va dimenticata, e il perché è presto detto: i nerazzurri hanno affrontato l’ultimo mese e mezzo con un centrocampo ridotto all’osso dagli infortuni, e l’uscita dalla Champions è stata una cocente delusione. La presenza di una volpe come Marotta rasserena non poco l’ambiente, con l’ex dirigente di Samp e Juve pronto ad accontentare il mister per ogni richiesta. L’obiettivo è quello di lottare fino alla fine con la Juventus campione in carica, puntando dunque a puntellare la rosa, con un occhio particolare dalla mediana in su, zone in cui la mancanza di ricambi ha pesato e non poco. Il budget di partenza è stato di 15 milioni, ai quali vanno aggiunte i milioni delle cessioni. I valori sono quelli riportati da transfermarkt.

Cessioni:

Matias Vecino (23 mln): l’uruguaiano viene ormai da tre stagioni altalenanti con la casacca nerazzurra, protagonista spesso troppo esaltato per i suoi gol nei momenti chiave (vedasi le reti con Lazio e Tottenham). Buon rincalzo, ma la crescita esponenziale di Sensi e Barella e la volontà di Conte che chiede giocatori con spessore e caratteristiche diverse, lo portano ad essere uno dei due sacrificati in questa simulazione. La valutazione è alta, 23 milioni: con tanti ringraziamenti alla “garra charrua”.

Lo ricorderemo così.

Matteo Politano (28 mln): la cessione più dolorosa, almeno per il sottoscritto. Perché il Politano della scorsa stagione ha incantato e sorpreso, con prestazioni di alto livello almeno in campionato. Con l’arrivo di Conte e del suo 3-5-2, in tanti ipotizzavano la cessione dell’ex Sassuolo: troppo leggero come seconda punta, inadatto al lavoro di fascia che si chiede a giocatori come Candreva (non a caso rinato con il tecnico salentino). Nonostante in cuor mio speravo di vederlo impiegato un po’ a sorpresa come interno di centrocampo, l’infortunio contro il Dortmund ne ha definitivamente tarpato le ali, almeno quelle nerazzurre. La valutazione è di 28 mln e le pretendenti non mancano: dalla Fiorentina di Commisso al nuovo Napoli di Gattuso. Anche per lui tanti, tantissimi ringraziamenti e i migliori auguri per un talento ancora inespresso appieno.

Acquisti:

Arturo Vidal (14 mln): La prima richiesta di Conte, e con un anno e mezzo di ritardo il matrimonio tra Arturo Vidal e l’Inter può concretizzarsi già a Gennaio. Il cileno è in rotta con l’ambiente blaugrana e con il tecnico Valverde, e non vede l’ora di riabbracciare il tecnico che lo ha reso grande con la maglia della Juventus. Una maglia da titolare sembra difficile da ritagliarsi, ma in vista della seconda parte di stagione, tra campionato e coppe, una alternativa come il cileno è più che valida per questa Inter.

Olivier Giroud (8 mln): anche in questo caso si punta sull’usato sicuro. Il tecnico lo conosce, lo ha fortemente voluto al Chelsea, e vede in lui la prima alternativa a Lukaku, tanto lavoro sporco lì davanti e una presenza fisica in grado di mantenere alta la squadra e permettere le ripartenze della seconda punta e dei centrocampisti. Anche in questo caso si parla di un giocatore che farebbe carte false pur di lasciare l’attuale club e che riabbraccerebbe volentieri mister Conte in nerazzurro. La valutazione è accessibile, nonostante la scadenza di contratto.

Filip Kostic (38 mln): l’assenza di Asamoah si è sentita eccome in queste ultime settimane e con Biraghi che non ha pienamente convinto, l’Inter ha più che mai bisogno di un nome di spessore sulla sinistra. Più di Marcos Alonso, secondo me il nome su cui puntare è quello di Kostic, esterno serbo in forza all’Eintracht che già quest’estate era stato sondato dalla dirigenza nerazzurra. Velocità, dribbling, intelligenza tattica e ottime capacità sia in fase realizzativa che in qualità di assistman (ben 6 in questi primi mesi). La valutazione è alta, ma con un giocatore del genere l’Inter potrebbe chiudere per i prossimi anni il discorso sulla fascia, regalandosi un esterno moderno in grado di garantire geometrie, tagli e tanta corsa, lasciando ad Asamoah il ruolo di gregario di lusso. 

Giocatore interessantissimo.

Ecco quindi il mio 11 titolare definitivo con annessi ballottaggi:

3-5-2: Handanovic- Godin – De Vrij – Skriniar – Candreva – Barella (Vidal) – Brozovic – Sensi – Asamoah – Lukaku (Giroud) – Lautaro Martinez.


Attacco al potere (di Leonardo Salvato)

OUT:  Politano 28 mln, Vecino 23 mln.

IN: Emerson Palmieri 30 mln, Vidal 14 mln, Simeone 17 mln.

Antonio Conte è stato molto chiaro: la sua Inter ha bisogno di alternative funzionali all’impianto di gioco e che sappiano da subito allungare la panchina per sferrare un attacco decisivo al dominio tricolore della Juventus. Un’idea che fa gola alla dirigenza, che non si tira indietro e stanzia un budget importante per questo mercato di riparazione, che diventa ancor più corposo dopo la cessione di due ricchi esuberi quali Politano e Vecino. Se per l’ex Sassuolo la cessione è d’obbligo, essendo un calciatore che mal si è adattato al gioco del tecnico leccese; quella del centrocampista uruguagio è il classico sacrificio volto a un bene superiore, e pazienza se l’eroe delle ultime due qualificazioni Champions viene mandato a riprenderla in altri lidi.

Con il cospicuo tesoretto così creato abbiamo margine per accontentare il tecnico nerazzurro, e puntellare la rosa là dove più occorre: innanzitutto sull’out mancino, dove Asamoah non dà più le dovute garanzie fisiche e Biraghi non sempre è sembrato all’altezza della situazione. Per quel ruolo delicatissimo il nome dell’ex giallorosso Emerson Palmieri calza decisamente a pennello, essendo in grado di interpretare alla perfezione entrambe le fasi di gioco. Nel cuore del centrocampo invece il posto di Vecino viene preso da uno che, dal cuore di Conte, mai se n’era andato: Vidal, dopo le esperienze tedesca e spagnola, è pronto a tornare in Italia a riprendere da dove aveva lasciato, ovvero vincendo contrasti e inserendosi per battere a rete. Per l’attacco invece arriva un nome che magari infiammerà meno gli entusiasmi dei tifosi, ma quello del “Cholito” Simeone (un cognome ancora amatissimo nella nord) è un profilo perfetto per lo scacchiere nerazzurro: magari segnerà poco (anche se 5 gol in questa prima metà stagione in Sardegna non sono certo da disprezzare), ma ha le caratteristiche tipiche del centravanti sgobbone che lavora per la squadra tanto amato da Conte, rappresentando così un buon partner per Lautaro Martinez e, di conseguenza, quel ricambio per Romelu Lukaku che tanto è mancato in questa prima metà di stagione.


 

La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.